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venerdì 7 marzo 2025

CI STANNO TRATTANDO COME DEI BAMBINI
di Osvaldo Carigi

In questo mio primo lavoro dove non intervisto l’ospite di turno, ho pensato di focalizzare la mia attenzione su Donald Keyhoe (*), personaggio che colloco di diritto nel gotha dei ricercatori/ufologi che hanno dedicato/ dedicano la loro vita alla ricerca di una verità quasi sempre scomoda per lo scettico aka debunker di turno. Jerome Clark, altro grande nome dell’ufologia, lo definì una vera autorità nello studio del fenomeno dei dischi volanti specificatamente nel periodo temporale inizio anni cinquanta – metà anni sessanta, durante il quale Keyhoe vide, effettivamente, molte relazioni verificate dall'Intelligence dell'Air Force, “resoconti dettagliati di piloti dell'aeronautica, operatori radar e altri osservatori addestrati che provano la natura degli UFO, velivoli ad alta velocità superiori a qualsiasi cosa costruita sulla Terra.” Keyhoe era un mastino nello scovare i fatti e implacabile nella sua battaglia per la verità e come ha avuto modo di sottolineare Larry Holcombe “Agli albori della ricerca sugli ufo nessun singolo andò tanto vicino quanto lui nel rivelare gli inganni e le menzogne spudorate dell’aeronautica militare sul fenomeno dei dischi volanti.”
(*) specificatamente su una delle più interessanti interviste rilasciate dallo stesso Keyhoe.

Ci troviamo negli studi del canale televisivo ABC dove tra poco andrà in onda il programma “The Mike Wallace Interview”. Wallace è un anchor man famoso per porre domande anche scomode, tanto da meritarsi il soprannome di “Mike Malice”, “Mike il Maligno”. Ospite di questa puntata è il Maggiore in pensione Donald Keyhoe. Canale ABC “The Mike Wallace Interview” - 8 marzo 1958.

Il conduttore introduce la puntata: 
«Buona sera, ci occupiamo di una storia fantastica, la storia dei dischi volanti provenienti da altri mondi che stanno visitando il nostro pianeta, proprio come noi stiamo esplorando lo spazio con i satelliti e i razzi. Il nostro ospite è l’ex marine, il Maggiore Donald Keyhoe (D.K.), che ha il sostegno di decine di uomini d’affari di primo piano, di militari e alcuni scienziati impegnati a dimostrare che i dischi volanti sono reali. Se siete curiosi di sapere il perché delle principali accuse che Keyhoe rivolge all’Aeronautica Militare degli Stati Uniti, che sta deliberatamente illudendoci con un castello di storie sui dischi volanti, se volete sentire la sua stessa testimonianza sul fatto che gli UFO esistono e la sua reazione alla pretesa di due americani che dicono di aver parlato con gli abitanti di Venere, attendete qualche attimo…


(pausa pubblicitaria)

