
Il mio “modus operandi” nel comporre un articolo mi porta inevitabilmente a cercare, oltre alle dovute ricerche documentali, “fonti” testimoniali più o meno dirette e magari anche esclusive. Nel caso di Kelly-Hopkinsville, dopo aver “battuto” in lungo e largo e con pazienza il Web, sono riuscito a contattare via e-mail due persone “coinvolte” molto da vicino: Frank Brown e Geraldine Stith. Chi sono costoro? Iniziamo dal primo. Frank Brown è il presidente della Kelly Community Organization (KCO), un’organizzazione senza scopo di lucro costituita per servire le persone della la comunità di Kelly. L’obiettivo princiale del KCO al momento è la costruzione di un parco e di un centro comunitario che comprenderà un’area di apprendimento per aiutare coloro che hanno bisogno di ottenere un GED (8) o una formazione migliore, un tutoraggio per loro e per i nostri figli. L’organizzazione è stata inizialmente avviata come un programma di sorveglianza del vicinato dal Community Emergency Response Team (CERT) che lo ha promosso e ha raccolto i fondi.
OSVALDO CARIGI (O.C.): Frank, gli scettici hanno evocato le più disparate teorie atte a smontare la versione non “terrestre” di quanto accaduto alla fattoria Sutton. Qual è la tua opinione?
FRANK BROWN (9): «Ci sono molte opinioni riguardo agli eventi del 21 agosto 1955 avvenuti a Kelly, nel Kentucky, ma di una cosa sono certo: qualcosa è accaduto a quella famiglia, in quel caldo agosto, qualcosa che ha cambiato per sempre le loro vite».
O.C.: Ho letto che Spielberg si è ispirato al caso Kelly-Hopkinsville per realizzare il suo “E.T.”. Puoi confermarlo?
F.B.: «Sì, Steven Spielberg ha basato la storia di E.T. sull’incontro di Kelly. Come titolo originale aveva scelto “Cieli Bui”, ma poi decise di cambiare quel titolo così tetro in qualcosa di più leggero».
O.C.: Dopo il famoso incontro ravvicinato in argomento, vi sono stati altri avvistamenti o incontri nell’area Kelly-Hopkinsville?
F.B.: «Sì, nella stessa area diverse persone hanno riferito di aver visto degli UFO e di aver fatto strani incontri dopo il famoso evento del 1955. È interessante notare che questo evento è nominato anche nel libro dell’operazione “Blue Book”, condotta dal reparto investigativo dell’Aeronautica americana. È uno degli incontri su cui si è più investigato, senza mai riuscire a dimostrarne né la veridicità né l’infondatezza».
O.C.: Frank, parlaci del “Kelly Little Green Men Days Festival” (10) che si tiene ogni anno
F.B.: «Quella di Kelli-Hopkinsville è un tema affascinante e abbiamo deciso di creare un festival annuale, il “Little Green Men”. Il festival ha riunito la comunità e rafforzato il nostro impegno verso i nostri vicini, la nostra comunità e l’orgoglio che abbiamo per la comunità di Kelly. Vogliamo che sia la miglior festa annuale della contea, piena di divertimento, per
attirare persone da tutta l’America... e dal mondo. Oltre a giochi, stand, gadget e spettacoli
musicali e anche possibile vedere la riproduzione di un disco volante alto undici metri e
mezzo».
L’altro personaggio molto importante per il caso Kelly-Hopkinsville è una donna, Geraldine
Stith, che mi contattò scrivendomi via e-mail: «Mi chiamo Geraldine Stith, sono figlia e
nipote di chi ha vissuto l’incidente di Kelly. Sono la figlia di Elmer Sutton, la nipote di Glennie
Lankford. I miei zii JC Sutton, Lonnie & Charleston Lankford e Mary Lankford erano tutti lì
quella notte».
OSVALDO CARIGI (O.C.): Cosa ti ha raccontato tuo padre?
