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domenica 22 dicembre 2024

 

ET A WRIGHT-PATTERSON E.. ALTRO

di Osvaldo Carigi
 
Osvaldo Carigi: Una delle questioni maggiormente “gettonate” nella investigazione ufologica è quella relativa alla presenza in basi militari di navi spaziali e corpi alieni, morti e/o vivi, recuperati/prelevati a seguito di negatissimi ufo-crash. La quasi totalità  dei ricercatori ha spesso presentato nei loro lavori editoriali ma anche nel corso di tour conferenziali, documentazioni atte a dimostrare, “in primis” ai soliti scettici, che certe scomode “verità” devono essere prese in seria considerazione. Durante le mie interviste, mi sono spesso imbattuto nella tematica in argomento ricevendo sempre interessanti risposte che mi hanno confermato la certezza di un segreto che oramai non è più tale. E come se ce ne fosse stato bisogno ho avuto ulteriore conferma di tale assunto da Raymond Szymanski un ingegnere elettronico, ora ricercatore ufologico, che ha lavorato quasi quarant’anni nella più importante e famosa, soprattutto per addetti ai lavori e appassionati di UFO, base aerea militare degli Stati Uniti: Wright-Patterson Air ForceBase di Dayton (Ohio).
Szymanski è autore di due interessantissimi libri frutto delle sue indagini su importanti casi. Nel primo dei suoi lavori editoriali “Fifty Shades of Greys: Evidence of Extraterrestrial Visitation to Wright-Patterson Air Force Base and Beyond” (recentemente reintitolato “Alien Shades of Greys: Evidence of Extraterrestrial Visitation to Wright-Patterson Air Force Base and Beyond”) presenta una sua interessante testimonianza che tratterò con lui nel corso di questa intervista. Ma non solo,  nel corso della stessa avrò modo di chiedergli un commento su altri tre casi che argomenta nel predetto libro. Andiamo a cominciare.
Osvaldo Carigi: Ciao Ray, grazie innanzi tutto per la tua disponibilità. Voglio subito togliermi una curiosità riguardo il tuo background di ufologo: prima della tua esperienza nella succitata base aerea, ti interessavi agli UFO? Te lo chiedo perché nel libro affermi che a seguito del colloquio rivelatore avuto con un tuo collega (di cui tratteremo in seguito) non fosti più lo stesso.
Raymond Szymanski Ero interessato al programma spaziale statunitense in via di sviluppo negli anni '60, ma non ricordo alcun interesse o conoscenza dell'argomento "alieno" fino a quando il mio mentore "Al" non me ne parlò nel 1973.
Osvaldo Carigi: Il colloquio con “Al” avvenuto all’interno di Wright-Patterson, durante la tua prima settimana di lavoro nella base, iniziò con una sua domanda  che ti portò a pensare di avere di fronte un collega che beveva in servizio mentre rispondevi che non avevi assolutamente idea di cosa stesse parlando. Ray, il tuo “mentore” ti disse che nella base erano stati portati alieni e un disco volante, recuperati da un incidente avvenuto verso Ovest… L’UFO-crash di Roswell?
Raymond Szymanski Al non ha specificato. Poiché molti giornali contemporanei (vedi nota) hanno riferito che i rottami di Roswell sono andati a "Wright Field", presumo che sia questo l'evento a cui si riferiva.
 
nota Che Wright-Patterson celasse (cela tutt’ora?) nei suoi interni corpi alieni e velivoli spaziali non era proprio un segreto per chi si interessa di UFO, tant’è che anche io nel corso delle mie interviste e ricerche documentali per il mio libro “voci da Roswell”  più di una volta mi è stato detto/ho letto che questa base era la destinazione finale di corpi alieni e velivoli spaziali.
 
Osvaldo Carigi: Nel tuo libro riporti di aver visto molti dei potenziali tunnel dove si diceva venissero tenuti alieni e UFO. Hai visto qualcosa o hai indovinato che c’era qualcosa?
Raymond Szymanski Non ho visto nessun alieno in una cella della base. Tuttavia, Jesse Marcel, Thomas Dubose e i giornali hanno tutti detto che il materiale dell'incidente è stato inviato a Wright Field. Personalmente sono convinto al 100% che i rottami metallici sono stati inviati a Wright Field nel 1947 in ragione delle testimonianze fornite dal maggiore Marcel e dal generale DuBose. Sono molto meno sicuro degli "alieni", poiché non c'è un livello equivalente di testimonianza disponibile.
Osvaldo Carigi:  Secondo te ”Wright-Patterson ospita effettivamente entità e oggetti di natura aliena?
Raymond Szymanski Non posso confermare che abbiano alieni e dischi volanti. Tuttavia, hanno tutto il personale necessario, la tecnologia, le strutture, il denaro, ecc. per valutare e sfruttare eventuali alieni e rottami che potrebbero essere portati lì. Se avessero bisogno di attrezzature o personale aggiuntivo, potrebbero certamente procurarselo lo stesso.
Osvaldo Carigi: Cosa pensi sia caduto nei pressi di Roswell nel luglio del 1947? Un UFO o, come sostenuto principalmente dalle autorità militari  inizialmente un comune pallone-sonda e poi un pallone del progetto Mogul?
Raymond Szymanski  Tendo a credere a ciò che il maggiore Jesse Marcel disse: "Non era di questo pianeta".
Osvaldo Carigi: Cosa pensi dell’Area 51? Al pari di Wright-Patterson potrebbe celare nel suo interno “scomode” realtà ufologiche?
Raymond Szymanski  L'Area 51 sarebbe un buon posto per tenerle segrete.
Osvaldo Carigi Aderendo con squisita cortesia ad una mia specifica richiesta, Ray mi ha autorizzato a riportare il testo del colloquio (menzionato all’inizio di questa intervista e contenuto nel libro “Alien Shades of Greys: Evidence of Extraterrestrial Visitation to Wright-Patterson Air Force Base and Beyond”) da lui avuto con il suo collega Al all’interno della base aerea Wright-Patterson. Nel presentarla, Ray afferma che è rimasta incisa in modo indelebile nei recessi della sua mente con la conseguenza che da allora non è stato più lo stesso. Personalmente non ho difficoltà ad ammettere che chiunque, al suo posto, sarebbe rimasto quanto meno sorpreso (per usare un eufemismo) da certe rivelazioni totalmente inaspettate.
 
Al:      Hai sentito parlare dei nostri alieni?
Ray:    Che cosa?!
Al:      Lo sai, gli alieni presenti qui nella base.
Ray:    Non ho proprio la più pallida idea di cosa tu stia dicendo. (In un primo momento ho avuto il sospetto che il personale della base bevesse in servizio).
Al:      Si, c’è stato un UFO-crash nell’Ovest, sono stati recuperati corpi alieni, il velivolo e portati qui.
Ray:    Vi sono dei tunnels qui?
Al:      Si, tutto intorno alla base.
Ray:    Possiamo andare a vedere questi alieni ricoverati in questi tunnels?!          
Al:      Veramente no.
Ray:    Perché no?
Al:      Perchè è un segreto. Solo poche persone sono autorizzate a vedere quella roba.
Ray:    Se è un segreto, come mai tu ne sei venuto a conoscenza?
Al:      Tutti quelli che lavorano qui alla base lo sanno
 
Raymond Szymanski: Ero stordito. Io, giovane studente con rapporto di collaborazione, appena alla prima settimana di lavoro in un piccolo, selezionato gruppo di 10.000 persone, avevo appreso il loro più incredibile segreto di sempre! Nella base vi erano corpi alieni e un UFO custoditi in tunnels sotterranei! Adoro questo posto! Un po' preoccupato che 10.000 persone potessero non essere in grado di mantenere collettivamente il “coperchio” su questo segreto, feci una domanda di troppo.
 
Ray:    Al, alla luce di quanto mi ha appena detto, può dirmi qual è la tua definizione di "segreto"? E guardandomi come se avessi appena mangiato della cacca, rispose:
Al:      Credo che per ora sia sufficiente, e non sto né "confermando" né "negando" che abbiamo degli alieni. Quindi è meglio tornare al lavoro.
 
Raymond Szymanski:          Per i successivi quarant'anni ho avuto decine se non centinaia di brevi conversazioni sul "segreto" che mi era stato rivelato durante la mia prima settimana alla base. La maggior parte delle risposte erano simili a quanto mi venne detto all'inizio: "Oh sì, li abbiamo. Sono nei tunnels". Le decine di dipendenti della base con cui ho parlato, militari ed ex dipendenti della base, militari e civili, ufficiali generali di livello GS-5, concordano umanamente sul fatto che Wright-Patterson è il luogo logico per la valutazione di tali elementi. Tuttavia, concordano anche sul fatto che se questi materiali vennero davvero portati nella base, è anche logico pensare che da allora siano stati spostati in altri luoghi per un utilizzo avanzato. Tendo a concordare in qualche modo, ma non del tutto, con questa opinione
Osvaldo Carigi: Nel tuo libro oltre a Wright-Patterson indaghi su tre importanti casi: Exeter, Travis Walton, Rendlesham Forest. Iniziamo dal primo verificatosi nel 1965 nei pressi della cittadina di Exeter (New Hampshire-USA). Indubbiamente il grande oggetto volante con cinque luci rosse, protagonista principale della vicenda, venne visto e testimoniato nella notte del 3settembre dal diciottenne Norman Muscarello, dai poliziotti Eugene Bertrand, David Hunt e da una signora trovata in stato di choc dentro la sua auto proprio da Hunt mentre questi era in servizio. Successivamente lo stesso Hunt vide passare un bombardiere B-52 ed ebbe a specificare che non era possibile confrontarlo con l’oggetto visto precedentemente. Nonostante però queste testimonianze, le autorità militari rilasciarono un comunicato nel quale l’oggetto volante visto dal quartetto di testimoni era parte di una esercitazione dell’U.S. Air Force denominata “Big Blast”. Si parlò anche di un aereo cisterna e addirittura di uno scherzo. Insomma, sempre è accaduto (e accade) nella stragrande maggioranza dei casi, l’ufficialità smentiva categoricamente ogni possibile versione ufologica.
Ray, qual’è la tua opinione su questo incidente?
Raymond Szymanski  Sì, è un classico caso in cui l'Aeronautica Militare statunitense ha ignorato tutte le testimonianze e si è inventata una scusa molto debole; così debole, infatti, che il messaggero è stato quasi bruciato sul rogo dalle persone a cui è stato consegnato il messaggio mentre erano sedute sul campo in attesa del ritorno dell'UFO.
Credo che Exeter sia uno dei migliori casi di UFO di sempre per i seguenti motivi:
1)        Testimonianze altamente attendibili;
2)        Il libro “The incident at Exter” che “catturò” tempestivamente le prove testimoniali
3)        Exter avvenuto nel 1965 non è stato “influenzato” dal caso Roswell che divenne importante solo a partire dal 1978.
Osvaldo Carigi L’incidente di Travis Walton (avvenuto nella Apache Sitgreaves National Forest, vicino Snowflake-Arizona, il 5 novembre del 1975)  pur presentando serie credenziali di autenticità venne, dai soliti scettici/debunker e dalle autorità locali, sospettato di essere una “montatura” orchestrata dai protagonisti (Walton, i suoi compagni di lavoro e anche la madre e il fratello di Travis) messa in atto al fine di balzare agli onori della cronaca e ricavare profitti da interviste, libri, ecc. Inizialmente venne classificato come abduction ma Walton stesso specificò anni dopo che in realtà gli alieni non vollero rapirlo ma solamente prelevarlo a bordo dell’UFO per guarirlo dagli effetti di un raggio di energia, partito dall’oggetto, che lo investì accidentalmente nel momento che si era troppo incautamente avvicinato alla nave spaziale.
Che idea ti sei fatto di Walton e della sua storia?
Raymond Szymanski  Ho avuto il privilegio di passare diverse ore da solo con Travis Walton sul luogo del suo evento nella foresta nazionale Apache-Sitgreaves nel febbraio 2015. Mentre eravamo lì in piedi, mi ha raccontato in dettaglio quello che era successo in quella fatidica notte. La sua voce era piena di trepidazione e di sincerità. Sono bravo a “leggere” le persone e l'ho trovato totalmente disponibile e credibile. Da un punto di vista probatorio, la vicenda dei sette boscaioli guadagna un'enorme forza da ogni superamento di più prove alla macchina della verità, raccontando storie corrispondenti, e non vacillando mai da quelle storie nonostante le offerte di 10.000 dollari da parte di famigerati debunkers per ritrattare. Nell'Appendice (Parte 4) del suo libro , “Fire in the Sky”, Travis Walton smentisce in modo schiacciante ogni qualsiasi affermazione di scettici/debunker riguardo agli eventi vissuti da lui stesso e dai suoi compagni di equipaggio. Questa appendice dovrebbe essere una lettura obbligatoria per tutti coloro che sono interessati all'ufologia.
Osvaldo Carigi: Eccoci giunti al termine della nostra intervista e lo facciamo nel migliore dei modi con il britannico  incidente di Rendlesham che non sfugge alla solita contrapposizione tra chi lo reputa reale e chi lo considera solo una distorsione della realtà dei fatti operata dai testimoni se non addirittura uno scherzo.
Qual'è il tuo giudizio su questa vicenda?  
Raymond Szymanski  Il caso Rendlesham offre, ancora una volta, eccellenti prove sia nei testimoni che nella scienza. Decine di militari qualificati hanno testimoniato con storie che possono variare leggermente nei dettagli ricordati, tutti i rapporti corrispondono al nucleo narrativo . UFO con luci abbaglianti sono stati visti aleggiare sulla foresta e su luoghi critici nelle basi di Bentwaters e Woodbridge. Sono stati fatti calchi in gesso dei treppiedi di atterraggio e i contatori Geiger hanno registrato letture di radiazioni inspiegabilmente elevate nei punti precisi identificati dai testimoni. Il personale militare che parla di UFO viene trattato duramente e non c'è motivo di subire questo trattamento a meno che non sia assolutamente vero e degno di essere raccontato. Burroughs, Halt e Penniston sono indiscutibili testimoni in prima persona di uno degli incontri più notevoli di sempre!