Ed ora per la nostra storia il Maggiore Donald Keyhoe, direttore del Commissione Nazionale per le Indagini sui Fenomeni Aerei (1). Come capo di questo gruppo privato, interessato ai dischi volanti, ha ripetutamente attaccato l’Aeronautica Militare degli Stati Uniti e tutti coloro che sostengono che i dischi volanti non sono altro che voli di fantasia sui marziani o di esseri dalla Luna. Sondaggi indipendenti calcolano che milioni di americani non condividono la sua idea che questi “dischi volanti” provengano dallo spazio».
 Dopo aver presentato il suo ospite, il conduttore inizia l’intervista.
Mike Wallace (M.W.): Maggiore Keyhoe, prima di tutto, lasciate che vi chieda questo: nonostante milioni di individui ci credano, penso sarete d’accordo che la maggior parte delle persone negli Stati Uniti non pensano che i dischi volanti provengano dallo spazio esterno. Probabilmente ritengono, come il giornalista Bob Considine (2), cito le sue testuali parole, che i dischi volanti sono prodotti di «burloni, mezzi pazzi, che cercano pubblicità, fanatici e rompiballe». Cosa ne pensa di ciò che dice Considine? Donald Keyhoe (D.K.): «Beh, credo di sapere da dove ha attinto, dal colonnello Watson dell’Air Technical Intelligence Center di Dayton. In realtà, il colonnello è andato anche un po’ oltre, affermando che dietro ad ogni avvistamento c’era un idiota, un pazzo o un fanatico religioso. Ciò comprenderebbe un sacco di piloti di alto rango dell’Aeronautica, per inciso, e capitani di compagnie aeree, molte persone che si sono esposte nel dichiarare di aver visto questi oggetti. Ma, è solo la politica seguita dall’Aeronautica».
M.W.: Bene, ora, non sta suggerendo che Bob Considine è al soldo delle Forze Aeree? Lui è un giornalista indipendente con una notevole fama…
D.K.: «Mi riferivo al colonnello. Non ho rispetto per Bob Considine». 
M.W.: Nonostante il fatto suggerisca che i “responsabili” siano burloni, mezzi pazzi e rompiballe? D.K.: «Beh, posso dimostrare, in qualsiasi momento, che esiste un elenco di circa ottocento testimoni, alcuni dei quali grandi nomi del trasporto aereo, che comprendono fino al grado di colonnello dell’Aeronautica. Sono ancora in carica e sono ancora impegnati nel trasporto di passeggeri, ma non sono mai stati lasciati a terra. Sono piloti di linea o sono uomini radar, notte dopo notte, anche in caso di maltempo. Se sono rompiballe e incompetenti, perché sono ancora in servizio?».
M.W.: Maggiore Keyhoe, da dove pensa che provengano i dischi volanti?
D.K.: «Non lo so. Vi è un’ipotesi che Marte potrebbe essere utilizzata come base. Non voglio dire che hanno origine proprio da lì, ma ogni volta che Marte si è “avvicinato”, negli ultimi dieci anni, c’è stato un notevole aumento di avvistamenti di dischi volanti. E ciò è stato detto ufficialmente. Infatti, c’è stato un progetto ufficiale sulla base del quale fu installata una stazione di osservazione in Canada».
M.W.: Lei dice che c’è un progetto ufficiale canadese. Che cosa s’intende per ufficiale?
D.K.: «Sto parlando del “Progetto Magnete” in base al quale hanno istituito un osservatorio a Shirley Bay per studiare questi oggetti.».
M.W.: Che fine ha fatto il progetto? Lei dice che c’è stato…
D.K.: «Sì. Ha funzionato per circa un anno e avevano captato un segnale col gravimetro, che ha indicato che qualcosa... un oggetto molto grande si era portato lì, ma alla fine hanno deciso che i soldi da investire erano troppi, suppongo».
M.W.: Chi avrebbe mai pensato che fossero spesi troppi soldi sul progetto se c’erano dei risultati?
D.K.: «Un sacco di gente ci sta lavorando ancora su, nel “tempo libero”, e alcuni funzionari del governo stanno ancora mantenendo il riserbo sulle informazioni in Canada, proprio come avviene qui».
M.W.: Qual è la sua teoria? In altre parole, ci suggerisce che provengono da Marte o da altri pianeti, da altri sistemi solari, forse, da tutto l’universo. È corretto?
D.K.: «Sì, e molti scienziati sostengono la stessa cosa».
M.W.: E per quanto riguarda il tipo di persone o il tipo di esseri che volano su questi dischi?
D.K.: «Beh, entriamo nella speculazione… Willy Ley (3) ha recentemente dichiarato che gli invasori dallo spazio sarebbero come l’uomo della porta accanto, e le sue ipotesi potrebbero essere giuste. Ma la maggior parte dei migliori scienziati ha affermato che c’è un’alta probabilità che gli esseri di altri mondi non siano come noi, anche se alcuni di loro, invece, potrebbero esserlo. Il dottor Howard Shafly, per esempio, ha detto che con tutta probabilità ci sono almeno un centinaio di milioni di pianeti abitati nell’universo. E Mansel, che non crede ai dischi volanti, dice a tutti che esiste un numero molto più alto di pianeti che sarebbero come la Terra di quello che ipotizziamo, e che se su di essi l’evoluzione abbia avuto inizio nella stessa epoca che avvenne da noi. Dunque, si potrebbe essere in presenza dello stesso tipo di abitanti».
M.W.: Cosa pensa delle intenzioni di queste “persone”, in mancanza di una definizione migliore su cosa siano questi dischi volanti?
D.K.: «Bene, non c’è stata alcuna evidenza di qualche tipo di ostilità durante gli ultimi dieci anni, per quello che noi chiamiamo il volto moderno del fenomeno. Ci sono stati avvistamenti anche prima. Si sono verificati alcuni incidenti: un pilota dell’Aeronautica Militare inseguì uno di questi oggetti, uno di loro nel ‘48 e due altri piloti nel ‘53 sono scomparsi inseguendone uno nei pressi del Lake Superior. Ma, io penso che quelli furono soltanto degli incidenti».
M.W.: Solo incidenti. Perché non cercano di comunicare con noi? Qual è la sua teoria in proposito? D.K.: «Beh, seguirò alcune delle teorie che il personale dell’Aeronautica mi ha riferito... che mi suggerirono nel ‘52 e ‘53, in un momento in cui c’era una sorta di collaborazione… ho avuto un sacco di ottimi amici nell’Aeronautica a quel tempo, e la politica era di fornire le informazioni. Stavano per comunicare alla gente tutte le informazioni di cui erano in possesso. La teoria era che questi esseri, forse, erano tanto diversi da noi che la comunicazione sarebbe stata una cosa molto difficile. Per esempio, potevano non comprendere i suoni dei nostri discorsi. Questa è una risposta. E un’altra ancora: potrebbero non essere in grado di vivere nella nostra atmosfera. D’altronde noi per andare sulla Luna dovremo indossare tute spaziali, oppure costruire edifici climatizzati. E ci potrebbe essere un altro gran numero di fattori simili a questi».
M.W.: Beh, si pensa che loro siano qui, quando li potremmo vedere e loro potranno vedere noi?
D.K.: «Penso che sia una probabilità a lungo termine».
M.W.: A lungo termine?
D.K.: «Esatto».
M.W.: E ancora, nessun tentativo, per quanto si sappia, di comunicazione con noi?
D.K.: «Ci sono state rivendicazioni di comunicazione, ma la maggior parte di queste sono state individuali. L’Aeronautica non ha ammesso che ce ne sia mai stata una e non so... la nostra commissione non ha trovato alcun caso che consideriamo come assolutamente probante».
M.W.: Va bene. Ora, passiamo all’altro punto di vista, se posso, a quello dell’Aeronautica. Sono d’accordo, senza dubbio gli oggetti sono stati visti in cielo, ma l’Aeronautica ha affermato più e più volte… prendo una citazione di Richard Horner, assistente segretario dell’Aeronautica Militare per la ricerca e lo sviluppo: «A parte una piccola percentuale dei rapporti sugli oggetti volanti non identificati, tutti sono stati definitivamente attribuiti a fenomeni naturali che non sono né misteriosi né terribili». Abbiamo palloni meteo, miraggi, fenomeni celesti comuni come meteore o aerei... Che ne pensa?
D.K.: «Le risponderò, ma mi piacerebbe farlo per punti. Nel 1947, l’ATIC di Dayton, composto dai migliori uomini dell’Intelligence dell’Aeronautica e scienziati sotto contratto, ha inviato documenti segreti al Comandante Generale delle Forze Aeree, affermando che tutto ciò che si diceva su questi oggetti era reale. Nel 1948, l’ATIC, lo stesso gruppo, ha inviato una stima della situazione “Top-Secret” al Comandante Generale, Roy Vandenburg, dichiarando che si trattava di astronavi interplanetarie. Nel 1952, fu fatta un’analisi sull’intelligenza delle manovre di questi oggetti, attraverso osservazioni radar, triangolazioni, fotografie radar. E nel ‘53 la CIA e l’Aeronautica Militare sedevano a un tavolo speciale di lavoro con scienziati, al Pentagono, che dicevano loro cosa fare. E dopo tutto ciò, questo gruppo affermò: “Non abbiamo alcuna prova che questi oggetti esistano, non una prova scientifica, ma abbiamo molti casi, sostanzialmente “forti”. Vi consigliamo di attivare indagini quadruple, l’istituzione di posti di osservazione particolari e di informare, nel frattempo, il popolo americano”. Ora, ci sono quattro documenti che sono rimasti a “silenti” per tutto questo tempo… hanno speso un sacco di soldi per indagare sui dischi volanti. E poi? Se non esistono, perché questi costi? Perché la squadra di investigazione corre ogni volta che c’è un avvistamento?». 
Per introdurre la domanda successiva, Wallace fa una breve digressione:
M.W. Lei ha menzionato quattro documenti che sostiene esistere. Già in passato, ne abbiamo sentito parlare da lei. Abbiamo letto i vostri rapporti, in cui si parla dell’esistenza di tali documenti. Quindi, abbiamo interpellato l’ATIC presso il Pentagono in questa settimana e questo è ciò che ci è stato comunicato ufficialmente da loro: “Tre dei quattro documenti cui il Maggiore Keyhoe si riferisce, semplicemente non esistono. Il quarto documento esiste ed è possibile averne una copia, signor Wallace, e si può osservare che non riporta ciò che sostiene Keyhoe”. Ne abbiamo una copia. Il documento dell’Aeronautica dice questo: “Il gruppo di lavoro raccomanda alle agenzie di sicurezza nazionali di prendere provvedimenti immediati per togliere agli UFO lo status speciale che gli è stato concesso e l’aura di mistero che purtroppo hanno acquisito. Si consiglia un programma integrato per rassicurare il pubblico della totale mancanza di prove che dietro tali fenomeni vi siano forze ostili”. E ancora, come faccio notare, il segretario Horner dice semplicemente che non è così. Mi domando: perché?». Il nocciolo della questione, Maggiore Keyhoe, a quanto pare, è il seguente: perché crede che l’Aeronautica Militare affermi che non sta succedendo nulla? È un’accusa abbastanza seria quella che lei sostiene.
D.K.: «So che è così».
M.W.: Accusate il Governo degli Stati Uniti che sta nascondendo al popolo americano importanti informazioni. Perché? Quale sarebbe il motivo per non comunicarci questo tipo di informazioni?
D.K.: «Beh, le rispondo, ma mi piacerebbe anche poter mostrare le prove di ciò che stanno nascondendo. La motivazione che mi è stata data, quando lavoravano con me nel ‘52 e nel ‘53, era la paura dell’isteria collettiva. Ricorderete la trasmissione di Orson Welles... anni addietro, quando spaventò la gente con l’idea di un’invasione dei marziani. Poi, c’è anche il timore dello sconvolgimento delle organizzazioni religiose, che era un fattore minore ma anch’esso comportava una certa preoccupazione. Ancora dopo, si temeva che gli incidenti occorsi agli intercettori che avevano inseguito questi oggetti e che si erano perduti o si erano schiantati, potevano essere considerati come una prova di ostilità. Ora, io non avrei mai impegnato il mio nome se si fosse trattato solo di un parere personale. Ho parlato e ho letto le segnalazioni di centinaia di piloti e degli uomini “radar”, piloti di missili, inseguitori, che hanno visto questi oggetti. E alcuni di loro hanno nomi di una certa rilevanza - […] omissis […] - Possiedo una copia del Rapporto Speciale 14, che è la loro Bibbia su questo. Nella parte finale c’è una tabella che mostra 302 casi esaminati dei quali il 19,5% sono irrisolti. E ammettono che sono ancora irrisolti. Se si sommano quelli che hanno raccolto da allora in poi raggiungiamo il 12% delle relazioni e queste provengono dalle migliori fonti possibili».
M.W.: Bene ora, aspetti un attimo… utilizzerò i vostri dati. Il Dipartimento della Difesa ha rilasciato un bollettino ufficiale il 5 novembre 1957, affermando che dal giugno del ‘55 al giugno del ‘57, un periodo di due anni, solo una frazione del 2% di tutte le indagini sugli oggetti non identificati doveva essere indicato come sconosciuto. La vostra percentuale è?
D.K.: «Qual è il periodo?».