GERALDINE STITH (G.S.): «Mio padre ci ha detto tutto
quello che è successo. Ecco perché ho scritto due libri
sull’argomento».
O.C.: Puoi dirci con esattezza chi c’era nella fattoria
Sutton durante il famoso “assalto” delle creature?
G.S.: «Elmer Lucky Sutton, mio padre, Glennie Lankford,
mia nonna, JC e Alene Sutton, mio zio e mia zia, Vera
Sutton, allora la moglie di mio padre, Lonnie, Charleton e
Mary Lankford, miei zii e zia, OP Baker, il fratello di Alene,
Billy Ray e June Taylor, amici».
O.C.: I mostriciattoli visti da tuo padre e dagli altri
testimoni somigliano a quello raffigurato nell’immagine
che ti ho inviato?
G.S.: «Questo è un disegno che in realtà raffigura
sostanzialmente uno degli esseri. I testimoni sono stati
portati individualmente in una stanza, dove nessun altro
poteva sentire, per descrivere ciò cui avevano assistito».
O.C.: Le creature protagoniste del caso Kelly-Hopkinsville,
vengono descritte come “Little Green Men”, ma in realtà
in nessuna deposizione si è parlato di “omini verdi”. Puoi
confermarmi questa mia obiezione?
G.S.: «Erano di un colore grigio piombo. Il termine “uomini verdi” è stato usato per la prima
volta da un giornalista con riferimento al colore verde smeraldo ed era un termine più che
altro in voga, per identificare esseri di altri mondi…».
O.C.: C’è molta confusione sul numero dei mostriciattoli…quanti erano in realtà?
G.S.: «Mio padre diceva sempre che non ce n’erano più di tre, al massimo quattro. Riteneva
che fossero sempre gli stessi, e che continuassero a tornare».
O.C.: Quelle creature emettevano dei suoni?
G.S.: «No, non emettevano alcun suono. I testimoni notarono, però, che quando le colpivano
sentivano un rumore come se si centrasse qualcosa di metallico».
O.C.: A tal proposito, queste creature indossavano una sorta di protezione, una corazza
che potesse giustificare una vibrazione simile?
G.S.: «Da quello che potevano vedere, non sembrava che fossero vestiti, ma non ne erano
sicuri. Nei disegni le creature non sembrano avere protezioni o corazze».
O.C.: Sempre dalle testimonianze sembra che questi esseri non avessero “cattive
intenzioni” nei confronti dei presenti nella fattoria Sutton. Mi ha molto incuriosito il fatto
che avanzassero tenendo le braccia alte come in segno di “pace” (anche se secondo alcuni
era un atteggiamento decisamente minaccioso)…
G.S.: «Sì, è possibile che quelle creature cercassero di stabilire un contatto e sembravano
anche innocue. Mia nonna disse a mio padre: “Forse sono solo curiosi e non hanno intenzione
di fare del male a nessuno”. Ma mio padre e mio zio, da campagnoli quali erano, non
intendevano correre il rischio: per loro era meglio prima sparare e dopo fare domande!
D’altronde non avevano idea di cosa potessero essere».
O.C.: Cosa vide Billy Ray Taylor quella notte? Una meteora o uno “strano” velivolo (un
UFO)?
G.S.: «Billy Ray era abbastanza sicuro di aver visto un tipo di velivolo che non aveva mai visto
prima. Era d’argento e aveva i colori dell’arcobaleno che scorrevano dietro di esso».
O.C.: I testimoni hanno subito “pressioni” per non rivelare quello che era loro successo?
G.S.: «No che io sappia, fu tutto insabbiato. Volevano che tutto finisse nell’oblio, la mia
famiglia, i militari… e così fu».
O.C.: Ti chiedo scusa per questa domanda: all’epoca dei fatti non eri ancora nata?
G.S.: «Non ero ancora nata. Infatti i miei genitori erano ancora sposati coi loro primi coniugi,
e non si incontrarono se non alcuni anni più tardi. Mia mamma viveva a Kelly a quel tempo, e
raccontava che tutti gli abitanti del luogo temevano che gli “uomini verdi” potessero tornare.