Wright-Patterson Air Force Base


Una ricostruzione dell’avvistamento di Exeter 

"L'abduction" di Travis Walton
L'UFO di Rendlesham















 
 

sabato 21 dicembre 2024

 

I FIGLI DI ORIONE

di Osvaldo Carigi

Devo essere sincero, non avevo fino ad ora affrontato, pur conoscendolo, il tema, delle probabili origini aliene di quelle entità protagoniste di racconti, storie e leggende provenienti dalle più disparate zone del pianeta particolarmente la Scozia e l’Irlanda dove troviamo i Sithchean accostati agli ET di alcuni incontri ravvicinati del terzo tipo dall’autore autore del libro “The Children of Orion: Finding the Cryptoterrestrials” il ricercatore australiano Ryan Musgrave-Evans che si è gentilmente prestato per questa intervista.
Osvaldo Carigi Ciao Ryan, Nel tuo libro metti in correlazione gli esseri appartenenti alle credenze popolari celtiche scozzesi e irlandesi con gli alieni Alti Bianchi (Tall White) dell’ex meteorologo militare americano Charles Hall, in un contesto che definisci «un continuum di esperienze con esseri identici».
Ryan Musgrave-Evans Ciao Osvaldo, quando dico che c’è un continuum tra questi esseri più antichi del mito e i rapporti relativamente recenti con ET, voglio dire che per quanto riguarda l’aspetto fisico, il linguaggio, le tecnologie e il comportamento, le fate o gli elfi del folklore gaelico - in particolare quelli indicati come “i Gentry” – corrispondono perfettamente con gli esseri chiamati Tall White da Charles Hall nelle sue “Millennial Hospitality Memoirs”, pubblicate per la prima volta nei primi anni 2000.
Osvaldo Carigi In cosa consiste questa similitudine?
Ryan Musgrave-Evans I punti che sto per elencare sono attributi condivisi sia dai Sithchinan che dai Tall White di Charles Hall:
a) Alti e biondi
b) Vivono in gallerie sotterranee
c) Bisbigliano o sussurrano tra loro
d) Usano la telepatia
e) Possono mesmerizzarci, ipnotizzarci o incantarci
f) Possono apparire come luci incandescenti, luminose e fluttuanti - in particolare al crepuscolo
g) Sono estremamente curiosi nei nostri riguardi
h) Possono essere d’aiuto
i) Possono essere pericolosi (anzi letali) se provocati
j) Possono alterare i nostri ricordi delle esperienze
k) Parlano perfettamente nella lingua umana/mortale dell’area in cui sono presenti
l) Rubano le nostre cose, si spostano e ci fanno scherzi con gli oggetti domestici
Ryan Musgrave-Evans L’aspetto indicato nell’ultimo punto, ovvero “rubano le nostre cose”, ecc., può rimandare a elfi, fate, gnomi che popolano folkloristiche leggende, particolarmente del mondo celtico, … anch’essi sono Gentry?
Ryan Musgrave-Evans Sì, i Gentry e gli altri tre gruppi hanno tutti dato origine all’idea degli elfi, gnomi, goblin ecc. Ma i Gentry sono sempre stati i più attivi ed essendo i più simili a noi, per aspetto, cultura e visione del mondo, sono più propensi degli altri a interagire con noi, a indagare con curiosità in modo significativo.
Osvaldo Carigi I casi Peter Khoury e Villas Boas sono degni di attenzione, specialmente per ciò che riguarda le loro incredibili esperienze sessuali con entità associabili ai Tall White di Charles Hall.
Ryan Musgrave-Evans Sì, nei casi Peter Khoury e Antonio Villas Boas troviamo esseri biondi con enormi occhi blu che bisbigliano, abbaiano, guaiscono e ringhiano, come gli stessi Tall White di cui ha parlato Charles Hall. Nelle due vicende succitate, gli esseri erano interessati a Khoury e Villas Boas (*) sessualmente e questo è un altro punto di convergenza con le fate gaeliche: il Leannan Sith era un elfo (maschio o femmina) che visitava i mortali di notte nei loro letti, o li chiamava altrove per un incontro o li “sollevava” e li rapiva. Le predette situazioni sono paragonabili ai succubi e agli incubi dell’Europa medievale. Pur grattando appena la superficie, le somiglianze tra le fate celtiche e i Tall White della recente tradizione UFO sono a dir poco sorprendenti.
 
 (*) Nella deposizione resa da Antonio Villas Boas il 22 febbraio 1958 al Dr. Fontes, alla presenza del giornalista Joao Martins, si legge: «Dico che ‘parlavano’ (gli alieni che lo avevano rapito) ma è solo un modo di dire, perché in verità quello che sentivo non assomi gliava affatto al nostro modo di parlare. Era una serie di latrati, che somigliavano vagamente ai suoni emessi dai cani. Era una somiglianza vaga, ma è l’unica che posso indicare nel tentativo di descrivere quei suoni, completamente diversi da qualunque cosa che io ho avuto modo di sentire fino ad oggi. Erano latrati e uggiolii sommessi, né molto chiari, né molto rauchi, alcuni più lunghi, altri più brevi, che a volte contenevano parecchi suoni diversi nello stesso momento, e altre volte finivano in una specie di tremito». da ‘GLI UMANOIDI identikit degli extraterrestri’ di Charles Bowen, ed. Mediterranee, pag. 230. Nda)

Osvaldo Carigi Ryan, troviamo i Gentry anche nella testimonianza, riportata nel tuo libro, di un sarto irlandese che li descrive come una grande razza appartenente alla più nobile delle tribù, proveniente dallo spazio. Puoi dirci q ualcosa di più su questo gruppo di esseri dall’aspetto solitamente candido ?
Ryan Musgrave-Evans I Gentry sono gli stessi Tall White di Charles Hall. In realtà non sono veri alieni, se per alieno intendiamo un essere che si è evoluto indipendentemente da noi su un pianeta extrasolare. Infatti, sono futuri umani che hanno trascorso decine di migliaia di anni su un pianeta simile alla Terra, che orbita intorno ad Alnilam (la stella centrale nella Cintura di Orione), per poi tornare alla loro antica “casa” (la Terra). Hanno una durata di vita di circa 700 anni (ma erano erroneamente considerati dai Celti come immortali) con una lenta proiezione di crescita in altezza: a intorno ai 20 anni saranno alti circa 4 piedi, a 50 anni 5 piedi,  a 100 anni 6 piedi, restando in questa misura  fino a circa 400 anni, quando ‘entreranno’ in un’altra ‘finestra di crescita’ che li accompagnerà fino alla loro morte che li vedrà alti 9 o 10 piedi. Hanno la pelle bianca come il gesso e sono così magri da sembrare emaciati. Presentano enormi occhi azzurri, sottili capelli biondo-bianchi, zigomi alti e sottili, lunghi menti appuntiti. I i loro volti e i loro crani diventano anche più lunghi man mano che invecchiano. 

Immagini tratte dal libro "Children of Orion: Finding the Cryptoterrestrials" 
di Ryan Musgrave-Evans 