M.W.: Dal ‘55 al ‘57. Gli altri “fenomeni” sono stati considerati palloni, aerei, truffe e una categoria di circa il 12%, classificati con “informazioni insufficienti”, il che significa che la relazione era così inconsistente che non c’era semplicemente nulla da indagare. Devo confessare che non mi hanno certamente mostrato alcun materiale classificato, ma hanno aperto i loro archivi molto volentieri per la preparazione del programma di questa sera e ci hanno fornito una prova molto convincente, Maggiore Keyhoe, che in gran parte... per il 99,44% si tratta di bufale.  
D.K.: «Bufale?».
M.W.: Bene, quando dico bufale...
D.K.: «Sta parlando di un sacco di buoni piloti, dei burloni?».
M.W.: No, no, scherzo. Solo... la ringrazio per avermi corretto, non solo per le bufale, ma, diciamo, disinformazione o avvistamenti di oggetti che sembrano essere una cosa, ma in realtà sono un’altra. Sono contento che mi abbia corretto sulle bufale. Ma, lei ha menzionato il dottor Donald Menzel, professore di astrofisica ad Harvard. Ora, penso che sarete d’accordo che è uno dei più illustri astrofisici del mondo. Non è forse così?
D.K.: «Penso che ci siano altri che abbiano uguali capacità, però non sono d’accordo con lui».
M.W.: È uno dei più illustri astrofisici del mondo, credo che possiamo essere d’accordo su questo. In ogni caso, egli sottolinea che i piloti non sono esperti di…, che loro come altri, possono vedere dischi volanti, quando è solo, per dirla con le sue parole «un “piatto” che qualcuno fa muovere nell’aria». Ma, ancora una volta, torniamo al punto... il punto più importante, Maggiore Keyhoe: perché l’Aeronautica...? Perché sarebbe il governo degli Stati Uniti a non divulgare le informazioni ai cittadini americani? Per quale motivo?
D.K.: «Perché ci stanno trattando come dei bambini, allo stesso modo che per la “bomba H”, in un primo momento, così come lo hanno fatto su altro. Ora, io non sto attaccando l’Aeronautica Militare degli Stati Uniti. Io sto attaccando un piccolo gruppo che costantemente nasconde cose al pubblico, proprio come ha fatto per altre. Per molto tempo non si poteva nemmeno parlare dell’idea che si potesse essere colpiti da missili sottomarini dal Golfo o da entrambe le coste. Lo sapevo da anni e anni e ho cercato di farlo emergere, ma col tempo mi sono scoraggiato. Ora, lei ha menzionato questo... la negazione di questi documenti. A tal proposito, gradirei raccontarle ciò che è accaduto all’Armstrong Circle Theatre (4). Avevo richiesto che si toccassero alcuni punti nel programma e mi è stato negato, in primo luogo dallo sceneggiatore. Più tardi, alcuni membri del nostro consiglio di amministrazione hanno insistito e abbiamo ottenuto l’inclusione di quei punti. Così ho detto: “Non vado in onda se non ci sono quegli argomenti”. Hanno detto che andava bene. Quindi, il copione è stato completamente riscritto. Ora, quelle parti erano nel copione com’era stato provato. Ma quando, in occasione della seconda prova è intervenuta l’Aeronautica Militare… videro i fogli del ciclostile e i rappresentanti dell’Aeronautica, con l’accordo dello sceneggiatore dell’Armstrong, dissero che avrebbero negato in diretta, anche se ciò significava mettere in cattiva luce il capo del progetto. Ora, la fonte era il capitano Edward Ruppelt, che è stato a capo del Progetto “Blue Book” per due anni, e a quel tempo godeva di buona considerazione da parte del presidente Truman, informato su queste cose. Lui era l’uomo di punta, il rango non significa nulla, era l’esperienza che contava. Bene, lui disse che questi oggetti esistevano, l’ha scritto in un libro che è stato autorizzato dal servizio di sicurezza dell’Aeronautica. Il 5 dicembre 1955, è stato rimosso. È nel suo libro. Non è mai stato portato davanti alla Corte Marziale, però... Beh, io sono qui, e se vuole che le sue telecamere inquadrino questo… questo è un foglio tratto dal copione dell’Armstrong Theater che è stato eliminato. Questo è quello che è stato tagliato, e mi fu detto che non poteva essere trasmesso. Ora c’è stata una censura, un’intimidazione. Questo può essere abbinato con gli altri fogli del copione dell’Armstrong Circle su macchina da scrivere e gli esperti potranno dimostrarlo... hanno ordinato di stralciarlo». 
M.W.: Sono certo che la gente le crede. L’unica cosa è che… la mattina dopo, ricordo distintamente la lettura di un vostro rapporto, Maggiore Keyhoe, non fu soggetto a nessuna censura, non fu esercitata pressione di nessun tipo...
D.K.: «Mi dispiace, signor Wallace, che... conosco la dichiarazione quasi a memoria. Ho detto che la CBS e quelli dell’Armstrong non erano da biasimare per avermi tagliato quando ho cercato di parlare del fatto che al Senato stavano lavorando in segreto. Non ho mai parlato di questo, quella notte a nessuno, perché avevo promesso che non l’avrei fatto in onda... davanti agli spettatori dell’Armstrong. È stato tolto e io farò questo: pregherò l’Aeronautica degli Stati Uniti di reintegrarmi in servizio attivo nel Corpo dei Marines per condurmi difronte alla Corte Marziale, se questo non è sufficiente».
M.W.: Maggiore Keyhoe, ho capito che lei ha tre rapporti... li ha attualmente in archivio, sono nuovi? A suo parere, potrebbero convincere ogni persona in questo paese che i “dischi volanti” sono un dato di fatto. È corretto?
D.K.: «Dovrebbe convincere un sacco di gente in virtù dei nomi coinvolti»
M.W.: Ce li dica…
D.K.: «Ho detto al suo intervistatore a Washington che non avrei potuto citare i nomi perché erano troppo conosciuti, uno di essi è un grande scienziato in questo paese noto a tutti».
M.W.: Ma, perché non avrebbe voluto la sua...?
D.K.: «Perché ha paura di essere ridicolizzato pubblicamente».
M.W.: Ha paura di essere ridicolizzato?
D.K.: «Esatto».
M.W.: Più paura che di un’eventuale allerta del paese per un grave pericolo nazionale?
D.K.: «Sareste sorpresi di quante persone ci inviano rapporti e dicono: “Si prega di considerare il mio nome confidenziale”. Le consegno un rapporto che ci è pervenuto, il nome deve essere tralasciato. Nel 1951 un UFO circolò nei pressi della flotta in acque coreane. Viaggiava ad alta velocità e furono lanciati molti aerei per tentare di intercettarlo. Su di esso fecero una chiusura radar, cioè era il radar a guidare gli aerei verso l’oggetto. Questo è stato ripreso dai radiolocalizzatori e da quattordici navi da guerra. Quest’oggetto si librò per una mezz'ora e più. Poi decollò a una velocità di mille miglia all’ora. Il rapporto è stato certificato e nove membri del nostro consiglio di governo lo hanno visto e firmato, e hanno convenuto che l’avevano visto e che ne avevano approvato il contenuto. Vi è un altro rapporto che è appena pervenuto da quattro dei migliori disegnatori missilistici o ingegneri di uno dei grandi impianti in questo paese. Hanno visto un oggetto di forma ellittica e due piccoli oggetti a forma di disco rotondo che volavano sopra la California, l’11 novembre 1957, a una velocità di almeno cinquemila chilometri l’ora. Questi uomini sono ben qualificati, sanno quello che hanno visto, alla luce del sole senza alcuna nuvola in cielo. Ci sono stati casi, poi, in cui l’Aeronautica ha sparato contro questi oggetti. Ora, se non c’è nulla, se non esistono, perché si spara contro di loro? Lei ha citato il signor Horner. Il giorno dopo il signor Horner ha detto che l’Aeronautica non nascondeva nulla. Il capitano Gregory Oldenburg, un ufficiale d’informazione pubblica a Langley Field, si è rifiutato di lasciare una dichiarazione da inserire nel “Flier Base Langley”… il loro giornale, e chiese a chiunque fosse interessato agli UFO di comunicarlo per formare un piccolo gruppo. Egli disse: “Devo rifiutarmi di farlo, perché la diffusione di informazioni sugli UFO è contraria all’ordine dell’Aeronautica Militare in vigore con il regolamento 200-2”. Ho qui una copia, nel caso volesse verificare». 
Prima della pausa pubblicitaria Wallace sottolinea a Keyhoe:
M.W. È ciò che le hanno detto... Ora, vorrei chiederle di George Adamski e Howard Menger. Negli ultimi anni milioni di appassionati di dischi volanti sono rimasti entusiasmati dalle storie di questi due uomini. Entrambi affermano di aver visto i dischi volanti. Menger ha affermato di essere stato sopra uno di questi con alcune creature di Venere. Adamski dice che ha parlato con un abitante di Venere nel deserto della California. Mi piacerebbe conoscere la sua reazione a queste storie. Ma ci arriveremo tra solo sessanta secondi»
(pubblicità).
M.W.: Va bene maggiore, parliamo di George Adamski e Howard Menger, gli uomini che sostengono di aver parlato con gli esseri provenienti da Venere. Menger sostiene che ha anche fatto un giro su un disco volante. Non ci crede?
D.K.: «No».
M.W.: Pensa che siano dei burloni?
D.K.: «Non possono essere accettate eventuali segnalazioni di questi cosiddetti contattisti senza ulteriori prove. Abbiamo chiesto di esporre le loro storie e di sottoporsi a test di veridicità. Noi non li buttiamo via, abbiamo semplicemente detto: “Vi daremo una possibilità”. Penso che sia la parte meno importante della faccenda. La parte più importante è il peso delle prove di centinaia di persone competenti. Vorrei citarne alcuni: il capitano Richard Case dell’American Airlines, il capitano CS Charles della Eastern Airlines; i capitani T. Kravitz e Robert Dickens della TWA, il colonnello Don J. Blakesly dell’US Air Force, un altro tenente colonnello. Ho una lista di persone che sanno il fatto loro, sono ancora in servizio, sono ancora in volo...».
M.W.: Maggiore Keyhoe, cosa le piacerebbe fosse fatto che ancora non sia stato intrapreso sulla questione UFO? Quali iniziative vorrebbe fossero portate avanti?
D.K.: «Penso che gli americani dovrebbero scrivere al deputato che hanno votato per rappresentarli e che dovrebbero insistere nel richiedere di indire audizioni pubbliche in merito della Commissione del Senato... una Commissione permanente sulla gestione del Governo, che si sta cercando di ottenere da sei mesi».
M.W.: Un portavoce dell’Aeronautica ci ha detto, la scorsa settimana: “I membri della sottocommissione del Senato hanno già parlato con noi e non hanno mostrato interesse nel condurre le audizioni su questo tema”
D.K.: «Ho parlato con il principale investigatore nelle ultime due settimane. Gli ho fornito molte informazioni e dati su un caso, dove un aereo di linea fu spedito a inseguire uno di questi oggetti e i passeggeri sono stati tenuti all’oscuro per tutta la durata della vicenda. Questo coinvolge due agenzie statali, inoltre l'Aeronautica Militare ha rifiutato di rilasciare un rapporto. Ed io le dirò questo: se lei potesse ottenere... se la Commissione dovesse trovare Ruppelt, il Maggiore Fornay, molti colonnelli di quel periodo, il Generale Maggiore Garland che era nel progetto, ci sarebbero grosse rivelazioni, perché l’Aeronautica militare sta semplicemente trattando il popolo americano come dei bambini. Loro non ne hanno fiducia».
M.W.: La cosa si fa interessante, Maggiore. Gli Stati Uniti e la Russia hanno iniziato a inviare satelliti verso il cielo e presto si potrà raggiungere la Luna con un razzo, forse anche Marte. Lei crede che le creature provenienti dallo spazio abbiano altre stazioni spaziali su Marte? Cosa succederà quando inizieremo a “sparare” razzi verso la Luna o su Marte? 
D.K.: «Tale questione è già stata sollevata. Ci aspettiamo di sbarcare nuovamente sulla Luna entro i prossimi cinque anni. È possibile che vi sia già una base là. Non dico che ci sia qualche prova di ciò…». M.W.: È possibile si scateni una guerra interplanetaria quando inizieremo a inviare i nostri razzi sulla Luna e su Marte?
D.K.: «Nel 1955, il generale Douglas McArthur ha detto che la prossima guerra sarebbe stata interplanetaria e che avremmo dovuto unirci contro abitanti provenienti da altri pianeti...».
M.W.: Un’ultima domanda, maggiore Keyhoe: ha mai visto un disco volante?».
D.K.: «L’ho visto e l’ho seguito sul radar, ma preferisco dare attenzione alle affermazioni dei circa 800 tra i migliori testimoni in questo paese e all’estero».
M.W.: Ma, lei non ha mai visto un disco volante?
D.K.: «Sono stato solo un attento cronista. Durante la mia lunga indagine su questi strani oggetti, ho visto molte relazioni verificate dall’Intelligence dell’Air Force, resoconti dettagliati di piloti dell’Aeronautica, operatori radar e altri osservatori addestrati che provano la natura degli UFO, velivoli ad alta velocità superiori a qualsiasi cosa costruita sulla Terra» (5).