Lei e suo marito avevano sette figli!».
O.C.: Qual è la tua opinione circa la “natura” degli omini di Kelly-Hopkinsville? Erano
alieni?
G.S.: «Cerco sempre di rimarcare il fatto che qualcosa è accaduto quella notte. Furono visitati
da qualcosa, Non so se fosse un extraterrestre o un oggetto paranormale che cercava di
spiarli o introdursi in casa. Io tendo a pensare che fossero alieni, anche a giudicare da quello
che altre persone dicono di aver visto e sentito».
O.C.: Tuo padre e gli altri testimoni erano spaventati dall’idea che quelle creature
potessero tornare?
G.S.: «Conosco mio padre, e da ciò che racconta di aver visto quella notte, posso confermare
che si era realmente imbattuto in qualcosa. Aveva paura, credo perché pensava che ci fosse
sempre la possibilità di un loro ritorno. Tutti i presenti, quella notte, rimasero segnati da ciò
che videro e da ciò che dovettero fare, perché non avevano idea di cosa fossero quelle
creature. E io terrò fede a questa storia fino alla morte. Quella notte a Kelly c’era qualcosa di
soprannaturale!».
Nel corso delle mie ricerche sul caso Kelly-Hopkinsville ho letto che una delle versioni “non ufologiche” (che io sappia mai riscontrato in altri casi) è che la sera dell’incidente, la signora
Langford e la sua famiglia erano in uno stato di “squilibrio emotivo”, in quanto avevano
partecipato ad un raduno religioso presso la Holy Roller Church. Questo stato emotivo li
avrebbe poi portati a “vedere” l’assalto di inesistenti strane creature. Ma la signora
Langford apparteneva alla Trinity Pentecostal, le cui funzioni religiose sono normali…
O.C.: Puoi spiegarci esattamente come stanno le cose?
G.S.: «Fu solo una delle tante scuse che presentarono. Mia nonna e i ragazzi erano stati in
chiesa quella sera, ma non il resto della famiglia. Quindi affermare che tutti quanti avessero
avuto le visioni è una cosa che non ha alcun senso».
O.C.: Un serio rapporto sui fatti accaduti in quella lontana calda sera d’agosto lo si deve a
Bud Ledwith, all’epoca commentatore tecnico alla stazione radio WHOP di Hopkinsville…
G.S.: «Bud era un giornalista, e fu lui a condurre l’intervista e a disegnare le piccole creature.
Ma era soprattutto mia madre a cui la gente credeva, essendo la buona persona che era. Bud
non vide le creature, la mia famiglia sì».
O.C.: I membri delle due famiglie coinvolti nel caso Kelly-Hopkinsville avevano “interessi”
ufologici, ovvero letto articoli e/o libri riguardanti gli UFO?
G.S.: «Mia nonna, zie e zii non sapevano nulla
degli alieni! Erano una famiglia di poveri
agricoltori, non avevano mai letto né visto
film su quelle cose. Mia nonna tra l’altro,
essendo una donna molto religiosa, non
avrebbe mai neanche ammesso l’esistenza di
creature simili. Mio papà, Vera, Billy Ray e
June lavoravano in un luna park ambulante, e
anche se probabilmente avevano sentito
parlare di alieni, non ne fecero menzione
alcuna durante quel fine settimana».
O.C.: Un aspetto della vicenda in argomento
che non ho mai trovato nei documenti da me
consultati è il comportamento dei bambini
presenti nella fattoria Sutton durante
l’incontro ravvicinato con le strane creature.
Puoi dirmi qualcosa nel merito?
G.S.: «Erano impauriti a morte! Mio padre
ordinò alle ragazze di portare i bambini nella
camera sul retro e di nasconderli sotto il letto.
I bambini sentirono le urla, le imprecazioni e
gli spari. June era isterica. Mio zio Lonnie (che
allora aveva 12 anni), disse di essere andato a
guardare fuori dalla finestra e di aver visto una
delle creature. I bambini e le donne gridavano
tanto».
