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giovedì 12 settembre 2024

I "BAMBINI" E L'UFO DI MAURICE MASSE.

 VEDE BENE CHE NON STAVO SOGNANDO E CHE NON SONO MATTO!

di Osvaldo Carigi

Per diversi giorni, al loro risveglio, durante il mese di giugno del 1965, Maurice Mass e suo padre ebbero la spiacevole sorpresa di scoprire che qualcuno aveva strappato i germogli in un campo chiamato l’Olivol…La mattina del 1° luglio, verso le 5.45, Maurice Masse stava finendo di fumare una sigaretta prima di iniziare il suo lavoro. Stava in piedi presso una montagnola di ciottoli, accanto all’estremità di una piccola vigna adiacente al campo. All’improvviso udì un sibilo e guardò oltre il fianco della collinetta, aspettandosi di vedere un elicottero. Vide invece una «macchina a forma di pallone da rugby, grande approssimativamente quanto un’automobile Dauphine: era posata su sei zampe, con un pilastro centrale affondato nel suolo. Vicino all’oggetto c’erano due “bambini” di circa otto anni (deduzione in base all’altezza), che stavano chini accanto ad una pianta di lavanda». Il coltivatore pensò che fossero i vandali che gli avevano danneggiato le piante, e si avvicinò furtivamente passando attraverso la vigna. Quando si accostò, vide che quegli esseri non erano bambini: uscì allo scoperto e avanzò verso di loro. Quando arrivò a circa cinque metri da loro, uno degli esseri si girò e gli puntò contro uno strumento che sembrava una matita. L’uomo fu bloccato di colpo e non riuscì più a muoversi. Aimé Michel (1) ha avanzato l’ipotesi che Masse fu immobilizzato da una specie di suggestione ipnotica. Se si fosse trattato di una paralisi muscolare, sarebbe morto. Secondo la testimonianza di Masse, gli esseri erano alti meno di un metro e venti, e indossavano “abiti” aderenti di un verde grigio, ma avevano la testa scoperta. Le loro teste sembravano “zucche”; avevano guance carnose occhi grandissimi a mandorla che arrivavano fin sui lati della faccia, bocche a fessura, o “buchi”, senza labbra e menti molto appuntiti. Emettevano suoni simili a grugniti o brontolii dalla parte centrale del corpo. Il testimone non rivelò quello che successe tra lui e gli intrusi, ammesso che successe qualcosa, ma disse che dopo un po’ gli esseri rientrarono nella loro “macchina”. Maurice Masse afferma di averli visti mentre lo guardavano dall’interno dell’oggetto, mentre le “zampe” dell’apparecchio roteavano e rientravano. Poi si udì un tonfo causato dal pilastro centrale, e la macchina si sollevò e si allontanò fluttuando silenziosamente. A venti metri scomparve, benché le tracce del suo passaggio in direzione di Manosque si potessero vedere sulle piante di lavanda per una distanza di quattrocento metri (2). L’otto agosto del 1965 a Valensole, Aimé Michel, accompagnato da suo fratello Gustave, funzionario di polizia, incontrò Maurice Masse per cercare di avere da lui altri particolari sull’accaduto senza però riuscirci. A questo punto si verificò quello che Charles Bowen (3) ha definito «un avvenimento molto significativo».


Ricostruzione dell'incidente.

L'UFO di Valensole secondo la testimonianza di Masse.


SIMILE 

Occorre precisare che Aimè condusse uno studio particolareggiato sull’incidente di Socorro e tra i documenti pervenutigli dai suoi contatti americani c’è anche una fotografia a colori dell’oggetto visto da Lonnie Zamora, ricostruito secondo la descrizione fatta dallo stesso agente di Socorro. Aimé Michel aveva con sé questa fotografia e la tirò fuori dalla propria borsa mostrandola a Masse: «L’effetto fu fantastico ebbi l’impressione che, vedendo quell’immagine, Masse stesse per esalare l’ultimo respiro, come se stesse guardando in faccia la morte. In un primo momento credette che qualcuno avesse fotografato la sua macchina. Quando venne a sapere che quella era stata vista negli Stati Uniti da un poliziotto, sembrò alquanto sollevato e mi disse: “Vede bene che non stavo sognando, e che non sono matto”!!!».

1 - Scrittore e filosofo francese, specializzato in ufologia (Saint-Vincent-les-Forts, 1919 - 1992). 

2 - “Brief outline of the incident at Valensole on July 1, 1965” - Flying Saucer Review Vol. 14 N. 1, Gennaio/Febbraio 1968 

3 - “Gli Umanoidi - identikit degli extraterrestri” di Charles Bowen, pag. 268




VENIVANO DA MARTE

Marziani!

di Osvaldo Carigi

Neark Valley, stato di New York. Gary Wilcox ha appena finito di concimare un campo nella sua fattoria e decide di recarsi in un campo vicino per verificare se è sufficientemente irrigato. Durante il cammino prova la strana sensazione che «sta per succedere qualcosa» e un qualcosa di straordinario accade! Un velivolo argentato di forma ovoidale (vedasi la descrizione fatta dallo stesso Wilcox) si materializza dal nulla davanti a lui! Misura sei metri di lunghezza, quattro-cinque di larghezza e circa un metro e venti di spessore. Wilcox non ha nemmeno il tempo di riprendersi dalla sorpresa che vede uscire dalla parte inferiore dell’oggetto, due omini dai lineamenti indistinguibili, alti all’incirca un metro e venti, rivestiti di tute color argento. Uno dei due esseri si avvicina al giovane rassicurandolo circa le loro intenzioni. Entrambi gli alieni reggono fra le braccia vassoi carichi di campioni del suolo e iniziano a conversare con Wilcox, ponendogli molte domande sulla natura dei concimi, ricambiando con preziose informazioni sulla scienza e la meccanica spaziale, andate purtroppo perdute in quanto incomprensibili per il giovane fattore. I piccoli visitatori dicono di provenire da Marte (probabilmente più un pianeta di “appoggio” che di origine) e rivelano a Wilcox importanti futuri cambiamenti nell’universo, tali da avere un inevitabile effetto sul nostro sistema solare. Affermano, altresì, che forse Marte un giorno occuperà il posto oggi occupato dalla Terra e prima di smaterializzarsi (*) chiedono a Wilcox un campione del suo concime.