NOTE
1 - La Commissione Nazionale Indagini dei Fenomeni aerei (NICAP) fu costituita nel 1956. Conobbe il suo apice intorno agli anni ‘70, dopo il quale subì un graduale declino. La NICAP fu presieduta dal maggiore Keyhoe a partire dal 1967. Le sue attività sono state acquisite dal Centro per gli Studi sugli UFO (CUFOS) fondato da Joseph Allen Hynek.
2 - Bob Considine, giornalista americano che si è sempre definito scettico, nel gennaio del 1951 scrisse un articolo su “Cosmopolitan” dal titolo “The Disgraceful Flying Saucer Hoax” (“Il Disgraziato Imbroglio dei Dischi Volanti”), criticando i più famosi avvistamenti UFO di quell’epoca, tra cui quello testimoniato da Nick Mariana nell’agosto del 1951, che era riuscito anche a produrre un filmato. Considine, nel suo articolo affermò che il testimone era un mentecatto in cerca di pubblicità. Tali appellativi indussero Mariana a denunciare il giornalista per diffamazione.
3 - Willy Ley fu scrittore e divulgatore scientifico principalmente interessato alla missilistica, dopo essere venuto a conoscenza dei progetti sull’esplorazione spaziale di Hermann Oberth.
4 - La “Armstrong Circle Theatre” è una trasmissione televisiva nata all’inizio degli anni ‘50. Una delle più longeve. Lo stile della serie era il docufilm, con parti narrate e altre interpretate da attori. Tra di essi si annovera anche un giovanissimo Paul Newman. Dal 1957 la trasmissione fu prodotta dalla CBS. Il 22 gennaio 1958, Donald Keyhoe apparve come ospite nella puntata dal titolo “UFO: The Enigma of the Skies” (“UFO: l’Enigma dei Cieli”). Anche il Prof. Menzel fu intervistato nella stessa occasione.
5 - «Dire che fosse una spina nel fianco sarebbe assolutamente riduttivo; era invece un mastino nello scovare i fatti e implacabile nella sua battaglia contro la segretezza che circondava gli ufo. Mentivi a Keyhoe e te lo ritrovavi addosso» (“UFOLEAKS I documenti segreti della Casa Bianca da Roosevelt a Obama” di Larry Holcombe).
 