Bisbigliano, fischiano, ringhiano e abbaiano (una sorta di lingua camuffata); ma parlano anche un’altra lingua, la loro vera lingua naturale, che suona come un misto di giapponese, coreano e tedesco, con toni profondi e colpi di tosse. Le loro tute militari sono nere o grigio scuro, aderenti, con occhiali protettivi che di notte brillano di rosso (queste tute sono talvolta chiamate da noi “mothman”). Queste tute possono nascondere, far levitare e diventare immateriali (per passare attraverso i muri). I Gentry/Tall White sono altrettanto a loro agio sia nel muoversi a quattro zampe che nel camminare con una postura bipede. Possono raggiungere velocità enormi galoppando come cavalli. Vivono nelle montagne e sotto il mare qui sulla Terra. Ora desiderano rivelarsi per condividere con noi le loro avanzate tecnologie e le loro conoscenze sulla free energy, in modo da far tornare la Terra e la sua biosfera ad uno stato più sicuro per tutti.
Osvaldo Carigi Nella tua risposta si legge che le tute militari dei Gentry sono, a volte, chiamate da noi ‘mothman’, termine questo con il quale noi, però, conosciamo una misteriosa creatura protagonista delle cronache di Point Pleasant, reso ancor più famoso da John Keel con il suo “The Mothman Prophecies”. Quindi, in sostanza, secondo quanto da te affermato, “mothman” sarebbe in realtà il nome della predetta tuta, con la quale i Gentry possono anche levitare muovendo una paio di grandi ali. E’ così?
Ryan Musgrave-Evans Sì, il Mothman di Point Pleasant è un Tall White/Gentry/Orion con indosso una di queste tute. L’idea di “ali” è un’errata interpretazione della nebulosità scura che circonda la tuta quando levita. Non hanno bisogno di ali, anche se, quando portano le già citate tute, a volte vestono lunghi mantelli scuri che potrebbero sembrare delle ali.
Osvaldo Carigi Anche il Chupacabras, il Bigfoot e altri esseri simili, più o meno leggendari, sarebbero in realtà i Gentry?
Ryan Musgrave-Evans Alcuni incontri con il Bigfoot riguardano i Gentry: alti 7, 8 o 9 piedi, con occhi rossi luminosi e ringhianti, cinguettanti e gracchianti, i Gentry si sono aggiunti al mito del Bigfoot. Tuttavia, a volte usano anche una sorta di proiezione solida in 3D di esseri estinti per intimidire le persone. Ominidi, canidi e rettili estinti vengono evocati per intimidire e respingere o espellere l'Homo Sapiens dalle aree selvagge quando gli stessi Gentry sono presenti.
Questi due aspetti della loro esistenza hanno dato origine alla credenza che popolazioni di grandi ominidi persistano sulla Terra.
Osvaldo Carigi I Gentry hanno trascorso migliaia di anni su un pianeta della cintura di Orione simile alla Terra, prima di far ritorno nel nostro Mondo. Puoi dirci qualcosa di più a riguardo?
Ryan Musgrave-Evans Gli Orion/Gentry hanno passato migliaia di anni su un pianeta in orbita attorno ad Alnilam, nel nostro futuro. Sono poi tornati nel passato dell’antica Terra e sono rimasti qui dando origine ai più coloriti racconti delle nostre mitologie e dei nostri sistemi religiosi. La maggior parte, se non tutte, le entità e i personaggi spirituali e ultraterreni delle nostre credenze passate e presenti derivano dagli Orion/Gentry.
Osvaldo Carigi Qualcuno ha portato i Gentry su quel lontano pianeta o era il loro mondo d’origine?
Ryan Musgrave-Evans Gli Orion/Majeena/Gentry, dopo i cataclismi terrestri causati dall’aumento dell’attività solare nella loro linea temporale (che si sono verificati per loro alla fine del 20° o all’inizio del 21° secolo, ma che noi abbiamo evitato con l’aiuto dei Majeena), hanno perso le tecnologie avanzate e lentamente e gradualmente hanno costruito nuovamente la tecnologia (in migliaia di anni) per lasciare la Terra verso la Luna. Poi, dopo un altro lungo periodo hanno lasciato la Luna per Marte. Dopo altre migliaia di anni, hanno lasciato Marte per pianeti simili alla Terra nella costellazione di Orione. L’hanno fatto per proprio conto, grazie al loro ingegno e alla loro forza di volontà. I loro genomi si stanno indebolendo e sono tornati al nostro antico passato - l’antico passato del loro stesso mondo natale: la Terra - per rinvigorire il proprio DNA in disfacimento con materiale genetico di versioni arcaiche di se stessi (che siamo noi, perché noi siamo i loro antichi, primitivi, antenati). Sono rimasti qui e sono residenti permanenti che interagiscono abbastanza spesso con la gente, ma alterano i ricordi della maggior parte delle persone con cui lo fanno. Sono loro la causa di buona parte dell’attività di poltergeist in tutto il mondo, e se credete che la vostra casa sia infestata... potreste benissimo essere degli experiencer.
Osvaldo Carigi Sulla Luna potrebbero esserci vestigia dell’antica presenza degli Orion/Majeena/Gentry? E su Marte? Il controverso “volto di Cydonia” potrebbe essere opera loro?
Ryan Musgrave-Evans Non sono sicuro che le presunte strutture sulla parte nascosta della Luna e i lineamenti marzia anomali notati nelle immagini del pianeta rosso siano opera degli Orion. È molto probabile che ci abbiano messo lo zampino, ma non posso dire più di questo. Se non sono stati loro, allora probabilmente li ha fatti qualche altro gruppo di Futuri Umani.
Osvaldo Carigi Oltre ai già precedentemente citati casi Peter Khoury e Villas Boas, in quali periodi storici possiamo trovare la presenza dei Gentry?
Ryan Musgrave-Evans Come già detto, i Gentry erano gli incubi e i succubi dell’Europa medievale. Inoltre, gli spiriti e gli esseri che popolano il dominio esoterico della Massoneria e del pensiero ermetico fino ai tempi moderni sono rappresentazioni contemporanee dei Gentry e di altri esseri di discendenza simile. I Gentry hanno dato origine ai concetti di Angeli e Demoni nelle tradizioni giudaico-cristiane come esseri belli, luminosi e irradianti a volte, e altre  volte bestie oscure, dagli occhi rossi e dotate di artigli. Gli Orion - che chiamano se stessi Majeena/Majina/Magina, sono anche i Wandjina dell’antico popolo aborigeno del Kimberley nell’Australia occidentale. Le antiche immagini rupestri (risalenti a 4000 anni fa) prodotte dal popolo del Kimberely sono le prime rappresentazioni visive di questo popolo umano del futuro, che è penetrato to nel nostro antico passato alla ricerca di un modo per rivitalizzare il proprio genoma e potenziare il proprio DNA col nostro. Noi siamo versioni sane e antiche versioni di loro.
Osvaldo Carigi Dunque la vasta casistica di incontri ravvicinati del 3° e 4° tipo riguarderebbe esclusivamente l’azione di Gentry?
Ryan Musgrave-Evans La mia opinione è che la maggior parte dei veri incontri ET/UFO di qualsiasi categoria siano riconducibili ai Gentry. In origine c’erano quattro tipi di umani di stirpe futura che ci visitavano. Ora sono convinto che ce ne siano solo due. Tutti gli altri presunti ET sono probabilmente (a mio parere) fasulli. I due tipi rimanenti sono i Gentry/Tall White e un’altra razza di piccoli esseri con grandi occhi scuri, pelle marrone e grandi arti gli. Queste razze sono alleate, si aiutano a vicenda e sono spesso viste agire di concerto. Quindi sì, in tutte le categorie - anche il 5° Tipo (umani iniziati) - sono di solito i Gentry, o un altro (i Browns/Brownies?). Dalle mie ricerche ed esperienze personali (sono un contattista e ho incontrato e interagito con i Gentry più volte, in tutte e 5 le categorie di Incontri Ravvicinati), ho concluso che i Gentry (e i loro piccoli alleati) sono responsabili della maggior parte, se non di tutti, gli incontri genuini “soprannaturali”/“ET”. Non mi piacciono i termini alieno ed extraterrestre, e preferisco il termine coniato da Mac Tonnies “Criptoterrestre (CT)”, che significa “Terrestre Nascosto”, perché sono permanentemente qui sotto i nostri piedi e sotto i mari in quanto nostra specie sorella.
Osvaldo Carigi Hai detto di essere convinto che vi siano solo due razze “aliene” che convivono con noi e che tutti gli altri tipi di esseri ET sono, secondo la tua opinione, probabilmente fasulli. Quindi le numerose tipologie di alieni descritti in migliaia di incontri ravvicinati sarebbero il risultato di false testimonianze?
Ryan Musgrave-Evans Alcuni racconti sono falsi, ma molti sono interpretazioni errate. Per esempio, sono convinto che i cosiddetti Mantidei siano anziani medici Majeena che ho visto molte volte. Sono alti 9 piedi, hanno corpi emaciati, enormi occhi neri (i medici indossano lenti per gli occhi neri durante tutto il lavoro), mani lunghe e sottili e posture molto ingobbite. I cosiddetti Rettiliani sono una combinazione di Majeena in tute stealth e/o i piccoli esseri marroni mal interpretati. Il caso Varginha ha visto coinvolto un piccolo essere marrone, la cui specie è dotata di pelle squamosa e artigli. I Majeena chiamano i piccoli esseri marroni Sepeteena o qualcosa del genere. I cosiddetti ET Tall Black sono anch’essi dei Majeena con tute stealth…. E così via.
Osvaldo Carigi Se cerchiamo la parola Gentry su Wikipedia vediamo che un tempo con questo termine si intendeva la piccola nobiltà di campagna, costituita da grandi e piccoli proprietari terrieri nonché da piccoli ereditieri, detti gentlemen. C’è una correlazione con i Gentry di cui parli?
Ryan Musgrave-Evans Penso che gli irlandesi e gli scozzesi chiamassero i Majeena “Uaislean” o Gentry/Nobles a causa del loro nobile portamento, e anche per non rischiare di offenderli e rimanere in buoni rapporti con loro, perché se offesi potevano rispondere in modo aggressivo. Ho letto che l’aspetto degli Elfi del Signore degli Anelli di Tolkien era ispirato agli alti e attraenti Elfi/Fairies gaelici. Questo è solo uno dei modi in cui possono presentarsi. Non uso molto la parola Gentry, preferisco Majeena, o a volte dico Tall White quando parlo con gli ufologi, in modo che sappiano più o meno cosa intendo. Osvaldo Carigi In conclusione, i Gentry siamo noi nel futuro?
Ryan Musgrave-Evans La risposta semplice è sì, siamo noi dal futuro. Una risposta più lunga sarebbe: dipende da cosa intendi, perché loro sono una versione di noi che ora non si realizzerà mai, in questa linea temporale. Vengono da un futuro che ora non accadrà MAI per noi. In questo senso, il viaggio nel tempo è davvero un viaggio interdimensionale e, quindi, sono esseri interdimensionali. La testimonianza di Dan Burisch, whistleblower della S4/Area 51, è vera. Il Majestic ha etichettato i Gentry “P-52 Orions”, che significa “Orion del presente + 52.000 anni dopo”.

Un Majeena Jo (schizzo di Ryan Musgrave-Evans) per gentile concessione dell’autore.

Majeena  con il casco (schizzo di Ryan Musgrave-Evans) Ryan non seppe il nome di questo essere ma era insieme a Jo quando visitarono la casa di Ryan. (per gentile concessione dell’autore).

Tall Whites in un crop circle.











 






giovedì 19 dicembre 2024


LA GHIANDA DI KECKSBURG
di Osvaldo Carigi

Il 9 dicembre 1965 a Kecksburg, in Pennsylvania, Stati Uniti, è accaduto qualcosa di misterioso, entrato di diritto nei libri di storia dell’Ufologia, che non ha mai trovato una spiegazione soddisfacente, almeno a livello ufficiale, probabilmente a causa dei molti insabbiamenti da parte delle autorità. Kecksburgh si trova circa 30 miglia a sud-est di Pittsburgh, alla periferia di Mount Pleasant e oggi i vigili del fuoco volontari ospitano ogni anno un UFO festival estivo per raccogliere fondi per la città. Quella che leggerete è una mia ricostruzione dei fatti basata sulla traduzione di documenti trovati in rete, sui libri e le interviste a importanti ricercatori che ho contattato per l’occasione.
 Ricostruzione dell'UFO caduto a Kecksburg
Modello dell'UFO caduto a Kecksburg, creato per lo spettacolo "unsolved mysteries", è ora in mostra vicino alla caserma dei pompieri della stessa cittadina.

La notizia sui giornali.

Sul quotidiano The Spokesman Review del 10 dicembre 1965 apparve un articolo intitolato “UFO starts many fires” (Un UFO provoca molti incendi), che raccontava: 
«Cleveland, Ohio – Una palla di fuoco abbagliante ha squarciato al tramonto il cielo sopra il lago Erie, e sembra che frammenti dell’oggetto non identificato abbiano provocato degli incendi in diversi punti dell’Ohio e della Pennsylvania. Il bagliore è stato visto in Indiana, Michigan, Ohio e Pennsylvania. Si sono accesi dei piccoli incendi sull’erba in un’area boschiva al confine occidentale di Elyria, 20 miglia a ovest di Cleveland, ed è monitorato anche un piccolo incendio partito dai boschi appena fuori Kecksburg, nel sudovest della Pennsylvania. A Elyria, i vigili del fuoco hanno segnalato circa 10 altri incendi in un’area grande approssimativamente 1000 piedi quadrati. Secondo il tenente Jack Trumbull, questi fenomeni sono stati provocati da una specie di palla di fuoco, o un meteorite, frantumatasi nell’impatto col terreno. Gli incendi sono stati subito domati e non si è registrato alcun danno grave. La signora Ralph Richards, che abita nei pressi, ha dichiarato di aver visto un oggetto infuocato, delle dimensioni di un pallone da volley, cadere tra gli alberi un attimo prima che partissero le fiamme. La polizia di stato della Pennsylvania è stata subissata di chiamate su quella freccia di luce infuocata, e gli investigatori della Air Force sono giunti sul luogo dell’accaduto. Il Maggiore Hector Quintanilla, incaricato dall’ufficio dell’Aeronautica della base di Wright-Patterson a Dayton, Ohio, di indagare sugli oggetti volanti non identificati, ha riferito che un team è stato inviato dall’area di Pittsburgh. Gli abitanti di Erie, in Pennsylvania - una cittadina a nord di Kecksburg - hanno riferito di aver visto un lampo seguito da una scia abbagliante di “fumo”. Un portavoce dell’agenzia della Federal Aviation, che si trovava sul luogo, ha dichiarato che potrebbe essersi trattato di un meteorite. Tutte le ipotesi formulate all’inizio - cioè che poteva trattarsi dello schianto di un aereomobile, del lancio di un razzo o di un’esplosione aerea - si sono dissolte proprio come lo stesso oggetto infuocato, a cui sono seguite migliaia di telefonate agli agenti di polizia e alle redazioni dei giornali in parti dei tre stati e del Canada».
 


La Greensburg Tribune del 10 dicembre fa sapere, inoltre, che «L’area dove è caduto l’oggetto è stata immediatamente sigillata su ordine dei funzionari dell’esercito statunitense e della polizia di Stato, in previsione di un’’ispezione ravvicinata su qualsiasi cosa possa essere caduta». 



Il Latrobe Bulletin del 6 maggio 1989, in un articolo di Kim Opatka, riporta: «L’oggetto è stato visto per la prima volta sfrecciare nel cielo, con migliaia di persone dal Michigan a New York che hanno assistito a una brillante palla di fuoco che ha lasciato una scia di fumo, visibile per circa 20 minuti dopo il suo passaggio. Molti, compresi i piloti che l’hanno osservato, hanno pensato che si trattasse di un aereo in fiamme. In molti stati è stata data notizia riguardo i detriti dell’oggetto e i vigili del fuoco dell’Ohio sono stati chiamati a spegnere 10 piccoli incendi in un’area dove i testimoni hanno detto di aver visto frammenti fiammeggianti che cadevano dal cielo». Stan Gordon, un noto field investigator della Pennsylvania che ha svolto ricerche sul caso, ha commentato: «Faceva virate, si librava, non era sicuramente una meteora. Era una navicella spaziale aliena o un aereo molto avanzato degli Stati Uniti o di un paese straniero? Non possiamo esserne sicuri. L’unica cosa che sappiamo è che il governo continua a stendere un velo di segretezza attorno all’incidente. Cosa potrebbero nascondere? Ho sempre tenuto la mente aperta sull’origine dell’oggetto caduto a Kecksburg il 9 dicembre 1965. Per anni, ho dichiarato che si trattava forse di un dispositivo spaziale artificiale molto avanzato, con capacità di controllo di rientro, o forse anche extraterrestre. Durante i miei 50 anni di indagine sul caso ho appreso che alcuni residenti locali, dopo aver visto l’oggetto scendere nel bosco, erano andati in quella zona per cercare quello che era caduto dal cielo».


Il giornale americano Boston Record scrisse: «Esercito e polizia isolano la foresta a causa di una sonda non identificata». Altri giornali riferirono l'isolamento della foresta a causa di una sonda non identificata, le testimonianze oculari di migliaia di persone che videro una palla di fuoco solcare il cielo, nonchè, in proposito, una dichiarazione Dr. Willian P. Bidelman, astronomo dell’Università del Michigan, secondo il quale «Era sicuramente una palla di fuoco».
  