O.C.: Un momento… Geraldine, zio Lonnie è ancora vivo?
G.S.: «Sì, è ancora vivo».
O.C.: Corre l’obbligo di specificare, a beneficio di chi legge, che oltre a Lonnie ci sono anche
altri due testimoni ancora in vita, ma questi non videro le strane creature. Giusto?
G.S.: «Si. Mio zio Charleton e mia zia Mary sono ancora vivi, ma non hanno visto gli esseri.
Erano infagottati sotto il letto, non parlano di quella notte. Infatti quando intervengo al
Festival, ogni anno, mia zia Mary riesce a malapena ad ascoltare, perché la riporto indietro
nel tempo. Fu una notte molto spaventosa per loro. Erano bambini».
O.C.: Quindi, zio Lonnie è l’unico testimone oculare del caso Kelly-Hopkinsville ancora
vivente! Geraldine, puoi chiedergli se mi concede una breve intervista?
G.S.: «Mio zio, non parla più dell’episodio di Kelly. Ovviamente è diventato più vecchio e la
sua salute è diminuita, infatti non viene più al Festival perché è troppo duro per lui. Ci sono
stati altri che hanno cercato di parlargli ma lui non acconsentì, quindi non credo che lo farà ora. Ecco perché sto cercando di proseguire io con le “indagini”. So davvero tutto ciò che
nessun altro vuole portare avanti, conosco la verità su quello che è successo quella notte».
O.C.: Ne prendo atto, ma da bravo indagatore non mi arrendo. Zio Lonnie può almeno
confermare che la creatura da lui vista è simile a quelle raffigurate in tanti identikit?
G.S.: «Sì, quello che vide era la stessa (creatura) raffigurata nei disegni. Mi ricordo che ne
parlava tempo fa».
Gentile lettore/lettrice, abbiamo dunque la testimonianza ridotta ma essenziale dell’unico
testimone oculare ancora vivente che ha visto una delle strane creature (aliene) che
terrorizzarono le due famiglie asseragliate nella fattoria dei Sutton in quella terribile notte di
agosto del 1955. Un autentico scoop!
In fase di chiusura di questo articolo nell’effettuare, come di prassi, un’ultima “ricognizione”
documentale sul caso in argomento ho “scovato” nel libro di F. Ewards “La Verità sui Dischi
Volanti” un episodio davvero curioso su due strani “piazzisti”:
«A quindici giorni dall’avventura, due borghesi scelsero le fattorie della zona per
svolgervi un’intensa campagna di vendita di utensili per cucina e pentolame
d’alluminio. Della loro mercanzia parlavano pochissimi minuti, intrattenevano poi il
“cliente” per ore chiedendogli degli “strani omettini” e del misterioso aeromobile che, a
quanto si “diceva”, tutti quanti avevano visto la notte del 21 agosto, proprio in quei
paraggi. Insomma, i “piazzisti” si mostrarono più interessati alla raccolta di
informazioni che alla vendita di padelle».
Immediatamente ho sottoposto l’episodio narrato all’attenzione di Geraldine Stith, per un
suo commento, ovvero se ne era al corrente o, quanto meno, se nella zona di Kelly qualcuno
ne avesse memoria. Aggiungo, per dovere di cronaca, che Edwards ci porta a conoscenza di
un identico precedente riscontrato nella vicenda del “Mostro di Flatwoods”, avvenuto nel
1952 in West Virginia.
G.S.: «Questa è la prima volta che sento parlare di una cosa del genere. Ho intervistato molte
persone nel corso degli anni che hanno vissuto lì attorno e a Kelly, ma nessuno ha mai detto
nulla al riguardo. Mia madre viveva a Kelly in quel periodo e non ne ha mai fatto cenno, cosa
che sono sicura avrebbe almeno sentito essendo lì. Quindi non so davvero cosa dire in merito.