 Donald Keyhoe

domenica 22 dicembre 2024

 

ET A WRIGHT-PATTERSON E.. ALTRO

di Osvaldo Carigi
 
Osvaldo Carigi: Una delle questioni maggiormente “gettonate” nella investigazione ufologica è quella relativa alla presenza in basi militari di navi spaziali e corpi alieni, morti e/o vivi, recuperati/prelevati a seguito di negatissimi ufo-crash. La quasi totalità  dei ricercatori ha spesso presentato nei loro lavori editoriali ma anche nel corso di tour conferenziali, documentazioni atte a dimostrare, “in primis” ai soliti scettici, che certe scomode “verità” devono essere prese in seria considerazione. Durante le mie interviste, mi sono spesso imbattuto nella tematica in argomento ricevendo sempre interessanti risposte che mi hanno confermato la certezza di un segreto che oramai non è più tale. E come se ce ne fosse stato bisogno ho avuto ulteriore conferma di tale assunto da Raymond Szymanski un ingegnere elettronico, ora ricercatore ufologico, che ha lavorato quasi quarant’anni nella più importante e famosa, soprattutto per addetti ai lavori e appassionati di UFO, base aerea militare degli Stati Uniti: Wright-Patterson Air ForceBase di Dayton (Ohio).
Szymanski è autore di due interessantissimi libri frutto delle sue indagini su importanti casi. Nel primo dei suoi lavori editoriali “Fifty Shades of Greys: Evidence of Extraterrestrial Visitation to Wright-Patterson Air Force Base and Beyond” (recentemente reintitolato “Alien Shades of Greys: Evidence of Extraterrestrial Visitation to Wright-Patterson Air Force Base and Beyond”) presenta una sua interessante testimonianza che tratterò con lui nel corso di questa intervista. Ma non solo,  nel corso della stessa avrò modo di chiedergli un commento su altri tre casi che argomenta nel predetto libro. Andiamo a cominciare.
Osvaldo Carigi: Ciao Ray, grazie innanzi tutto per la tua disponibilità. Voglio subito togliermi una curiosità riguardo il tuo background di ufologo: prima della tua esperienza nella succitata base aerea, ti interessavi agli UFO? Te lo chiedo perché nel libro affermi che a seguito del colloquio rivelatore avuto con un tuo collega (di cui tratteremo in seguito) non fosti più lo stesso.
Raymond Szymanski Ero interessato al programma spaziale statunitense in via di sviluppo negli anni '60, ma non ricordo alcun interesse o conoscenza dell'argomento "alieno" fino a quando il mio mentore "Al" non me ne parlò nel 1973.
Osvaldo Carigi: Il colloquio con “Al” avvenuto all’interno di Wright-Patterson, durante la tua prima settimana di lavoro nella base, iniziò con una sua domanda  che ti portò a pensare di avere di fronte un collega che beveva in servizio mentre rispondevi che non avevi assolutamente idea di cosa stesse parlando. Ray, il tuo “mentore” ti disse che nella base erano stati portati alieni e un disco volante, recuperati da un incidente avvenuto verso Ovest… L’UFO-crash di Roswell?
Raymond Szymanski Al non ha specificato. Poiché molti giornali contemporanei (vedi nota) hanno riferito che i rottami di Roswell sono andati a "Wright Field", presumo che sia questo l'evento a cui si riferiva.
 
nota Che Wright-Patterson celasse (cela tutt’ora?) nei suoi interni corpi alieni e velivoli spaziali non era proprio un segreto per chi si interessa di UFO, tant’è che anche io nel corso delle mie interviste e ricerche documentali per il mio libro “voci da Roswell”  più di una volta mi è stato detto/ho letto che questa base era la destinazione finale di corpi alieni e velivoli spaziali.
 
Osvaldo Carigi: Nel tuo libro riporti di aver visto molti dei potenziali tunnel dove si diceva venissero tenuti alieni e UFO. Hai visto qualcosa o hai indovinato che c’era qualcosa?
Raymond Szymanski Non ho visto nessun alieno in una cella della base. Tuttavia, Jesse Marcel, Thomas Dubose e i giornali hanno tutti detto che il materiale dell'incidente è stato inviato a Wright Field. Personalmente sono convinto al 100% che i rottami metallici sono stati inviati a Wright Field nel 1947 in ragione delle testimonianze fornite dal maggiore Marcel e dal generale DuBose. Sono molto meno sicuro degli "alieni", poiché non c'è un livello equivalente di testimonianza disponibile.
Osvaldo Carigi:  Secondo te ”Wright-Patterson ospita effettivamente entità e oggetti di natura aliena?
Raymond Szymanski Non posso confermare che abbiano alieni e dischi volanti. Tuttavia, hanno tutto il personale necessario, la tecnologia, le strutture, il denaro, ecc. per valutare e sfruttare eventuali alieni e rottami che potrebbero essere portati lì. Se avessero bisogno di attrezzature o personale aggiuntivo, potrebbero certamente procurarselo lo stesso.
Osvaldo Carigi: Cosa pensi sia caduto nei pressi di Roswell nel luglio del 1947? Un UFO o, come sostenuto principalmente dalle autorità militari  inizialmente un comune pallone-sonda e poi un pallone del progetto Mogul?
Raymond Szymanski  Tendo a credere a ciò che il maggiore Jesse Marcel disse: "Non era di questo pianeta".
Osvaldo Carigi: Cosa pensi dell’Area 51? Al pari di Wright-Patterson potrebbe celare nel suo interno “scomode” realtà ufologiche?
Raymond Szymanski  L'Area 51 sarebbe un buon posto per tenerle segrete.
Osvaldo Carigi Aderendo con squisita cortesia ad una mia specifica richiesta, Ray mi ha autorizzato a riportare il testo del colloquio (menzionato all’inizio di questa intervista e contenuto nel libro “Alien Shades of Greys: Evidence of Extraterrestrial Visitation to Wright-Patterson Air Force Base and Beyond”) da lui avuto con il suo collega Al all’interno della base aerea Wright-Patterson. Nel presentarla, Ray afferma che è rimasta incisa in modo indelebile nei recessi della sua mente con la conseguenza che da allora non è stato più lo stesso. Personalmente non ho difficoltà ad ammettere che chiunque, al suo posto, sarebbe rimasto quanto meno sorpreso (per usare un eufemismo) da certe rivelazioni totalmente inaspettate.
 
Al:      Hai sentito parlare dei nostri alieni?
Ray:    Che cosa?!
Al:      Lo sai, gli alieni presenti qui nella base.
Ray:    Non ho proprio la più pallida idea di cosa tu stia dicendo. (In un primo momento ho avuto il sospetto che il personale della base bevesse in servizio).
Al:      Si, c’è stato un UFO-crash nell’Ovest, sono stati recuperati corpi alieni, il velivolo e portati qui.
Ray:    Vi sono dei tunnels qui?
Al:      Si, tutto intorno alla base.
Ray:    Possiamo andare a vedere questi alieni ricoverati in questi tunnels?!          
Al:      Veramente no.
Ray:    Perché no?
Al:      Perchè è un segreto. Solo poche persone sono autorizzate a vedere quella roba.
Ray:    Se è un segreto, come mai tu ne sei venuto a conoscenza?
Al:      Tutti quelli che lavorano qui alla base lo sanno
 
Raymond Szymanski: Ero stordito. Io, giovane studente con rapporto di collaborazione, appena alla prima settimana di lavoro in un piccolo, selezionato gruppo di 10.000 persone, avevo appreso il loro più incredibile segreto di sempre! Nella base vi erano corpi alieni e un UFO custoditi in tunnels sotterranei! Adoro questo posto! Un po' preoccupato che 10.000 persone potessero non essere in grado di mantenere collettivamente il “coperchio” su questo segreto, feci una domanda di troppo.
 
Ray:    Al, alla luce di quanto mi ha appena detto, può dirmi qual è la tua definizione di "segreto"? E guardandomi come se avessi appena mangiato della cacca, rispose:
Al:      Credo che per ora sia sufficiente, e non sto né "confermando" né "negando" che abbiamo degli alieni. Quindi è meglio tornare al lavoro.
 