La storia di John Murphy

Quello che leggerete è di sicuro l’episodio più importante del caso trattato in questo articolo, essendo emblematico di un classico inquietante “modus operandi”, messo in atto dalle autorità in molte vicende a sfondo ufologico.
Lo IUR International UFO Report (Vol. 3, N.1) ha pubblicato un’altra storia interessantissima: «Il cronista John Murphy, direttore delle news per l’emittente radiofonica locale WHJB, arrivò sul luogo dell’incidente prima delle autorità, in risposta alla valanga di chiamate ricevute dall’emittente da parte di cittadini allarmati. Sua moglie Bonnie Milslagle (Murphy è morto nel 1969) e la direttrice dell’ufficio della WHJB Mabel Mazza riferirono che Murphy aveva fotografato l’oggetto. Secondo Bonnie Milslagle, Murphy “È arrivato laggiù prima della polizia, e delle forze armate. Mi ha chiamato e mi ha detto di avere delle foto dell’oggetto, che alcuni rullini gli erano stati confiscati, ma ne aveva ‘salvato’ uno”. Mabel Mazza dice di aver visto una foto: “Era molto buio, con tanti alberi intorno e tutto il resto. E non so quanto fosse lontano dal sito. Ma ho visto l’immagine di una specie di cono. È stata l’unica volta che l’ho vista”. Nelle settimane seguenti, Murphy divenne ossessionato dal caso e realizzò il documentario radiofonico “Object in the Woods”, con diverse interviste condotte quella notte. Un giorno, il giornalista ricevette una visita inaspettata da parte di autorità in borghese. Linda Foschia, dipendente della WHJB, ricorda che alcuni nastri di Murphy vennero confiscati e nessuno sa cosa sia successo alle fotografie. Una settimana dopo questa visita, che lo agitò tanto da provocargli stati di avvilimento e depressione, Murphy trasmise una versione censurata del documentario originale, spiegando che alcuni intervistati avevano chiesto di essere rimossi per timore di finire nei guai con la polizia e l’esercito. (L’improvvisa paura di queste persone, inizialmente eccitate, come Murphy, dall’evento misterioso, fa sospettare che anche loro abbiano ricevuto la “visita” delle autorità…). Dopo aver messo in onda il documentario, Murphy si chiuse a riccio e non parlò più di quella che, secondo la moglie, era stata la storia della sua vita. Eppure Murphy non aveva idea dell’importanza che il suo documentario avrebbe ricoperto per gli investigatori anni dopo, aprendo un’intrigante finestra sul dramma in atto. Il risoluto reporter ha fatto tutto il possibile per sondare e documentare la storia. All’inizio del pezzo, ad esempio, riporta che la torre di controllo dell’aeroporto di Greater Pittsburgh confermò definitivamente la presenza in cielo di un oggetto, 13 minuti prima delle 5. “Object in the Woods” racconta nei minimi dettagli i movimenti e gli incontri di Murphy durante tutta la serata. Alle 20:30, dopo essere arrivato sulla scena a Kecksburg, vide il Comandante dei vigili del fuoco della Polizia di Stato Carl Metz e un altro investigatore andare nel bosco con un contatore geiger e una torcia elettrica, tornando successivamente sulla collina circa 16 minuti dopo. Mentre Metz si dirigeva verso la sua auto, Murphy lo fermò dove nessun altro poteva sentire e gli chiese se aveva trovato qualcosa. Metz sembrò perplesso per un secondo e disse “non ne sono sicuro”. Murphy ha poi deciso di porre la domanda in un modo diverso: “Dopo aver fatto rapporto al capitano, pensa che lei o il capitano, magari, potreste avere qualcosa da dirmi?”. Risposta di Meltz: “È meglio chiedere informazioni all’esercito.” Sorpreso, Murphy commentò che fosse molto insolito per un comandante dei vigili del fuoco esaminare un incendio sviluppatosi con un limpido cielo azzurro per poi "girarlo" all’esercito degli Stati Uniti. Questo potrebbe indicare che qualcosa lì nel bosco era d’interesse per i militari. Poco dopo, nella caserma della polizia di Greensburg, Murphy riferì di aver visto membri dell’esercito e dell’aviazione, insieme a Carl Metz. Il capitano gli disse che aveva una dichiarazione ufficiale per il verbale: la polizia di stato aveva condotto una ricerca approfondita e nel bosco non c’era niente di niente. Nel mentre erano in atto i preparativi per una seconda perlustrazione nella zona boschiva, Metz disse a Murphy che poteva andare con il gruppo sul posto. Più tardi, mentre aspettava nella sua auto la partenza della carovana di veicoli diretta a Kecksburg, venne avvicinato da un agente di polizia, proveniente dalla caserma. “C’è qualcosa là fuori” gli disse. “È blu e pulsante e con una una luce sopra”, e i militari volevano andare a vederlo. Murphy notò che questo rapporto corrispondeva alle precedenti descrizioni di luci blu provenienti dal bosco in seguito all’atterraggio dell’oggetto e che molte persone avevano riferito di aver visto una luce. Quando finalmente tornarono sulla scena dell’incidente, Metz proibì a Murphy di accompagnarli nel bosco senza dargli alcuna spiegazione in merito. Nel 1969, mentre era in vacanza in California Murphy venne investito e ucciso da un pirata della strada».

Una ghianda con strani segni 

Una guardia costiera di Windsor, Ontario (Canada), riferì che l’oggetto era esploso sopra Detroit. I piloti in zona avevano visto un lampo e avvertito l’impatto di onde d’urto nel corpo, simili a quelle provocate da un’automobile. 
Come riporta Stan Gordon in un articolo sul suo sito, «Bill Bulebush, che viveva nella vicina Mammoth, vide l’oggetto ardente che si spostava da Norvelt verso la montagna vicino a Laurelville, corse verso la strada e guardò l’oggetto in lontananza che sembrò esitare, poi fece una svolta e cominciò a risalire verso Kecksburg. Saltò in macchina e andò verso il belvedere più alto. Giù nei boschi lontani vide un arco blu ed entrò nel bosco per indagare. Da dietro un albero vide l’oggetto a forma di ghianda, con impressi degli strani segni, incastonato nel terreno» 
Da un articolo di J. P. Robinon sul suo sito www.ip.robinson.com, del 27 febbraio 2017, apprendiamo che il noto whistleblower Clifford Stone, ex sergente dell’esercito USA, dichiarò di aver potuto leggere la documentazione ufficiale, relativa al caso quando era ancora in servizio, nella quale viene riferito il recupero, in Pennsylvania, di un oggetto di nessuna origine terrestre. 
Un altro testimone importante, “John” (pseudonimo), venne chiamato sul luogo dell’impatto dopo le 16:44 in qualità di vigile del fuoco di Latrobe per cercare l’UFO schiantatosi. La testimonianza di John è riportata da Francis Graham in The Kecksburg Chronicles: «Ero adolescente. Era inizio dicembre e c’era anche poca neve. Ho visto un oggetto infuocato nel cielo. Non so bene in che direzione andasse, ma veniva da nord. Ho risposto alla chiamata e mi dissero che c’era bisogno di una squadra di ricerca perché ipotizzarono che fosse precipitato un aereo. Ho subito pensato 'Oddio, è quello che ho appena visto!’. Una volta arrivati al Kecksburg Fire Hall, ai vigili del fuoco vennero assegnate  le sezioni da perlustrare. "Si stava facendo buio e avevamo le torce" ha continuato John. “Ci caricarono sul retro di un camion con l'ordine di recarci in un determinato punto della zona e così abbiamo fatto. L'oggetto venne trovato da un'altra squadra. Non era assolutamente un aereo, né un’astronave o un elicottero: non era niente che avessi mai visto prima. Era caduto in una zona in parte prato e in parte foresta. Siamo andati a perlustrare. Abbiamo scoperto che l’UFO si era schiantato a un angolo di 30-40°, spezzando molti alberi. Non era un aereo, di questo ero più che sicuro! Non c’era fusoliera, era un unico pezzo solido, senza portelli né finestrini. Era a forma di ghianda e giaceva su un fianco, proprio come una ghianda. Sono stato macchinista per 24 anni e ho lavorato con tantissimi tipi di metalli, ma non ne avevo mai visto uno simile. Aveva anche delle scritte sopra, non come le nostre, tipo antichi geroglifici egizi. Aveva una specie di paraurti attorno e le scritte erano lì sopra. Ho letto un sacco di libri sugli Egizi, sugli Inca, sui peruviani, ma non era la loro scrittura”». 

L’oggetto nell’hangar 

Sulla storica Flying Saucer Review, vol. 37, troviamo informazioni su un altro testimone significativo, un camionista e commerciante di materiali edili dell’Ohio presentato come John Cummings (non il suo vero nome). L’11 dicembre 1965, un alto ufficiale si presenta in ditta e gli ordina 6500 mattoni di un tipo speciale, resistente alle radiazioni e all’umidità, che servono per una camera di protezione all’interno di un hangar della base aeronautica di Wright-Patterson. Il 12 dicembre 1965, Cummings e suo cugino partono alla volta della base militare dove, essendo attesi, entrano senza difficoltà, e subito notano un hangar circondato da guardie armate. I due iniziano a scaricare il grosso carico di mattoni sotto lo sguardo vigile dei soldati i quali, però, dopo un po’ vengono assaliti dalla noia e, riunitisi in gruppi, cominciano a conversare tra loro allentando così il controllo sull’operato di Cummings e suo cugino. La curiosità di sapere cosa sia nascosto all’interno dell’hangar, tanto da doverlo controllare a vista con delle guardie armate, li tormenta. Muoiono dalla voglia di dare una sbirciatina e la fortuna questa volta aiuta i curiosi perché, approfittando di un momento di distrazione delle guardie, Cummings e suo cugino superano i pochi metri che li separano dall’hangar e finalmente riescono a soddisfare la loro curiosità. «Stavamo scaricando i mattoni sui pallet - racconta Cummings - quando io e mio cugino abbiamo deciso di entrare di soppiatto per vedere. Le guardie ci hanno ordinato immediatamente di uscire… ma non prima di essere riusciti a vederlo». E quello che si palesa ai loro occhi è un oggetto color bronzo scuro che troneggia al centro dello spazio. Ha la forma di una campana, un diametro di circa 5 metri e un’altezza di 4 metri, ed è nascosto per tre quarti da alcuni tendaggi che pendono dal soffitto. Attorno all’oggetto trafficano 10-15 uomini che indossano tute di protezione e maschere anti gas. Sembra che stiano tentando di aprirlo. I due intrusi non riescono a vedere di più perché vengono trascinati via dalle guardie e poi intimati di mantenere per sempre il più assoluto riserbo sulla questione. Una scena già vista in molti altri casi, ma c’è un particolare nel resoconto fatto da Cummings che mi ha incuriosito: gli stessi che lo avevano minacciato, gli confidarono che entro vent’anni PAROLE DI UFO osvaldocarigi.indd 21 26/09/22 17:53 Parole di Ufo 22 l’oggetto sarebbe divenuto “noto”. Nella versione originale dell’articolo pubblicato sulla Flying Saucers Review (Vol. 37, n.1, primavera 19992) su cui mi sono basato per la ricostruzione della testimonianza di Cummings viene usato il termine “common knowledge”. Qualche tempo dopo, Cummings apprese che altri camionisti avevano visto un camion militare a pianale, con un oggetto coperto da un telone sul retro, viaggiare dalla zona di Pittsburgh a ovest sulla Route 40 verso Wheeling, West Virginia, e poi verso Columbus e Dayton. Era convinto che l’oggetto da lui visto a Wright Patterson fosse lo stesso di quello che presuMibilmente cadde a Kecksburg. Cummings rilasciò in seguito un’estesa intervista al noto ricercatore ufo Leonard Stringfield, che lo ritenne sincero: «Non ha alcun interesse per gli Ufo e non vuole alcuna pubblicità sulla sua esperienza».





RESOCONTO SU UN UFO FA PARTIRE INVESTIGAZIONE VICINO KECKSBURG

Una residente parla del misterioso incidente.

by Bob Gatty

Un ragazzo di otto anni, sua madre, la polizia di stato della Pennsylvania e i militari si sono aggiunti al mistero, del giovedì sera e del venerdì mattina presto, presente in una zona boscosa vicino a Kecksburg nella contea di Westmoreland. Tutto è iniziato quando un oggetto volante non identificato (UFO) è stato segnalato dal figlio dei coniugi Kalp. "Nevin lo vide per primo", mi disse la signora Kalp mentre ci trovavamo lungo una strada sterrata vicino ai boschi dove la Polizia di Stato e i funzionari dell'esercito stavano apparentemente cercando un "oggetto".

Come Stella Fiammeggiante

"Disse che sembrava una stella in fiamme. Ha lasciato una scia di fiamme dietro di essa ed è caduta nel bosco", ha aggiunto, indicando il punto in cui, secondo quanto raccontato da suo figlio, si schiantò l'UFO.

Poi sono uscito per guardare e ho visto del fumo. Poi si è trasformato in qualcosa di torbido e se ne è andato via quasi come seppellito nel terreno.

La storia della signora Kalp è stata raccontata a me e ad altri giornalisti più di cinque ore dopo che il primo rapporto dell'UFO è stato ricevuto.

Dopo aver visto il fumo, verso le 4:45 di sera, ha sentito un servizio radio che diceva che un aereo si è forse schiantato nel bosco. Così, ha spiegato la signora Kalp, ha telefonato alla stazione radio per riferire che nessun aereo era caduto, solo la palla di fuoco.

La signora Kalp ha detto ai giornalisti che le era stato detto da un ufficiale della Marina di non "dire a nessuno dove è successo" fino a quando la zona era sigillata e un'indagine iniziata.

"Non ho mai ricevuto così tante telefonate in tutta la mia vita", ha detto. "Infine ho appena lasciato squillare, poi sollevato il ricevitore e rimesso giù. La polizia di stato ha dovuto sgombrare la linea per parlare con me".

Quando sono arrivato vicino alla scena dell'avvistamento con il fotografo Jim Downs, ci è stato negato l'ingresso alla strada che conduce alla zona dove l'UFO sarebbe caduto.