Forse qualcuno l’ha inventato… davvero non lo so, ma dal momento che nessuno che conosco
me ne ha parlato, direi che non è mai successo a Kelly. Forse è successo dove si è verificato
l’incidente del “Mostro di Flatwoods”, ed è stato sovrapposto all’incidente di Kelly. Sai come
le persone amano parlare e confondere le cose…».
O.C.: Geraldine, a concludere vuoi rilasciare un tuo commento sul caso Kelly-Hopkinsville a
beneficio di chi leggerà questa nostra esclusiva intervista?
G.S.: «Voglio che la gente si renda conto che i miei familiari parteciparono a qualcosa di
molto raro quella notte, che ricevettero la visita di creature non appartenenti a questo
mondo e che li affrontarono a testa alta. Quell’episodio cambiò le loro vite, e temevano che
gli ometti sarebbero tornati, altrimenti, cosa erano venuti a fare? Se la prima volta non
avevano ottenuto nulla, sarebbero tornati sperando di trovare qualcosa? Non si sarebbero
mai aspettati che una cosa simile potesse succedere loro, e di certo non lo avrebbero mai
nemmeno augurato a nessun’altro. Tanti hanno ridicolizzato questa esperienza accaduta alla
mia famiglia, ma io vi dico di stare attenti perché la stessa cosa potrebbe accadere anche a
voi! Ogni anno a Kelly, Kentucky, ha luogo un Festival, in cui noi tutti commemoriamo quanto
accaduto alla mia famiglia, e vengono raccolti dei fondi per la comunità, grazie ai quali è
stato acquistato un terreno che è poi divenuto un parco per ragazzi. Speriamo possa
diventare anche un centro comunitario in futuro, insieme ad altri progetti. L’esperienza che la
mia famiglia ha vissuto in quella orribile notte, adesso è diventata una fonte di sostegno per
gli altri». (11)
Versioni di “Little Men” apparse sul “Leaf Chronicle” di Clarksville - Tenn., sul
“Messenger” di Madisonville - Ky e sul “Press
di Evansville” - Ind.
L’UFO visto e descritto da Billy Ray Taylor, disegnato da Andrew (Bud) Ledwith.
Alcuni mesi dopo aver trattato il caso Kelly Hopkinsville nell'occuparmi della vicenda riguardante l'avvistamento di un UFO sopra l'aeroporto “O’HARE” di Chicago scoprii la straordinaria somiglianza del predetto oggetto volante non identificato con quello descritto da uno dei testimoni di Kelly-Hopkinsville . A seguire potete vedere il mio “confronto” dei due
UFO e i commenti di alcuni amici ricercatori/ufologi ai quali l’ho sottoposto, in primis a
Geraldine Stith che il lettore ha appena avuto modo di conoscere.
A sinistra ricostruzione dell’UFO di Chicago eseguita in base alla descrizione di
un testimone. A destra l’UFO del caso Kelly-Hopkinsville.
GERALDINE STITH: «Oh mio Dio! Sì, sembra molto simile a quello di Kelly. Forse stanno
preparandosi a tornare!».
THOMAS EDDIE BULLARD: «Molto simile davvero. Molti altri reporter di UFO descrivono o
disegnano oggetti simili, quindi forse questa forma di "disco volante" rappresenta il design
del corpo più comune per questi velivoli, il coupé standard o la berlina prodotti negli
stabilimenti di una Detroit aliena».
ANTHONY BRAGALIA: «Wow! È una somiglianza incredibile... troppo per essere una
coincidenza».
ALFREDO LISSONI: «Eh si…decisamente! Bel colpo!».