(*) A proposito della materializzazione e smaterializzazione improvvisa dei visitatori, la loro preoccupazione era quella di essere stati notati. Affermarono che non avrebbero dovuto essere visibili al di là di un raggio di trenta metri (a quanto sembra, questo tipo di veicolo spaziale deflette i raggi luminosi) e che preferivano utilizzare quel meccanismo durante il giorno, piuttosto di correre il rischio di venire individuati a causa della luminosità irradiata dal loro mezzo durante la notte» (da “Storia dei Dischi Volanti” di Brinsley Le Poer Trench, IIED 1979).

A sinistra: disegno di Wilcox raffigurante i “Marziani” e l’UFO. Al centro e a destra: due entità, alte all’incirca un metro e venti, avvolte in tute argentate escono dalla parte inferiore dell’UFO, portando vassoi carichi di campioni del suolo.
Gary Wilcox








 



lunedì 2 settembre 2024

CINEMA DI FANTASCIENZA E UFOLOGIA - STARSCHIP INVASIONS

di Osvaldo Carigi

Come ben sanno gli “addetti ai lavori” e gli appassionati di UFO più attenti, il cinema di fantascienza ha spesso “attinto” all’ufologia e “Starship invasions” del 1977 non solo non sfugge alla predetta casistica ma ne esalta le caratteristiche “attingendo” a piene mani a situazioni ufologiche, addirittura di notevole risonanza mediatica. 

Vediamo, dunque, quali sono i “riferimenti” che ho “scovato” in questa opera cinematografica dove troviamo, per inciso, due attori del calibro di Christopher Lee e Robert Vaughin, significando che, nelle intenzioni, la produzione mirava ad un prodotto “di spessore”, cosa questa non riuscita proprio al cento per cento, anche se a mio modesto parere la pellicola non può proprio definirsi un “B-movie”.

Il primo riferimento, lo troviamo subito nella sequenza che apre il film: il disco volante che “piomba” sul nostro pianeta è simile al famoso oggetto volante (non identificato-ndr) fotografato dall’agricoltore Paul Trent nel 1950. Credo che non si possa fare nessuna obiezione alla luce del confronto da me proposto nella seguente composizione:

Foto A e B l’UFO del film “Starship Invasions”, foto C l’oggetto fotografato da Paul Trent in una ricostruzio.

E qualsiasi obiezione sarebbe fuori luogo se affermo che la vicenda del maturo contadino addotto dagli alieni, all’inizio del film, rimanda senza ombra di dubbio alla abduction di Antonio Villas Boas accaduto in Brasile nel 1957, con tanto di scena sexy dove, all’interno dell’UFO citato precedentemente, un’aliena appare completamente nuda davanti al sorpreso e stordito protagonista con un “seguito” facilmente immaginabile, raccontato, successivamente, dal malcapitato fattore allo sceriffo. Ecco, di seguito, il colloquio (il film è in lingua inglese e non vi è purtroppo una versione in italiano) avvenuto tra i due:

SCERIFFO: Stai cercando di dirmi che ti hanno portato in questo disco volante, ti hanno illuminato con una luce e ti hanno messo in una stanza con una donna nuda?

CONTADINO: (annuisce)

SCERIFFO: E poi?

CONTADINO: Abbiamo fatto quello che uno farebbe quando lo portano in una stanza da solo con una donna nuda.

SCERIFFO: Mi stai dicendo che hai avuto un rapporto sessuale con quella donna?

CONTADINO: Certo che sì!

SCERIFFO: Devi averlo sognato!

CONTADINO: No, non è stato un sogno, lo giuro!

SCERIFFO: (ride) Ti stai rincretinendo.

Frame tratto da "Starship Invasions"

Nel prosieguo del film, ad un certo punto vi è una veloce sequenza all’interno dell’UFO dove il sottoscritto è riuscito a “catturare” la seguente immagine-cameo (se mi si passa il termine) che altro non è se non la famosa star map di Betty Hill, riprodotta fedelmente:


Ed ecco il doveroso confronto con la mappa stellare di Betty Hill (a destra).


Troviamo anche alieni cattivi (tranquilli…vi sono anche quelli buoni) che indossano un completo nero con tanto di grosso stemma impresso sul petto…un qualcosa, anche qui, di già visto…guardate un po’:


Da sinistra a destra:  il serpente piumato degli alieni, il loro leader (Christopher Lee), il serpente piumato descritto dall’addotto poliziotto Herbert Schirmer, infine il leader degli alieni che lo rapirono (notare lo stemma alla sua destra sul suo petto). Esatto, lo stemma dei perfidi alieni di “Starship invasions”non può non richiamare alla mente quanto visto e descritto dal poliziotto Herbert Schirmer il 3 dicembre del 1957.

“Dulcis in fundo” ecco che nel film in argomento troviamo un essere robotico (sopra) che non può non rimandare la mente degli ufologi e appassionati alle entità (sotto)  che rapirono Calvin Parker e Charles Hickson in quel di Pascagoula nel 1973 portandoli a bordo di un UFO dove furono esaminati da alieni umanoidi. Guardate un po'…somiglianti, no?