Raymond Szymanski:          Per i successivi quarant'anni ho avuto decine se non centinaia di brevi conversazioni sul "segreto" che mi era stato rivelato durante la mia prima settimana alla base. La maggior parte delle risposte erano simili a quanto mi venne detto all'inizio: "Oh sì, li abbiamo. Sono nei tunnels". Le decine di dipendenti della base con cui ho parlato, militari ed ex dipendenti della base, militari e civili, ufficiali generali di livello GS-5, concordano umanamente sul fatto che Wright-Patterson è il luogo logico per la valutazione di tali elementi. Tuttavia, concordano anche sul fatto che se questi materiali vennero davvero portati nella base, è anche logico pensare che da allora siano stati spostati in altri luoghi per un utilizzo avanzato. Tendo a concordare in qualche modo, ma non del tutto, con questa opinione
Osvaldo Carigi: Nel tuo libro oltre a Wright-Patterson indaghi su tre importanti casi: Exeter, Travis Walton, Rendlesham Forest. Iniziamo dal primo verificatosi nel 1965 nei pressi della cittadina di Exeter (New Hampshire-USA). Indubbiamente il grande oggetto volante con cinque luci rosse, protagonista principale della vicenda, venne visto e testimoniato nella notte del 3settembre dal diciottenne Norman Muscarello, dai poliziotti Eugene Bertrand, David Hunt e da una signora trovata in stato di choc dentro la sua auto proprio da Hunt mentre questi era in servizio. Successivamente lo stesso Hunt vide passare un bombardiere B-52 ed ebbe a specificare che non era possibile confrontarlo con l’oggetto visto precedentemente. Nonostante però queste testimonianze, le autorità militari rilasciarono un comunicato nel quale l’oggetto volante visto dal quartetto di testimoni era parte di una esercitazione dell’U.S. Air Force denominata “Big Blast”. Si parlò anche di un aereo cisterna e addirittura di uno scherzo. Insomma, sempre è accaduto (e accade) nella stragrande maggioranza dei casi, l’ufficialità smentiva categoricamente ogni possibile versione ufologica.
Ray, qual’è la tua opinione su questo incidente?
Raymond Szymanski  Sì, è un classico caso in cui l'Aeronautica Militare statunitense ha ignorato tutte le testimonianze e si è inventata una scusa molto debole; così debole, infatti, che il messaggero è stato quasi bruciato sul rogo dalle persone a cui è stato consegnato il messaggio mentre erano sedute sul campo in attesa del ritorno dell'UFO.
Credo che Exeter sia uno dei migliori casi di UFO di sempre per i seguenti motivi:
1)        Testimonianze altamente attendibili;
2)        Il libro “The incident at Exter” che “catturò” tempestivamente le prove testimoniali
3)        Exter avvenuto nel 1965 non è stato “influenzato” dal caso Roswell che divenne importante solo a partire dal 1978.
Osvaldo Carigi L’incidente di Travis Walton (avvenuto nella Apache Sitgreaves National Forest, vicino Snowflake-Arizona, il 5 novembre del 1975)  pur presentando serie credenziali di autenticità venne, dai soliti scettici/debunker e dalle autorità locali, sospettato di essere una “montatura” orchestrata dai protagonisti (Walton, i suoi compagni di lavoro e anche la madre e il fratello di Travis) messa in atto al fine di balzare agli onori della cronaca e ricavare profitti da interviste, libri, ecc. Inizialmente venne classificato come abduction ma Walton stesso specificò anni dopo che in realtà gli alieni non vollero rapirlo ma solamente prelevarlo a bordo dell’UFO per guarirlo dagli effetti di un raggio di energia, partito dall’oggetto, che lo investì accidentalmente nel momento che si era troppo incautamente avvicinato alla nave spaziale.
Che idea ti sei fatto di Walton e della sua storia?
Raymond Szymanski  Ho avuto il privilegio di passare diverse ore da solo con Travis Walton sul luogo del suo evento nella foresta nazionale Apache-Sitgreaves nel febbraio 2015. Mentre eravamo lì in piedi, mi ha raccontato in dettaglio quello che era successo in quella fatidica notte. La sua voce era piena di trepidazione e di sincerità. Sono bravo a “leggere” le persone e l'ho trovato totalmente disponibile e credibile. Da un punto di vista probatorio, la vicenda dei sette boscaioli guadagna un'enorme forza da ogni superamento di più prove alla macchina della verità, raccontando storie corrispondenti, e non vacillando mai da quelle storie nonostante le offerte di 10.000 dollari da parte di famigerati debunkers per ritrattare. Nell'Appendice (Parte 4) del suo libro , “Fire in the Sky”, Travis Walton smentisce in modo schiacciante ogni qualsiasi affermazione di scettici/debunker riguardo agli eventi vissuti da lui stesso e dai suoi compagni di equipaggio. Questa appendice dovrebbe essere una lettura obbligatoria per tutti coloro che sono interessati all'ufologia.
Osvaldo Carigi: Eccoci giunti al termine della nostra intervista e lo facciamo nel migliore dei modi con il britannico  incidente di Rendlesham che non sfugge alla solita contrapposizione tra chi lo reputa reale e chi lo considera solo una distorsione della realtà dei fatti operata dai testimoni se non addirittura uno scherzo.
Qual'è il tuo giudizio su questa vicenda?  
Raymond Szymanski  Il caso Rendlesham offre, ancora una volta, eccellenti prove sia nei testimoni che nella scienza. Decine di militari qualificati hanno testimoniato con storie che possono variare leggermente nei dettagli ricordati, tutti i rapporti corrispondono al nucleo narrativo . UFO con luci abbaglianti sono stati visti aleggiare sulla foresta e su luoghi critici nelle basi di Bentwaters e Woodbridge. Sono stati fatti calchi in gesso dei treppiedi di atterraggio e i contatori Geiger hanno registrato letture di radiazioni inspiegabilmente elevate nei punti precisi identificati dai testimoni. Il personale militare che parla di UFO viene trattato duramente e non c'è motivo di subire questo trattamento a meno che non sia assolutamente vero e degno di essere raccontato. Burroughs, Halt e Penniston sono indiscutibili testimoni in prima persona di uno degli incontri più notevoli di sempre!

Wright-Patterson Air Force Base


Una ricostruzione dell’avvistamento di Exeter 

"L'abduction" di Travis Walton
L'UFO di Rendlesham















 
 

sabato 21 dicembre 2024

 

I FIGLI DI ORIONE

di Osvaldo Carigi

Devo essere sincero, non avevo fino ad ora affrontato, pur conoscendolo, il tema, delle probabili origini aliene di quelle entità protagoniste di racconti, storie e leggende provenienti dalle più disparate zone del pianeta particolarmente la Scozia e l’Irlanda dove troviamo i Sithchean accostati agli ET di alcuni incontri ravvicinati del terzo tipo dall’autore autore del libro “The Children of Orion: Finding the Cryptoterrestrials” il ricercatore australiano Ryan Musgrave-Evans che si è gentilmente prestato per questa intervista.
Osvaldo Carigi Ciao Ryan, Nel tuo libro metti in correlazione gli esseri appartenenti alle credenze popolari celtiche scozzesi e irlandesi con gli alieni Alti Bianchi (Tall White) dell’ex meteorologo militare americano Charles Hall, in un contesto che definisci «un continuum di esperienze con esseri identici».
Ryan Musgrave-Evans Ciao Osvaldo, quando dico che c’è un continuum tra questi esseri più antichi del mito e i rapporti relativamente recenti con ET, voglio dire che per quanto riguarda l’aspetto fisico, il linguaggio, le tecnologie e il comportamento, le fate o gli elfi del folklore gaelico - in particolare quelli indicati come “i Gentry” – corrispondono perfettamente con gli esseri chiamati Tall White da Charles Hall nelle sue “Millennial Hospitality Memoirs”, pubblicate per la prima volta nei primi anni 2000.
Osvaldo Carigi In cosa consiste questa similitudine?
Ryan Musgrave-Evans I punti che sto per elencare sono attributi condivisi sia dai Sithchinan che dai Tall White di Charles Hall:
a) Alti e biondi
b) Vivono in gallerie sotterranee
c) Bisbigliano o sussurrano tra loro
d) Usano la telepatia
e) Possono mesmerizzarci, ipnotizzarci o incantarci
f) Possono apparire come luci incandescenti, luminose e fluttuanti - in particolare al crepuscolo
g) Sono estremamente curiosi nei nostri riguardi
h) Possono essere d’aiuto
i) Possono essere pericolosi (anzi letali) se provocati
j) Possono alterare i nostri ricordi delle esperienze
k) Parlano perfettamente nella lingua umana/mortale dell’area in cui sono presenti
l) Rubano le nostre cose, si spostano e ci fanno scherzi con gli oggetti domestici
Ryan Musgrave-Evans L’aspetto indicato nell’ultimo punto, ovvero “rubano le nostre cose”, ecc., può rimandare a elfi, fate, gnomi che popolano folkloristiche leggende, particolarmente del mondo celtico, … anch’essi sono Gentry?
Ryan Musgrave-Evans Sì, i Gentry e gli altri tre gruppi hanno tutti dato origine all’idea degli elfi, gnomi, goblin ecc. Ma i Gentry sono sempre stati i più attivi ed essendo i più simili a noi, per aspetto, cultura e visione del mondo, sono più propensi degli altri a interagire con noi, a indagare con curiosità in modo significativo.
Osvaldo Carigi I casi Peter Khoury e Villas Boas sono degni di attenzione, specialmente per ciò che riguarda le loro incredibili esperienze sessuali con entità associabili ai Tall White di Charles Hall.
Ryan Musgrave-Evans Sì, nei casi Peter Khoury e Antonio Villas Boas troviamo esseri biondi con enormi occhi blu che bisbigliano, abbaiano, guaiscono e ringhiano, come gli stessi Tall White di cui ha parlato Charles Hall. Nelle due vicende succitate, gli esseri erano interessati a Khoury e Villas Boas (*) sessualmente e questo è un altro punto di convergenza con le fate gaeliche: il Leannan Sith era un elfo (maschio o femmina) che visitava i mortali di notte nei loro letti, o li chiamava altrove per un incontro o li “sollevava” e li rapiva. Le predette situazioni sono paragonabili ai succubi e agli incubi dell’Europa medievale. Pur grattando appena la superficie, le somiglianze tra le fate celtiche e i Tall White della recente tradizione UFO sono a dir poco sorprendenti.
 