"La polizia di stato e l'esercito ci hanno ordinato di non far entrare nessuno", ha spiegato Dale Howard, un vigile del fuoco volontario di Kecksburg.

Luci viste

Poi, mentre ero a casa di Howard intento a telefonare, Jim Mayes di Mammoth entrò e disse che lui e altri sei compagni avevano visto tre luci blu lampeggianti vicino alla zona dell'avvistamento precedente.

Siamo entrati nel campo (Downs ed io) con Mayes e Howard per cercare le luci.

Non c'erano.

Poi la polizia di stato ritornò insieme agli ufficiali militari. Questa volta sono andati nel bosco dal campo dove avevamo cercato, apparentemente l'UFO.

Non c'era niente

Un soldato di stato assegnato a gestire l'enorme folla che si era formata ha poi riferito che "tutti i risultati della ricerca sono negativi, per quanto ne sappiamo, non c'è niente finora".

Ha detto che gli ufficiali se ne erano andati prima "perché eravamo soddisfatti che non c'era nulla. Siamo tornati perché qualcuno ha riferito di aver visto tre enormi luci lampeggianti nell'area".

Impatto avverito

Per quanto riguarda Howard, che vive a circa un miglio dalla scena, ha detto che non ha visto l'UFO, ma ne ha sentito l'impatto. "Ha causato una vibrazione qui a casa", mi ha detto. "E’ stato come un grosso colpo”

L'ultimo gruppo di ricerca, che comprendeva tre militari e il maresciallo dei vigili del fuoco della Polizia di Stato Carl Metz, poteva essere visto dalla strada dove ci trovavamo, perlustrando l'area con le torce.





TESTIMONIANZE

GUARDIA COSTIERA DI WINDSOR, ONTARIO, CANADA.
Hariferito che l'oggetto è esploso sopra Detroit. I piloti che erano sulla zona hanno visto un lampo e sentito onde d'urto nel corpo, che può essere associato con una macchina. Il giornale americano Boston Record ha riferito: "L'esercito e la polizia isolano la foresta a causa di una sonda non identificata". Un portavoce ha detto che un gruppo del 662° Squadrone Radar non sapeva ancora di che cosa fosse l'oggetto. Altri giornali hanno riportato solo che una palla di fuoco era stata vista da migliaia di persone. Il Dr. Willian P. Bidelman, un astronomo dell'Università del Michigan, è stato citato in decine di giornali a causa del suo racconto: "Era sicuramente una palla di fuoco".
Bidelman, che non ha assistito all'evento, è stato sostenuto da un altro astronomo che non è stato testimone oculare del caso. A New York, il dottor Fred C. Hess, astronomo associato dell'Hayden Planetarium, disse che era una meteora che esplodeva, espellendo frammenti. Dr. Nicolas Wagman, un astronomo dell'Allegheny Observatory on Riverview Park Hill a Pittsburg, Pa., ha commentato che l'oggetto non faceva parte della pioggia di meteore Gemelli, ".... perché queste meteore non sono così luminose. Questo non significa che non si tratta di una meteora, ma solo che non è specificamente associato alla pioggia di meteore che si è verificato in quel periodo. "E l'USAF, a sua volta, ha concluso che non si trattava di un aereo o di un missile. Per lei, significava che qualunque cosa dovesse essere, doveva essere una meteora. Nessun'altra spiegazione era più ragionevole. Uno dei testimoni ha detto che l'oggetto, quando è caduto, era in fiamme. Sebbene avesse poco fumo, le fiamme erano di un bagliore arancione, giallastro e possedevano un insolito bianco.

BILL BULEBUSH

"Ho alzato lo sguardo e ho visto questa palla di fuoco bluastra nel cielo venire da Norvell e andare verso le montagne. Sembrava che volesse andare oltre la montagna, ma non poteva.....Sembrava che esitasse. E alla fine tornò indietro, fece un'inversione di marcia e scese a Kecksburg” Bill Bulebush viveva nella vicina Mammoth. Egli vide l'oggetto ardente mentre si muoveva da Norvelt verso la montagna vicino a Laurelville. Corse verso la strada e guardò l'oggetto in lontananza mentre sembrava esitare, poi fece una svolta e cominciò a risalire verso Kecksburg. Saltò in macchina e andò verso il belvedere più alto. Giù nei boschi lontani ha visto un arco blu ed è entrato nel bosco per indagare. Si trovava dietro un albero mentre guardava l'oggetto a forma di ghianda incastonato nel terreno con strani segni su di esso.

CLIFFORD STONE

Ex sergente dell'esercito, sostenne di aver letto la documentazione ufficiale relativa all'incidente di Kecksburg mentre era ancora attivamente in servizio. Nel 1990, Stone disse che il documento, “ parlava di un recupero, nella zona della Pennsylvania. Venne recuperato un oggetto che non era sovietico e di nessun altra origine terrestre ". Clifford Stone sostenne di aver saputo da fonti estremamente interessate agli UFO all'interno del governo russo che il Cosmos 96 "si era scontrato con un oggetto di origine sconosciuta proveniente dallo spazio esterno, causandogli una deviazione di rotta  e successiva caduta sulla Terra". "Qualcosa è entrato nell'atmosfera terrestre ed è andato giù in Pennsylvania, qualcosa è stato recuperato dai militari, e qualunque cosa sia - è considerato dal comitato di intelligence degli Stati Uniti di essere così riservato che dovranno mentire persino ai membri del Congresso per mantenere quelle informazioni altamente classificate e tenerle lontane (insabbiate) dal pubblico".

JOHN (pseudonimo)

Venne chiamato sul luogo dell’impatto dopo le 16:44 in qualità di pompiere dalla zona di Latrobe per cercare l’UFO schiantatosi. "Allora ero un adolescente. Era gli inizi di dicembre e c’era anche poca neve. Vidi un oggetto infiammato nel cielo. Non so bene in che direzione andasse, ma veniva da nord. Risposi alla chiamata e mi fu detto che c’era bisogno di una squadra di ricerca perché si credeva fosse un aereo precipitato. Così pensai ‘Oddio, ecco quello che vidi’.".Quando i pompieri arrivarono al Kecksburg Fire Hall, furono viste le cartine geografiche e furono spediti dei gruppi divisi in zone."Stava diventando buio ed avevamo torce- continuò John -Fummo caricati sul retro di un camion e ci dissero di andare per di là e così facemmo. Un’altra squadra trovò l’oggetto. Assolutamente non era un aereo, né un astronave, né un elicottero, niente che avessi mai visto prima. Era caduto in una zona parte prato e parte foresta e noi andammo ad investigare. Scoprimmo che l’UFO si era schiantato in un angolo di 30-40°, aveva spezzato molti tronchi d’albero. Non era un aereo, di questo ne ero più che sicuro! Non c’era fusoliera, era un unico pezzo solito, senza né portelli né finestrini. Era a forma di ghianda e giaceva su un fianco, come una ghianda proprio. Sono stato macchinista per 24 anni e ho lavorato con tantissimi tipi di metalli, ma non ne avevo mai visto uno simile.Aveva anche delle scritte sopra, non come le nostre, ma geroglifici tipo antico egizio. Aveva una specie di paraurti attorno e le scritte erano lì sopra. Ho letto un sacco di libri sugli egizi, sugli inca, sui peruviani, ma non era la loro scrittura"

6500 MATTONI SPECIALI


John Cummings (non il suo vero nome) è un autotrasportatore, commerciante in materiali edili. L’11 dicembre 1965 un alto ufficiale si presenta in ditta e gli ordina 6500 mattoni di un tipo speciale resistente alle radiazioni e all’umidità, occorrenti per la costruzione, all’interno di un hangar della Air Force Wright-Patterson di una stanza protettiva.

12 dicembre 1965

Cummings, insieme a un suo cugino, parte alla volta della base militare dove, essendo attesi, entrano senza difficoltà, e subito notano un hangar circondato da guardie armate. I due iniziano a scaricare il grosso carico di mattoni sotto lo sguardo vigile dei soldati i quali, però, dopo un po’ vengono assaliti dalla noia e, riunitisi in gruppi, cominciano a conversare tra loro allentando in tal modo l’opera di controllo sull’operato di Cummings e suo cugino.. La visione dell’hangar tormenta i due, generando nelle loro menti, a più riprese, la più ovvia delle domande: “Cosa ci sarà mai lì dentro di così segreto da istituire un così rigido controllo di sorveglianza?” Eh, la curiosità è tanta, come la voglia di poter sbirciare all’interno della costruzione dando così una risposta alla loro domanda. E il destino sembra voler realizzare questo loro desiderio, quando approfittando di un insperato momento di distrazione delle guardie i due superano i pochi metri che li separa dall’hangar e finalmente riescono a soddisfare la loro curiosità

JOHN CUMMINGS: “Stavamo scaricando i mattoni sui pallet quando io e mio cugino abbiamo deciso di entrare di soppiatto per vedere. Le guardie ci ordinarono immediatamente di uscire ... ma non prima di essere riusciti a vederlo..”

Cummings e suo cugino riescono, quindi, a vedere un oggetto color bronzo scuro che troneggia al centro del locale (vedi appresso il disegno di Charles Hanna basato sulla testimonianza di John Cummings - nda). Ha la forma di una campana, un diametro di circa 5 metri e un’altezza di 4 metri. Tendaggi pendenti dal soffitto lo celano per tre quarti. Intorno all’oggetto trafficano dieci-quindici uomini che indossano tute di protezione e maschere anti-gas. Sembra che stiano tentando di aprirlo.I due intrusi non riescono a vedere di più in quanto scoperti dalle guardie, trascinati via, redarguiti e minacciati di mantenere per sempre il più assoluto riserbo su quanto avevano visto: un finale già visto in altri numerosi casi nei quali i testimoni vengono pesantemente “avvertiti”. Vi è, però, un particolare nel rapporto fatto da Cummings che mi ha incuriosito: gli stessi che lo avevano intimorito gli confidarono che entro vent’anni l’oggetto visto da lui e suo cugino sarebbe divenuto noto”. Nella versione originale dell’articolo su cui mi sono basato per la ricostruzione della testimonianza di Cummings viene usato il termine “common knowledge”. Qualche tempo dopo, Cummings apprese che altri camionisti avevano visto un camion militare a pianale, con un oggetto coperto da un telone sul retro, viaggiare dalla zona di Pittsburgh a ovest sulla Route 40 verso Wheeling, West Virginia, e poi verso Columbus e Dayton. Era convinto che l'oggetto da lui visto a Wright Patterson era lo stesso di quello che presumibilmente cadde a Kecksburg. Cummings rilasciò in seguito una estesa intervista al ricercatore ufologo  Leonard Stringfield il quale lo ritenne sincero (credibile), “Non aveva alcun interesse per gli UFO e non vuole alcuna pubblicità sulla sua esperienza.”



JOEL X

Osservò l'esercito circondare l'oggetto e aprire un portello. All'interno vide "due dita e un braccio insolitamente lungo".  Il testimone è certo che non era umano.

OSVALDO CARIGI: La presenza di un essere simile venne anche confermata da un altro testimone che non solo vide l’oggetto ma anche quello che sembrava essere un corpo alieno.  Anche se era coperto da un lenzuolo, disse che era alto da quattro a cinque piedi(*).  Vide una mano che sporgeva da sotto, sembrava simil-lucertola (“lizard-like” nell’articolo originale inviatomi dall’amico ricercatore/ufologo Preston Dennett) e aveva solo tre dita. Le due descrizioni dell’alieno di Kecksburg sembrano collimare curiosamente con quella di una delle entità extraterrestre del film “War of the Worlds” del 1953.

(*) Un piede corrisponde a 30,48 cm, quindi possiamo considerare un’altezza variabile da un metro e 22 a un metro e cinquanta, più che sufficiente a stare comodamente nell’oggetto che, come leggerete in seguito, misurava, secondo una testimonianza, circa 3 metri di altezza per 2 metri di diametro.

ROBB E RAY LANDY

 “Salivamo su per la strada quando casualmente alzammo lo sguardo in cielo e vedemmo questa cosa che si muoveva sopra le cime degli alberi. Fluttuava nel il cielo, come attraversando l’orizzonte degli alberi. Noi osservavamo attoniti. Poi la cosa sparì, e noi iniziammo a correre. Sapevamo che aspetto avesse un aeroplano, o un elicottero. Quella cosa non somigliava a nulla di già visto prima. E dall’angolazione del movimento, sembrava che dovesse schiantarsi al suolo.

RANDY OVERLY

“Stavo giocando vicino a un ruscello, quando udii un forte sibilo. Guardai in cielo e vidi che un oggetto veniva verso di me da molto lontano. Volò proprio sopra la mia testa, ad un’altezza che non superava i 200 piedi, e a una velocità pari a quella di un piccolo aeroplano.”

Vigile del fuoco volontario JIM MAYES

Andammo su per questa strada e ci fermammo sul ciglio della collina, e giù a destra, in un incavo, si vedevano delle luci blu lampeggianti. Non erano ricercatori che si muovevano con le torce nei boschi. Era una forte luce blu. Molto forte. Come quella di un saldatore elettrico. Lampeggiava a intervalli regolari, ma non saprei dire con quale cadenza. A quel punto i militari decisero di chiudere l’area. Di bloccarla. Così lui ci riportò tutti e due alla stazione dei pompieri.”

LILLIAN HAYES.

Un'ora dopo l’incidente, le autorità militari si stanziarono nella sua fattoria.

"L'esercito entrarono ed uscirono da casa mia tutta la sera. Fecero molte telefonate stando in piedi in gruppo a parlare. Non ho idea a chi abbiano telefonato.  Non ho ricevuto chiamate sul mio conto".

BILL WEAVER

"Ho guardato laggiù io stesso.  Ho visto che c'era qualcosa che aveva delle luci luminose.  Ma non riuscivo a vedere l'oggetto.  Qualche tempo dopo, ho visto un furgone tipo camion fermarsi là.  C'erano alcuni uomini vestiti con tute lunari, li chiamavamo così all'epoca, e avevano una scatola di colore chiaro, di circa un metro e mezzo quadrato.  L'hanno portata giù nel burrone. "L'idea dei militari di non trovare completamente nulla è completamente falsa.  C'era qualcosa in quel burrone quella notte.  C'era qualcosa che brillava di una terribile luce brillante.  E quella notte hanno portato via qualcosa da lì".

Molti testimoni oculari hanno riferito di aver visto il convoglio militare uscire dal burrone.

JOHN HAYS

Aveva solo dieci anni quando un camion a pianale con un grande oggetto coperto sul retro rumoroso dalla finestra della sua camera da letto:

"Quello che c'era sul retro non ne avevo idea.  Ma era grande circa quanto un Maggiolino Volkswagen da lontano".

John Hays, disse di aver visto l'oggetto cadere tra gli alberi. La sua casa si trovava nelle vicinanze della foresta. Secondo Hays, i militari entrarono e ordinarono ai loro genitori di mandare i bambini a letto, ma lui decise che doveva uscire a bere qualcosa e passare ogni ora nella stanza.

JAMES ROMANSKY

Il pompiere James Romansky vide  il furgone a pianale ribassato, facente parte di un convoglio militare, andare a tutta velocità giù per la collina. La caserma dei pompieri di Kecksburg. Io e molti altri hanno potuto vedere il e la sua forma sotto il telone. Non ci sono meteoriti in un mondo che sembra così, Romansky ha detto in un'intervista con la sua famiglia. Romansky, uno dei primissimi a vedere l'oggetto a terra prima dell'arrivo dei militari, è stato un elemento cruciale. fornendo una descrizione dettagliata da pochi metri di distanza. Ha detto di aver visto un oggetto a forma di ghianda color bronzo. senza finestre, porte o cuciture, parzialmente sepolto in una gola. Era alto circa 1.012 piedi, abbastanza grande per un uomo di e con un diametro di 812 piedi. Romansky ha detto che

ha visto strani simboli che assomigliavano ai geroglifici egiziani. sul retro, o zona del paraurti della ghianda. Rimase sulla scena con un gruppo di vigili del fuoco fino all'ordine di andarsene. due uomini in trench seguiti da militari in uniforme.

Nell'agosto 1987, Romansky è stato il primo testimone a portare Gordon al luogo dell'impatto, che si è rivelato essere lo stesso dove Gordon aveva precedentemente fotografato un'area danneggiata.

alberi.

ROBERT ADAMS

Uno dei testimoni chiave per emergere come risultato dei misteri irrisolti è un anonimo pennsylvaniano conosciuto come Robert Adams che era un membro della U.S. Air Force Air Force Air Po1ice di stanza presso la Lockborne Air Base vicino a Columbus, Ohio nel dicembre 1965. Adams disse agli investigatori ch e la base era stata collocata -allarme rosso- nella prima mattina di Deceaber 1Oth, 1965. Lui e la sua unità unità sono stati spediti a guardia di un hangar contenente un letto piatto - camion che trasportava un telone in un oggetto coperto. Hanno ricevuto l'ordine di sparare per uccidere chiunque tenti di entrare senza -Top Security- clearance. Secondo Adams, il camion era entrato nella base attraverso un cancello in un'area remota estrema. Il camion ha superato una febbre piedi davanti a lui e ha osservato il telone in oggetto coperto jit vas oggetto coperto che trasporta per essere circa il doppio delle dimensioni di una berlina Vo1ksvagen. Adams è stato sollevato dal servizio alle 6 o alle 7 del mattino e più tardi 1 ha guadagnato che il camion ha lasciato la base alle 7:30 che aorning in rotta verso la base aerea Wright Patterson Air Force Base, 100 al più tardi a ovest di Kecksburg, vicino a Dayton, Ohio.

MICHAEL RAMBACHER

L'investigatore paranormale, consulente e relatore Michael Rambacher dell'Ohio ha parlato ai visitatori della fiera della sua esperienza con l'UFO di Kecksburg. Rambacher era con l'unità di sicurezza dell'Air Force presso la base di Wright Patterson Air Force, dove l'oggetto di Kecksburg sarebbe stato trasportato quando è stato prelevato dall'area.

"Ero nella sicurezza e siamo stati istruiti al riguardo", disse Rambacher, aggiungendo che arrivò alla base nel 1966, un anno dopo l'incidente. "Parlavano dell'oggetto che era stato portato lì su un camion a pianale e che si diceva provenisse dalla Pennsylvania. A quel tempo, non c'era accesso ad esso, e ci è stato detto che era in fase di studio.

"Abbiamo messo due e due insieme e pensato che fosse l'oggetto di Kecksburg", ha detto.

Anche se Rambacher stesso non ha mai visto l'oggetto, il suo coinquilino e gli altri nella sua cuccetta secondo quanto riferito lo ha visto e ne ha descritto la forma e i segni: "Il mio coinquilino ha detto che è a forma di ghianda e circa 3 metri di altezza e 2 metri di diametro", ha detto Rambacher. "Ha detto che aveva un cerchio sul fondo e quello che ha notato è che non c'era una cucitura o alcun segno che il cerchio è stato aggiunto. Sembrava essere un pezzo unico".

La guardia di sicurezza dell'Aeronautica Militare, che Rambacher non poteva nominare, ha riferito di aver visto i segni sul bordo dell'oggetto: "Ha detto che aveva linee e cerchi e segni dall'aspetto squiggly su di esso," Rambacher ha detto Rambacher. Non ha mai visto l'oggetto, ma è certo della sua esistenza e che non è di questo mondo.

"Penso che sia lì", disse Rambacher. Lo spostano da un edificio all'altro per motivi di sicurezza a causa di ciò che è e da dove è venuto, ma è lì, e penso anche che tutto il materiale di Roswell è lì"..... "Secondo i rapporti, l'"Incidente UFO di Roswell" è stato il presunto recupero di detriti extra-terrestri, compresi i cadaveri alieni, da un oggetto che si è schiantato vicino a Roswell, N.M., nel giugno o luglio 1947.

 

NICHOLAS L. JOHNSON

Secondo il Chief Scientist for Orbital Debris del NASA Johnson Space Center, Nicholas L. Johnson, è quasi impossibile che i detriti del satellite sovietico potessero sopravvivere al rientro e all'atterraggio. Nel 2003, disse alla giornalista investigativa Leslie Kean che categoricamente era da escludere una caduta in Pennsylvania intorno alle 16:45 dei predetti resti del Cosmos 96  “ Questo è un valore assoluto. La meccanica orbitale è molto rigorosa".

UNA METEORA?

OSVALDO CARIGI: Interpellato dal sottoscritto circa la natura dell’oggetto di Kecksburg, ecco la risposta dall’astronomo dilettante (nonché pensionato dello State Museum of Pennsylvania Planetarium) Robert Young: “Ciao, Osvaldo, l'incidente di Kecksburg è stato causato da una luminosa palla di fuoco meteorica.  Un'analisi fotografica del suo percorso mostra che è entrata nell'atmosfera con la velocità di una meteora e con un'orbita progressiva che l'aveva portata fuori dalla cintura di asteroidi, fonte di molte luminose palle di fuoco meteoriche. 

Questo è tutto.  Il resto è folclore.”

OSVALDO CARIGI: Bob, è possibile che una meteora (con tutto il rispetto per le meteore-ndr) giustifichi l'occultamento imposto dalle autorità militari intorno a questo incidente con minacce ai testimoni e l'ostruzionismo della NASA alle richieste del giornalista Leslie Kean, che si è appellato alla legge sulla trasparenza e ha chiesto più volte la pubblicazione dei documenti negli archivi della NASA sull'incidente di Kecksburg? (più avanti i lettori ritroveranno la stessa domanda formulata per un’altra ipotesi).

ROBERT YOUNG: Le uniche minacce di cui sono a conoscenza erano di cause legali da parte di uno dei "testimoni", ‘fonte’ dei primi racconti, a chiunque lo accusasse di aver mentito. Diversi proprietari di immobili - agricoltori anziani - hanno rifiutato di parlare con la stampa nella speranza che intrusi nelle loro proprietà e l'attenzione generale andassero via.  Naturalmente il risultato era la diffusione di un mito che li ha "messi a tacere".  Questo fa parte dell'imbroglio. All'inizio si pensava ad un incidente aereo, poi un satellite o razzo.  Non conosco nessun posto sulla Terra dove le persone possono sciamare. sul luogo di un incidente aereo, quindi la polizia ha allontanato gli astanti. quella notte. Le ripetute richieste di Leslie Kean, ai sensi della legge sulla libertà d'informazione, di  documenti a sostegno delle sue teorie sui morti per indagini a lungo sospese. non provano un insabbiamento del governo.  Per esempio: sostiene che l'"Esercito" era coinvolto ma è falso. Negli anni '60 il personale del più vicino sito dell'Aeronautica Militare era responsabile delle indagini sui rapporti UFO provenienti dalle zone limitofe.  C'era un sito radar di difesa aerea a circa 30 miglia di distanza, situato in una struttura Army Engineers (*) a Oakdale, vicino a Pittsburgh.  Tre uomini dell'Aeronautica Militare erano l'unico militare noto per essere stato a Kecksburg.  Il resto è folclore, nel quale si inserisce il crescente mito della meteora, vista da migliaia di persone in più di dieci stati e una provincia canadese.

(*) Lo United States Army Corps of Engineers, abbreviato in USACE, è la sezione dell'esercito statunitensespecializzata in ingegneria e progettazione

STAN GORDON: "Gli astronomi che hanno esaminato il caso all'epoca hanno fondamentalmente ritenuto che l'oggetto in questione fosse un bolidi, che era un meteorite a palla di fuoco molto luminoso. Ma ora sappiamo che la cosa fondamentalmente stava scendendo dalla punta dell'Ontario, e sembrava aver fatto circa 25 gradi a est, vicino a Cleveland, Ohio. E la cosa interessante è, ora che i nuovi dati suggeriscono che l'oggetto ha fatto una svolta verso sud, e poi l'oggetto ha fatto un'altra svolta verso il villaggio di Kecksburg dove stava procedendo verso nord-est. Nel raggio di diverse miglia dal luogo dell'incidente, diversi testimoni ci dicono che questo oggetto stava arrivando ad una velocità di discesa molto, molto lenta.  Le meteore non fanno virate controllate.  Non entrano ad una velocità lenta come questa.  E infatti non scivolano, cosa che questa cosa a quanto pare ha fatto".

Stan Gordon riuscì, grazie all’Atto della Libertà di Informazione, ad entrare in possesso della relazione ufficiale dell’Aeronautica sull’episodio di Kecksburg:

Il rapporto mostra che c’era un elevato interesse da parte delle agenzie governative sulla natura di quell’oggetto, e conteneva memo e richieste di informationi dallo Houston Space Center, dal NORAD, dal Air Force Command Post, dal Pentagono, e anche dal Chairman of the Office of Emergency Planning. La spiegazione ufficiale fornita dall’Aeronautica fu che si trattava probabilmente di una meteora, e che inoltre le ricerche vennero sospese intorno alle 2 del mattino, senza che nulla fosse stato trovato. Ma ci sono prove che qualcosa fu effettivamente rinvenuto in quel luogo.”

UN VEICOLO DI RIENTRO GE MARK2 REENTRY?

OSVALDO CARIGI: All'inizio di ottobre del 2015, il direttore di Stato della PA MUFON, John Ventre, e Owen Eichler, hanno annunciato di aver scoperto un'altra possibile spiegazione per l'oggetto di Kecksburg: quello che è caduto vicino a Kecksburg potrebbe essere stato un veicolo di rientro GE Mark 2 Reentry. Quella capsula spia aveva la capacità di trasportare un'arma nucleare o di essere usata per altre missioni e non è stata rivelata fino al 1991.

Ecco due brevi estratti dall’articolo “Was Kecksburg a ge mark 2 reentry vehicle?” che gentilmente John Ventre mi ha inviato. Tra l’altro gli appassionati di horror-movie scopriranno, evidenziato in grassetto, la fonte di ispirazione di una celebre pellicola di George Romero.