 (*) Nella deposizione resa da Antonio Villas Boas il 22 febbraio 1958 al Dr. Fontes, alla presenza del giornalista Joao Martins, si legge: «Dico che ‘parlavano’ (gli alieni che lo avevano rapito) ma è solo un modo di dire, perché in verità quello che sentivo non assomi gliava affatto al nostro modo di parlare. Era una serie di latrati, che somigliavano vagamente ai suoni emessi dai cani. Era una somiglianza vaga, ma è l’unica che posso indicare nel tentativo di descrivere quei suoni, completamente diversi da qualunque cosa che io ho avuto modo di sentire fino ad oggi. Erano latrati e uggiolii sommessi, né molto chiari, né molto rauchi, alcuni più lunghi, altri più brevi, che a volte contenevano parecchi suoni diversi nello stesso momento, e altre volte finivano in una specie di tremito». da ‘GLI UMANOIDI identikit degli extraterrestri’ di Charles Bowen, ed. Mediterranee, pag. 230. Nda)

Osvaldo Carigi Ryan, troviamo i Gentry anche nella testimonianza, riportata nel tuo libro, di un sarto irlandese che li descrive come una grande razza appartenente alla più nobile delle tribù, proveniente dallo spazio. Puoi dirci q ualcosa di più su questo gruppo di esseri dall’aspetto solitamente candido ?
Ryan Musgrave-Evans I Gentry sono gli stessi Tall White di Charles Hall. In realtà non sono veri alieni, se per alieno intendiamo un essere che si è evoluto indipendentemente da noi su un pianeta extrasolare. Infatti, sono futuri umani che hanno trascorso decine di migliaia di anni su un pianeta simile alla Terra, che orbita intorno ad Alnilam (la stella centrale nella Cintura di Orione), per poi tornare alla loro antica “casa” (la Terra). Hanno una durata di vita di circa 700 anni (ma erano erroneamente considerati dai Celti come immortali) con una lenta proiezione di crescita in altezza: a intorno ai 20 anni saranno alti circa 4 piedi, a 50 anni 5 piedi,  a 100 anni 6 piedi, restando in questa misura  fino a circa 400 anni, quando ‘entreranno’ in un’altra ‘finestra di crescita’ che li accompagnerà fino alla loro morte che li vedrà alti 9 o 10 piedi. Hanno la pelle bianca come il gesso e sono così magri da sembrare emaciati. Presentano enormi occhi azzurri, sottili capelli biondo-bianchi, zigomi alti e sottili, lunghi menti appuntiti. I i loro volti e i loro crani diventano anche più lunghi man mano che invecchiano. 

Immagini tratte dal libro "Children of Orion: Finding the Cryptoterrestrials" 
di Ryan Musgrave-Evans 