“Anche se l'Air Force ha detto che c'erano solo tre persone dell'Air Force sul posto per recuperare una meteora, numerosi testimoni civili hanno verificato che c'erano ben 25 militari armati presenti. Il progetto Moon Dust era in atto in quel momento e la risposta era coerente con gli sforzi di recupero del progetto. Testimoni hanno anche detto, "Ha brillato verde nel cielo, era un colore arancione bruciato sul terreno, il sito può essere radioattivo, c'era una luce blu ad arco proveniente dai boschi, sembrava che i geroglifici egiziani sono stati saldati su una perlina in diversi disegni intorno alla base e che quattro ragazzi in tute lunari della NASA ha preso una scatola da quattro a cinque piedi nella zona. Ha senso che il 7 dicembre 1965 GE Mark 2 lanciato nel Pacifico sia stato tracciato su radar.  Questo spiega la risposta militare entro 30 minuti alla piccola città rurale di Kecksburg. La schermatura termica in rame brillava di verde, l'acciaio inossidabile diventava di un colore arancione bruciato, e i tecnici in loco indossavano tute adeguate per le radiazioni e portavano una scatola di piombo delle dimensioni corrette per una fonte di energia radioattiva. Potrebbero aver dovuto tagliare la fonte di energia con una fiamma ossidrica e l'hanno fatta uscire dal bosco come l'arco del patto. Non potevano rischiare una perdita di radiazioni all'uscita da una zona residenziale. Era altrettanto importante non rivelare che stavamo spiando la Russia. (Come nota a margine, il classico zombie Night of the Living Dead del 1968 era basato sulle radiazioni dell'incidente di Kecksburg che causava zombie).

OSVALDO CARIGI: John, pensi che l’oggetto caduto a Kecksburg era un UFO?

JOHN VENTRE: No

OSVALDO CARIGI: Quindi, credi che sia stato un GE Mark 2 RV a schiantarsi a Kecksburg?

JOHN VENTRE: Si

OSVALDO CARIGI: Più lapidario di così…

UNA SONDA SPAZIALE SOVIETICA?

OSVALDO CARIGI: Tra i tanti documenti che ho consultato ho trovato molto interessante un pezzo firmato da Francis Graham della Kent State University che, in esclusiva per i lettori di Xtimes, mi ha rilasciato un’intervista dove ci spiega principalmente la sua teoria “sovietica” riguardo la natura dell’oggetto caduto a Kicksburg oltre a rispondere anche ad alcune mie domande su temi già esposti in questo mio articolo.

OSVALDO CARIGI: Ciao Francis, nel tuo “The Kecksburg Chronicles” affermi che sei favorevole all’idea che a cadere nei boschi vicino Kecksburg sia stata una sonda spaziale sovietica. Puoi illustrarci le  motivazioni sulle quali basi questa tua convinzione?

FRANCIS GRAHAM: “Sono favorevole all'idea che l'oggetto di Kecksburg fosse una sonda spaziale sovietica piuttosto che una navicella spaziale di una civiltà extraterrestre o un meteorite per i seguenti motivi: 1.  Era della giusta dimensione e forma approssimativa 2. Nelle ricerche scientifiche si preferisce favorire una spiegazione prosaica piuttosto che una spiegazione che richieda caratteristiche straordinarie, se non ci sono prove convincenti per queste caratteristiche aggiuntive.  Questo si chiama il rasoio di Occam. 3. Era noto che il governo degli Stati Uniti era interessato alla composizione della navicella spaziale sovietica e alla sua tecnologia, come dimostrato, ad esempio, il "prestito" notturno clandestino della sonda Luna da una mostra.  Se si fosse trattato di una navicella spaziale sovietica, rivendicarne rapidamente il possesso e portarla via velocemente sarebbe stato esattamente quello che avrebbero fatto, e questo è stato fatto.  Poiché gli Stati Uniti erano firmatari di un trattato per la restituzione della navicella spaziale, la segretezza e la storia di copertura di un meteorite era necessaria per evitare di rispettare i termini del trattato.

 D'altra parte, se si fosse trattato davvero di una navicella spaziale di una civiltà extraterrestre aliena, il governo degli Stati Uniti avrebbe agito diversamente.  L'intera città sarebbe stata evacuata e l'area messa in quarantena.  Dopo tutto, solo l'anno successivo decisero di mettere in quarantena gli astronauti di ritorno dalla Luna.  Non ci sarebbe stato alcun desiderio di allontanare l'oggetto senza indumenti di contenimento biologico e senza una considerevole analisi del sito con l'oggetto in situ.  Se si fosse trattato di una navicella spaziale aliena, non sarebbe stata caricata su un camion a pianale con un telone sopra di essa.  Un veicolo sigillato molto speciale l'avrebbe trasportato con estrema cautela, dopo settimane di indagini molto estese sul sito. 4. E' noto che gli Stati Uniti hanno organizzato un progetto classificato per recuperare navicelle spaziali straniere (ma di origine terrestre), chiamato Project Moondust.

L’operazione di recupero a Kecksburg è stata coerente con i loro metodi utilizzati altrove.

Escludo la storia della copertura, che si trattava di un meteorite, a causa delle testimonianze oculari dei Vigili del Fuoco e che non è elencato nel catalogo Meteorite completo prodotto dall'Università dell'Arizona.

Non posso essere certo che si trattasse di una navicella spaziale sovietica, e non extraterrestre, ma le prove sono a favore di questa idea “terrestre””.

OSVALDO CARIGI: “Come spieghi la strana forma a ghianda dell’oggetto caduto a Kecksburg?”

FRANCIS GRAHAM: La forma a ghianda corrisponde al veicolo di rientro per le sonde Venus utilizzate in quel momento dall'URSS.   Penso che l'oggetto di Kecksburg fosse una sonda spaziale dell'URSS originariamente destinata a Venere, o una prova orbitale di tale tecnologia.

OSVALDO CARIGI: Secondo alcune testimonianze gli strani segni incisi sull'oggetto sembravano somigliare a geroglifici egiziani. Sei d'accordo?

FRANCIS GRAHAM: Non ho un'opinione sui geroglifici. Una possibile spiegazione è che si trattava di simboli di ingegneria o marcature in cirillico (russo).

OSVALDO CARIGI: A detta di alcuni ufologi, l'incidente di Kecksburg è secondo, per importanza, solo a Roswell. Condividi?

FRANCIS GRAHAM: Sì, Kecksburg e Roswell sono entrambi di grande importanza negli studi di ufologia, a causa del coinvolgimento del governo americano e della segretezza in entrambi gli incidenti, e del fatto che hanno coinvolto fenomeni sul campo.

OSVALDO CARIGI: Francis, hai terminato la prima serie di risposte con questa lapidaria frase “"This is still a little mystery”…

FRANCIS GRAHAM: “E' ancora un mistero perché l'idea che si trattasse di una navicella spaziale sovietica non è certa, ma a mio avviso altamente probabile. Considero la prova positiva come una richiesta di esclusione di qualsiasi altra ipotesi. Esistono ancora altre possibilità, ma che si trattava di una nave spaziale sovietica è la migliore e secondo me la più probabile.

OSVALDO CARIGI: Se, come tu acclari, l'oggetto caduto a Kicksburg è il veicolo di ritorno di una sonda spaziale sovietica, questo “giustifica” l'occultamento imposto dalle autorità militari intorno a questo incidente con minacce ai testimoni e l'ostruzionismo della NASA alle richieste della giornalista Leslie Kean, che si è appellata alla legge sulla trasparenza e ha chiesto più volte la pubblicazione dei documenti negli archivi della NASA sull'incidente di Kecksburg?

FRANCIS GRAHAM: Se gli Stati Uniti violassero un trattato, le autorità sarebbero molto riluttanti ad emettere un'ammissione pubblica. Lo insabbierebbero. E come ho detto, il MANNER e il METODO dell'occultamento che consiste in  una rapida estrazione dell'oggetto senza quarantena e il contenimento biologico dell'oggetto o del sito di atterraggio significa che è probabile che sapessero che aveva un'origine terrestre al momento dell'estrazione. Tenete a mente, la missione Apollo era già stata progettata, e il disegno includeva la quarantena degli astronauti.  Un oggetto extraterrestre sarebbe probabilmente rientrato nello stesso protocollo. Ciononostante, spero di ottenere il rilascio di tali informazioni.

OSVALDO CARIGI: Una delle ipotesi più “gettonate” afferma che l’oggetto di Kecksburg altro non era che la cosiddetta “nazi bell” la campana nazista. Qual è il pensiero in proposito?

FRANCIS GRAHAM: Non credo che i nazisti avessero nulla a che fare con l’incidente di Kecksburg, essendo stati destituiti dal potere vent'anni prima e le loro strutture e il governo smantellati.  E' noto che i nazisti nell'ultimo anno del loro controllo della Germania stavano provando ogni sorta di strane macchine volanti. Non abbiamo un registro completo dei loro esperimenti.  Ma non credo che a Kecksburg, in Pennsylvania, non sia comparsa alcuna campana nazista.  Perché un'organizzazione nazista di guerriglia nascosta, se esisteva, avrebbe dovuto mandare qualsiasi cosa che potesse percorrere distanze intercontinentali, ammesso che ce l'avesse, a Kecksburg, Pennsylvania?  Quando furono sconfitti, stavano cercando di sviluppare armi che avrebbero colpito New York City, ma non fecero in tempo.

OSVALDO CARIGI: Il direttore di Stato di PA MUFON, John Ventre, e Owen Eichler, hanno annunciato di aver scoperto un'altra possibile spiegazione per l'oggetto di Kecksburg: potrebbe trattarsi del veicolo di ritorno GE Mark 2 Reentry. La tua opinione?

FRANCIS GRAHAM: E’ una buona possibilità anche questa, probabilmente vicina alla mia.  L'unica cosa che la contrasta è che nel corso degli anni sono già stati rivelati altri incidenti "accidentali" di questo tipo di veicoli spaziali statunitensi negli anni '60. Ma forse non tutti!  Ecco una lista di lanci di prova di missili all'inizio di dicembre 1965 che sono stati segnalati. Comprende il test di un razzo italiano!  R= ricerca T=prova di ingegneria EORB=NOR--Norvegia orbitale terrestre NOR—Norvegia.

19651202, Aerobee 150,USA,White Sands,R,,

19651202, Arcas,NOR,Andaya, Nor,R,,

19651203, A-2e,USSR,,,Luna 8, Lunar

19651204, Gemini-Titan II,USA,Kennedy,EORB,(F.Bormam,J.Lovell)‑‑rendezvous with gt.6

19651206, Arcas ,USA,Andaya,Nor,R,,

19651206, Polaris A 3,USA,Uss Ben Franklin,T,,

19651206, Scout,FR,Vandenberg,EORB,Fr 1,

19651207, Centaure,IT,Sardinia,T,,

19651207, Black Brant,UK,Woomera,R,,

19651209,7, XM 158,USA,H 12‑Redstone,Ala,T,,

19651209, Thor Agena,USA,Vandenberg,EORB,,

19651210,3,            ,USSR,Pacific Site,T,,

19651210,I,            ,USSR,Kapustin Yar,EORB,Cosmos 99,

FRANCIS GRAHAM: Sottolineo una cosa.  L'oggetto di Keckburg era altamente probabile di origine terrestre, per contro ritengo la probabilità di essere extraterrestre molto, molto, molto bassa.  Non ho prove positive che sia stato o meno extraterrestre.  Dei tipi di oggetti terrestri, penso che la probabilità che si trattasse di un oggetto nazista segreto sia praticamente nulla.

OSVALDO CARIGI: Qual’è l’attuale situazione riguardante l’incidente di Kecksburg? Se ne parla negli USA?

FRANCIS GRAHAM: Keckburg non è stato molto presente nelle notizie dal 50° anniversario.  E superatao da altri eventi negli Stati Uniti.

 

UN UFO? (ANCHE AL CINEMA)

 

OSVALDO CARIGI: Come il lettore/la lettrice avrà certamente notato, l’opzione UFO non è presente nei commenti dei ricercatori sin qui interpellati (al contrario lo è invece in molte dichiarazioni testimoniali), però vi assicuro che non è affatto minoritaria rispetto alle altre ipotesi fin qui manifestate, anzi come leggerete la possibilità che un UFO, o meglio una sonda o, se preferite, un ricognitore alieno, sia atterrato bruscamente in un bosco/foresta vicino Kecksburg è tutt’altro che peregrina, e inizio a dimostrarvelo con il ricercatore/ufologo brasiliano Thiago Luiz Ticchetti.

OSVALDO CARIGI: Ciao Thiago, secondo te cosa cadde vicino Kecksburg?

THIAGO LUIZ TICCHETTI: Per me era un veicolo extraterrestre.

OSVALDO CARIGI:Qual’è la posizione del Blue Book su questo caso?

THIAGO LUIZ TICCHETTI: Per quanto ne sappiamo, il Blue Book non ha avuto mai un approccio positivo.

OSVALDO CARIGI: Secondo alcuni, l’incidente di Kecksburg è secondo solo a Roswell, sei d’accordo?

THIAGO LUIZ TICCHETTI: No, vi sono casi più importanti, come Las Vegas crash, Verginha e Ubatuba.

OSVALDO CARIGI. Thiago mi ha anche inviato un suo articolo su Kecksburg debitamente tradotto in inglese per l’occasione, dal quale ho tratto qualche informazione presente in questo mio lavoro. Passiamo ora ad un altro personaggio non legato alla ricerca ufologica ma convinto assertore della tesi extraterrestre per l’incidente in argomento, talmente assertore da essere scrittore, regista e produttore esecutivo di un film su Kecksburg di prossima programmazione. Ma andiamo con ordine.

OSVALDO CARIGI: Ciao Cody, come mai questo tuo interesse per Kecksburg?

CODY KNOTTS: Sono affascinato da Kecksburg da quando ero giovane e vidi l'episodio di Unsolved Mysteries su questo incidente con il mio defunto padre.

OSVALDO CARIGI: La tua opinione sull’origine dell’oggetto atterrato a Kecksburg.    

CODY KNOTTS Credo che qualcosa dall'esterno, e non di questa terra, sia atterrato a Kecksburg.  Credo che questo oggetto e tutto ciò che viaggiava all'interno, sia stato portato direttamente al campo Dawson e poi a Wright Patterson a Dayton.  La maggior parte dei ricercatori hanno parlato dell'oggetto in viaggio  verso Dayton, ma hanno erroneamente supposto che l'esercito lo avesse condotto direttamente a Wright Patterson ma un’azione simile avrebbe rischiato l'esposizione del “carico” al pubblico in quanto nel 1965 occorrevano 4 ore in auto (e nello specifico anche a bordo di un camion) per  coprire la distanza tra il luogo dell’incidente e la predetta base militare. Invece, è ipotizzabile un iniziale utilizzo del campo Dawson nella contea di Preston, WV, raggiungibile in circa 30 minuti, una successiva messa in sicurezza dell’oggetto (e di ciò che venne trovato al suo’interno) per poi trasportarlo a tempo debito a Wright Patterson.  Questo iter logistico avrebbe avuto più senso per l'esercito americano. Da evidenziare, inoltre, che il campo Dawson viene utilizzato anche per l'addestramento di operazioni speciali, quindi è  preparato per tali azioni.

OSVALDO CARIGI: Come ho già premesso introducendo quest’ultima parte dell’articolo, nella documentazione che ho fin qui raccolto su questo caso, si evidenzia una scarsa considerazione per l’ipotesi UFO quale natura dell’oggetto caduto vicino Kecksburg. Tu, invece, hai subito sposato la tesi extraterrestre affermando categoricamente che un qualcosa proveniente dallo spazio con a bordo un equipaggio è atterrato vicino a questa piccola cittadina della Pennsylvania.  Su quali prove si basa questa tua spiegazione dell'incidente?

CODY KNOTTS: Principalmente mi sono basato sulla documentazione raccolta da Stan Gordon in 50 anni di ricerche, in particolare sulle dichiarazioni di testimoni oculari della comunità (molti dei quali parlerebbero con Stan solo perché residente in loco) attestanti la presenza, e successiva rimozione, di  corpi alieni squamati e con tre dita.  L'oggetto, secondo le descrizioni, era in grado di trasportare 2 creature (numero presunto dai testimoni oculari e secondo i nostri ricercatori e designer per il film). Vi sono poi delle domande che attenderebbero una risposta: se si fosse trattato solo di spazzatura spaziale, o di un satellite americano, perché il Presidente (Lyndon Baines Johnson – ndr) convocò non solo Jim Webb, capo della NASA, ma anche il governatore della Pennsylvania, William Scranton? Se si fosse trattato di un satellite sovietico, come sostenuto da alcuni, allora perché nel 2016 alla senatrice Hillary Clinton, candidata presidenziale, fu negata la documentazione riguardo Kecksburg sostenendo che non esistevano (“protocollo” standard per nascondere i documenti militari statunitensi quando non è possibile divulgarli. La Clinton presentò una richiesta di libertà d'informazione nel 2016 mentre era in corsa per la presidenza, perché? Perché richiedere i documenti riguardanti Kecksburg in sede di campagna elettorale? Hillary Clinton Clinton ha  fatto di tutto per portare avanti la storia.

Perché Wikileaks avrebbe dovuto decidere che queste e-mail riguardanti Kecksburg erano importanti nel 2016?

OSVALDO CARIGI: Nella tua precedente risposta hai citato il film incentrato proprio sul caso Kecksburg. Ce ne puoi parlare? Come viene raccontata questa vicenda che ha coinvolto molti nomi illustri? 

CODY KNOTTS: Per quanto riguarda il film, ci siamo concentrati sulla vita e la morte di John Murphy.  Vogliamo sapere perché John Murphy è stato ucciso.

OSVALDO CARIGI: La storia di John Murphy viene già trattata in questo mio articolo e sinceramente la sua morte mi sembra sospetta, anche se ufficialmente Murphy venne investito da un auto. Tu affermi che venne ucciso. Su cosa basi questa tua affermazione?

CODY KNOTTS: Solo l'ovvio che qualcuno l'ha investito con un'auto uccidendolo.  La stessa cosa successe a Jerry Betters, che non avrebbe lasciato andare la storia.

OSVALDO CARIGI: Il film è già in programmazione negli USA?

CODY KNOTTS No, finiremo le riprese a maggio e uscirà negli Stati Uniti il 12 settembre di quest’anno.

OSVALDO CARIGI: Il presidente all'epoca dell'incidente, Johnson, era perfettamente al corrente dell'incidente e della vera natura dell'oggetto?

CODY SCOTTS: Si, lo rappresentiamo nel film.

OSVALDO CARIGI: Sei dell'idea che verranno finalmente divulgati i documenti relativi all'incidente di Kecksburg?

CODY KNOTTS: No e continueranno ad essere coperti, a meno che questo film non possa suscitare sufficiente interesse mondiale tale da costringere (chi di dovere – ndr) a rendere pubblica la verità.

OSVALDO CARIGI: Qual’è la posizione del Blue Book sull’incidente di Kecksburg?

CODY KNOTTS Onestamente niente di sicuro dal momento che sostengono che non esistono più documenti che non lascerebbero alcuna posizione ufficiale.  Spiegazione originale era meteorite o che non è successo nulla.

OSVALDO CARIGI: Cody, sono d'accordo te per quanto riguarda l'ufo-crash a Kecksburg ma penso che lo stesso fosse, date le sue dimensioni, un ricognitore proveniente da una nave madre di stanza al di fuori dell’atmosfera terrestre. A mio parere, questo ricognitore sarebbe atterrato, più che caduto, dopo un’avaria, ma l'impatto a terra se ha salvaguardato la struttura dell'oggetto è stato fatale per i due membri dell'equipaggio. Condividi questa mia ricostruzione?

CODY KNOTTS: Sì condivido. L’oggetto era probabilmente spinto da una propulsione elettromagnetica progettata per viaggi di breve durata. Questo è esattamente quello che mostriamo nel film: una sonda proveniente da una nave-madre.

OSVALDO CARIGI: Cody, in una tua precedente risposta hai scritto che lo stesso incidente mortale occorso a John Murphy capitò a Jerry Betters. Chi era costui?

CODY KNOTTS: Il musicista afro-americano Jerry Betters era un testimone degli eventi. Suo fratello Harold è un famoso trombonista.  Betters morì circa 8-10 anni fa a Connellsville, Pa, nello stesso modo di Murphy.

OSVALDO CARIGI: Cosa aveva scoperto/visto Jerry Betters?

CODY KNOTTS: Jerry disegnò quello che vide 


 Il disegno “compromettente” eseguito da Jerry Betters con la traduzione.

OSVALDO CARIGI: La famosa forma "a ghianda" dell’oggetto di Kecksburg è la vera forma o un adattamento?

CODY KNOTTS: Crediamo che la forma “a ghianda” sia corretta ed è quella che usiamo nel film.

 

BIO. Cody Knotts è un regista, produttore, scrittore e attore. Nato a Taylorstown, Pennsylvania, Knotts è stato in precedenza il redattore del "Weekly Recorder", un giornale che copre la Pennsylvania e la politica nazionale che ha aiutato a liberare tre persone che erano state ingiustamente accusate di omicidio. Era anche un candidato per due volte alla Camera dei Rappresentanti della Pennsylvania. Da giovane, Knotts è stato scelto dai Boy Scout d'America come primo destinatario del distintivo Handicapped Awareness Merit a causa della sua dedizione agli studenti disabili e il suo progetto Eagle Scout ha contribuito a ispirare il programma nazionale Scouting for Food. 




Alcune scene del film


E POI… FINALMENTE STAN GORDON!

 

OSVALDO CARIGI: Quando l’amica Lavinia Pallotta, direttrice di XTimes,  mi ha proposto di occuparmi dell’incidente di Kecksburg avevo letto qualcosa nei due libri di Holcombe e Fiebag ma, onestamente non avevo mai approfondito la conoscenza di questo caso da alcuni considerato secondo per importanza solo a Roswell. Premesso questo, devo ammettere che con il passare delle ricerche documentali sono stato “preso” sempre più dall’incredibile intreccio di situazioni che costellano la vicenda in argomento e ho avuto anche modo di conoscere nuovi personaggi tra i quali senza ombra di dubbio il più importante per la conoscenza dei fatti è sicuramente Stan Gordon, in a volte “evocato” nel corso di questo articolo e “inseguito” dal sottoscritto fin dalla prima mail datata 22 gennaio. Inaspettatamente e poco prima della chiusura dei lavori, Stan mi ha contattato rispondendo alla mia ultima mail con la quale gli chiedevo: quale di queste teorie sull’origine dell’oggetto di Kecksburg fosse, a suo giudizio, quella più pausibile: 1)A meteor. 2)Extraterrestrial craft.3) Cosmos 96 Soviet satellite recovery.4)Nazi Bell project or some other government experiment.5)GE Mark 2 RV, chiarimenti circa il seguente passo, tratto dal libro ‘UFOs in Pennsylvania: Encounters with Extraterrestrials in the Keystone State’ di Patty A. Wilson: “"Prima della sua morte, (John Murphy) dette una copia del documentario originale inedito al ricercatore Stan Gordon, ma Stan scoprì che scomparve dopo la morte di John.” e, infine, una sua considerazione proprio sull’incidente occorso a John Murphy.

STAN GORDON: Ciao Osvaldo: E' bello sentirti di nuovo. Come ti avevo già scritto, sono molto occupato e non sono in grado di rispondere a tutti con risposte dettagliate. 

Dall'epoca dell'incidente di Kecksburg nel 1965, sono state proposte molte teorie su cosa fosse l'oggetto che è caduto nel bosco vicino a Kecksburg. Le teorie che hai elencato sono alcune tra le numerose altre che sono venute fuori nel corso degli anni. Ci sono stati testimoni che hanno visto l'oggetto passare basso prima che cadesse e altri che erano vicini ad esso dopo la caduta. L'oggetto visto a terra non era un meteorite. Tutte le idee sono interessanti, ma nessuno ha fornito prove definitive sull'origine dell'oggetto caduto vicino a Kecksburg nel 1965.

 Negli ultimi 25 anni sono emerse alcune informazioni interessanti da fonti indipendenti che suggeriscono la possibilità che ci sia stato qualcuno o qualcosa a bordo dell'oggetto. Ho una mente aperta riguardo all'identità dell'oggetto che cadde nel 1965 vicino a Kecksburg, e non escludo ancora la possibilità di una fonte extraterrestre. Sì, Murphy mi ha mandato una cassetta del programma radiofonico da ascoltare e copiare per la mia ricerca. Gli ho restituito il nastro originale subito dopo averlo ricevuto.  Fu molto tempo dopo la sua morte, quando stavo cercando la mia copia, che non riuscii a trovarla.

 Mi risulta che Murphy era fuori Stato nel 1969 e stava camminando su una strada quella sera, quando fu investito da un'auto. Non ho mai visto alcun collegamento tra il fatto che Murphy sia stato investito da un'auto nel 1969 e la sua indagine sul caso Kecksburg come giornalista nel 1965.

 

BIBLIOGRAFIA:

UFOLEAKS : I DOCUMENTI SEGRETI DELLA CASA BIANCA DA ROOSEVELT A OBAMA – di Larry Holcombe

GLI ALIENI : CONTATTI CON INTELLIGENZE EXTRATERRESTRI – di Johannes Flebag

THE ALIEN ENIGMA - di JP Robinson.

“THE SS BROTHERHOOD OF THE BELL – THE NAZIS’ INCREDIBLE SECRET TECHNOLOGY” di Joseph P. Farrell

“UFOS IN PENNSYLVANIA: ENCOUNTERS WITH EXTRATERRESTRIALS IN THE KEYSTONE STATE” di Patty A. Wilson

DOCUMENTI CONSULTATI

THE KECKSBURG CHRONICLES di Francis Graham

WAS KECKSBURG A GE MARK 2 REENTRY VEHICLE? di John Ventre e Owen Eichler

FLYN SAUCER REVIEW – VOL. 37 N. 1 (PRIMAVERA 1992)

KECKSBURG UFO WITNESS SAYS OBJECT WAS NOT GE MARK 2 REENTRY VEHICLE di Stan Gordon

IUR (International UFO Reporter) Vol.30 N.1

THE LONG ISLAND U.F.O. UPDATE – Vo.2 N.4

THE KECKSBURG UFO CRASH di Preston Dennett

SUNLITE Vol. 3 N.6 (Nov.-Dic. 2011)

O ACIDENTE DE KECKSBURG di Thiago Luiz Ticchetti