Bisbigliano, fischiano, ringhiano e abbaiano (una sorta di lingua camuffata); ma parlano anche un’altra lingua, la loro vera lingua naturale, che suona come un misto di giapponese, coreano e tedesco, con toni profondi e colpi di tosse. Le loro tute militari sono nere o grigio scuro, aderenti, con occhiali protettivi che di notte brillano di rosso (queste tute sono talvolta chiamate da noi “mothman”). Queste tute possono nascondere, far levitare e diventare immateriali (per passare attraverso i muri). I Gentry/Tall White sono altrettanto a loro agio sia nel muoversi a quattro zampe che nel camminare con una postura bipede. Possono raggiungere velocità enormi galoppando come cavalli. Vivono nelle montagne e sotto il mare qui sulla Terra. Ora desiderano rivelarsi per condividere con noi le loro avanzate tecnologie e le loro conoscenze sulla free energy, in modo da far tornare la Terra e la sua biosfera ad uno stato più sicuro per tutti.
Osvaldo Carigi Nella tua risposta si legge che le tute militari dei Gentry sono, a volte, chiamate da noi ‘mothman’, termine questo con il quale noi, però, conosciamo una misteriosa creatura protagonista delle cronache di Point Pleasant, reso ancor più famoso da John Keel con il suo “The Mothman Prophecies”. Quindi, in sostanza, secondo quanto da te affermato, “mothman” sarebbe in realtà il nome della predetta tuta, con la quale i Gentry possono anche levitare muovendo una paio di grandi ali. E’ così?
Ryan Musgrave-Evans Sì, il Mothman di Point Pleasant è un Tall White/Gentry/Orion con indosso una di queste tute. L’idea di “ali” è un’errata interpretazione della nebulosità scura che circonda la tuta quando levita. Non hanno bisogno di ali, anche se, quando portano le già citate tute, a volte vestono lunghi mantelli scuri che potrebbero sembrare delle ali.
Osvaldo Carigi Anche il Chupacabras, il Bigfoot e altri esseri simili, più o meno leggendari, sarebbero in realtà i Gentry?
Ryan Musgrave-Evans Alcuni incontri con il Bigfoot riguardano i Gentry: alti 7, 8 o 9 piedi, con occhi rossi luminosi e ringhianti, cinguettanti e gracchianti, i Gentry si sono aggiunti al mito del Bigfoot. Tuttavia, a volte usano anche una sorta di proiezione solida in 3D di esseri estinti per intimidire le persone. Ominidi, canidi e rettili estinti vengono evocati per intimidire e respingere o espellere l'Homo Sapiens dalle aree selvagge quando gli stessi Gentry sono presenti.
Questi due aspetti della loro esistenza hanno dato origine alla credenza che popolazioni di grandi ominidi persistano sulla Terra.
Osvaldo Carigi I Gentry hanno trascorso migliaia di anni su un pianeta della cintura di Orione simile alla Terra, prima di far ritorno nel nostro Mondo. Puoi dirci qualcosa di più a riguardo?
Ryan Musgrave-Evans Gli Orion/Gentry hanno passato migliaia di anni su un pianeta in orbita attorno ad Alnilam, nel nostro futuro. Sono poi tornati nel passato dell’antica Terra e sono rimasti qui dando origine ai più coloriti racconti delle nostre mitologie e dei nostri sistemi religiosi. La maggior parte, se non tutte, le entità e i personaggi spirituali e ultraterreni delle nostre credenze passate e presenti derivano dagli Orion/Gentry.
Osvaldo Carigi Qualcuno ha portato i Gentry su quel lontano pianeta o era il loro mondo d’origine?
Ryan Musgrave-Evans Gli Orion/Majeena/Gentry, dopo i cataclismi terrestri causati dall’aumento dell’attività solare nella loro linea temporale (che si sono verificati per loro alla fine del 20° o all’inizio del 21° secolo, ma che noi abbiamo evitato con l’aiuto dei Majeena), hanno perso le tecnologie avanzate e lentamente e gradualmente hanno costruito nuovamente la tecnologia (in migliaia di anni) per lasciare la Terra verso la Luna. Poi, dopo un altro lungo periodo hanno lasciato la Luna per Marte. Dopo altre migliaia di anni, hanno lasciato Marte per pianeti simili alla Terra nella costellazione di Orione. L’hanno fatto per proprio conto, grazie al loro ingegno e alla loro forza di volontà. I loro genomi si stanno indebolendo e sono tornati al nostro antico passato - l’antico passato del loro stesso mondo natale: la Terra - per rinvigorire il proprio DNA in disfacimento con materiale genetico di versioni arcaiche di se stessi (che siamo noi, perché noi siamo i loro antichi, primitivi, antenati). Sono rimasti qui e sono residenti permanenti che interagiscono abbastanza spesso con la gente, ma alterano i ricordi della maggior parte delle persone con cui lo fanno. Sono loro la causa di buona parte dell’attività di poltergeist in tutto il mondo, e se credete che la vostra casa sia infestata... potreste benissimo essere degli experiencer.
Osvaldo Carigi Sulla Luna potrebbero esserci vestigia dell’antica presenza degli Orion/Majeena/Gentry? E su Marte? Il controverso “volto di Cydonia” potrebbe essere opera loro?
Ryan Musgrave-Evans Non sono sicuro che le presunte strutture sulla parte nascosta della Luna e i lineamenti marzia anomali notati nelle immagini del pianeta rosso siano opera degli Orion. È molto probabile che ci abbiano messo lo zampino, ma non posso dire più di questo. Se non sono stati loro, allora probabilmente li ha fatti qualche altro gruppo di Futuri Umani.
Osvaldo Carigi Oltre ai già precedentemente citati casi Peter Khoury e Villas Boas, in quali periodi storici possiamo trovare la presenza dei Gentry?
Ryan Musgrave-Evans Come già detto, i Gentry erano gli incubi e i succubi dell’Europa medievale. Inoltre, gli spiriti e gli esseri che popolano il dominio esoterico della Massoneria e del pensiero ermetico fino ai tempi moderni sono rappresentazioni contemporanee dei Gentry e di altri esseri di discendenza simile. I Gentry hanno dato origine ai concetti di Angeli e Demoni nelle tradizioni giudaico-cristiane come esseri belli, luminosi e irradianti a volte, e altre  volte bestie oscure, dagli occhi rossi e dotate di artigli. Gli Orion - che chiamano se stessi Majeena/Majina/Magina, sono anche i Wandjina dell’antico popolo aborigeno del Kimberley nell’Australia occidentale. Le antiche immagini rupestri (risalenti a 4000 anni fa) prodotte dal popolo del Kimberely sono le prime rappresentazioni visive di questo popolo umano del futuro, che è penetrato to nel nostro antico passato alla ricerca di un modo per rivitalizzare il proprio genoma e potenziare il proprio DNA col nostro. Noi siamo versioni sane e antiche versioni di loro.
Osvaldo Carigi Dunque la vasta casistica di incontri ravvicinati del 3° e 4° tipo riguarderebbe esclusivamente l’azione di Gentry?
Ryan Musgrave-Evans La mia opinione è che la maggior parte dei veri incontri ET/UFO di qualsiasi categoria siano riconducibili ai Gentry. In origine c’erano quattro tipi di umani di stirpe futura che ci visitavano. Ora sono convinto che ce ne siano solo due. Tutti gli altri presunti ET sono probabilmente (a mio parere) fasulli. I due tipi rimanenti sono i Gentry/Tall White e un’altra razza di piccoli esseri con grandi occhi scuri, pelle marrone e grandi arti gli. Queste razze sono alleate, si aiutano a vicenda e sono spesso viste agire di concerto. Quindi sì, in tutte le categorie - anche il 5° Tipo (umani iniziati) - sono di solito i Gentry, o un altro (i Browns/Brownies?). Dalle mie ricerche ed esperienze personali (sono un contattista e ho incontrato e interagito con i Gentry più volte, in tutte e 5 le categorie di Incontri Ravvicinati), ho concluso che i Gentry (e i loro piccoli alleati) sono responsabili della maggior parte, se non di tutti, gli incontri genuini “soprannaturali”/“ET”. Non mi piacciono i termini alieno ed extraterrestre, e preferisco il termine coniato da Mac Tonnies “Criptoterrestre (CT)”, che significa “Terrestre Nascosto”, perché sono permanentemente qui sotto i nostri piedi e sotto i mari in quanto nostra specie sorella.
Osvaldo Carigi Hai detto di essere convinto che vi siano solo due razze “aliene” che convivono con noi e che tutti gli altri tipi di esseri ET sono, secondo la tua opinione, probabilmente fasulli. Quindi le numerose tipologie di alieni descritti in migliaia di incontri ravvicinati sarebbero il risultato di false testimonianze?
Ryan Musgrave-Evans Alcuni racconti sono falsi, ma molti sono interpretazioni errate. Per esempio, sono convinto che i cosiddetti Mantidei siano anziani medici Majeena che ho visto molte volte. Sono alti 9 piedi, hanno corpi emaciati, enormi occhi neri (i medici indossano lenti per gli occhi neri durante tutto il lavoro), mani lunghe e sottili e posture molto ingobbite. I cosiddetti Rettiliani sono una combinazione di Majeena in tute stealth e/o i piccoli esseri marroni mal interpretati. Il caso Varginha ha visto coinvolto un piccolo essere marrone, la cui specie è dotata di pelle squamosa e artigli. I Majeena chiamano i piccoli esseri marroni Sepeteena o qualcosa del genere. I cosiddetti ET Tall Black sono anch’essi dei Majeena con tute stealth…. E così via.
Osvaldo Carigi Se cerchiamo la parola Gentry su Wikipedia vediamo che un tempo con questo termine si intendeva la piccola nobiltà di campagna, costituita da grandi e piccoli proprietari terrieri nonché da piccoli ereditieri, detti gentlemen. C’è una correlazione con i Gentry di cui parli?
Ryan Musgrave-Evans Penso che gli irlandesi e gli scozzesi chiamassero i Majeena “Uaislean” o Gentry/Nobles a causa del loro nobile portamento, e anche per non rischiare di offenderli e rimanere in buoni rapporti con loro, perché se offesi potevano rispondere in modo aggressivo. Ho letto che l’aspetto degli Elfi del Signore degli Anelli di Tolkien era ispirato agli alti e attraenti Elfi/Fairies gaelici. Questo è solo uno dei modi in cui possono presentarsi. Non uso molto la parola Gentry, preferisco Majeena, o a volte dico Tall White quando parlo con gli ufologi, in modo che sappiano più o meno cosa intendo. Osvaldo Carigi In conclusione, i Gentry siamo noi nel futuro?
Ryan Musgrave-Evans La risposta semplice è sì, siamo noi dal futuro. Una risposta più lunga sarebbe: dipende da cosa intendi, perché loro sono una versione di noi che ora non si realizzerà mai, in questa linea temporale. Vengono da un futuro che ora non accadrà MAI per noi. In questo senso, il viaggio nel tempo è davvero un viaggio interdimensionale e, quindi, sono esseri interdimensionali. La testimonianza di Dan Burisch, whistleblower della S4/Area 51, è vera. Il Majestic ha etichettato i Gentry “P-52 Orions”, che significa “Orion del presente + 52.000 anni dopo”.

Un Majeena Jo (schizzo di Ryan Musgrave-Evans) per gentile concessione dell’autore.

Majeena  con il casco (schizzo di Ryan Musgrave-Evans) Ryan non seppe il nome di questo essere ma era insieme a Jo quando visitarono la casa di Ryan. (per gentile concessione dell’autore).

Tall Whites in un crop circle.