NOTE
1 - Il 23 agosto 1955, il capo della polizia Russell Greenwell disse a Frank Edwards di non avere il
minimo dubbio sullo stato di evidente terrore in cui versavano, “uno più dell’altro”, i testimoni
arrivati due giorni prima alla stazione di polizia. «Verissimo, anche, che non abbiamo trovato una sola
impronta di piedini di fata: forse perché quella è terra talmente dura, compatta e secca che nemmeno
il trattore riesce a solcarla in profondità. Infatti non ho trovato neppure altre impronte, e non ci vuol
molto a capire che sarebbe stato impossibile trovarne su una terra del genere! Resta che i Sutton
hanno senz’altro visto qualcosa di molto inconsueto. Che cosa, proprio non lo so; ma l’hanno visto, e
come… Gli hanno sparato contro attraverso porte e finestre… e fori e squarci sono lì a dimostrarlo».
2 - Vedasi il suo sito web www.skeptoid.com.
3 - Pubblicato sul sito https://mysteriousuniverse.org/2015/10/the-kelly-hopkinsville-aliens-and-the-cia/.
4 - Introdotto all’arte magica dall’attore e illusionista americano John William Sargent, John
Mulholland fu un personaggio eclettico. Per un periodo fu l’unico mago elencato in “Who’s Who in
America”. Dopo aver diretto “The Sphinx” per ben 23 anni, lasciò l’incarico per diventare un
consulente della CIA, organo allora appena creato. Fu reclutato da Sidney Gottleib nel 1953, per il
progetto segreto noto come “MK-ULTRA”. L’obiettivo del programma consisteva nel comprendere e
applicare il controllo mentale e altre tecniche di interrogatorio non convenzionali, convinti che i
sovietici impiegassero tattiche più sofisticate. La CIA incaricò quindi gli ufficiali di MK-ULTRA di
esplorare tutti i tipi di aree non comuni, adoperando anche LSD e altre sostanze chimiche, sondando
la possibilità di affinare l’ESP e altre abilità paranormali. Molholland stese persino un manuale di
misdirection per le spie, da utilizzare durante la Guerra Fredda, “Some Operational Applications of
the Art of Deception” nonché un testo dal titolo “Recognition Signals”. Si pensava che tali documenti fossero stati distrutti nel 1973, ma nel 2007, l’agente della CIA in pensione Robert Wallace scoprì uno
straordinario file derubricato. Il documento conteneva due manuali scritti nei primi anni ’50 da
Mulholland: uno esaminava le tecniche di manipolazione e uno le tecniche di segnalazione segreta.
Furono combinati in un unico libro pubblicato dall’editore Harper Collins, “The Official CIA Manual of
Trickery and Deception”. L’illusionista continuò a lavorare per la CIA almeno fino al 1958.
5 - “On Sunday evening 21 August 1955, eight adults and three children were on the Sutton Farm,
one-half mile from Kelly, Kentucky…”. Il lettore può verificare la veridicità di quanto affermato da
Ventre visitando il sito web http://www.cufon.org/cufon/afu.htm.
6 - Jerome Clark ha studiato il fenomeno UFO per quattro decenni ed è autore di diversi libri e
articoli sugli UFO. Clark è stato insignito dell’Isabel Davis Memorial Award, e i suoi libri sono
stati premiati da “Choice”, “Library Journal” e dalla “New York Public Library”. È stato intervistato in
vari programmi radiofonici ed è apparso come consulente in programmi televisivi come “Unsolved
Mysteries”, “A&E’s Where Are All the UFOs?”e “Sightings”.
7 - Allan Hendry (nato nel 1950) è un astronomo e ufologo americano. Lo storico degli UFO Jerome
Clark lo definisce «uno dei più abili investigatori nella storia della ricerca sugli UFO». È stato il
principale investigatore del Center for UFO Studies (CUFOS) negli anni Settanta. Hendry fu assunto
per il CUFOS dal fondatore dell’organizzazione, J. Allen Hynek, che cercava un ricercatore a tempo
pieno con competenze scientifiche e una mentalità aperta, e che non fosse né un debunker né un
“credente UFO”.
8 - Le General Educational Development (GED) sono un gruppo di verifiche suddiviso in 4 argomenti,
che se superate forniscono una certificazione che conferma un livello di abilità equivalente ad aver
concluso la scuola superiore negli Stati Uniti e il Canada.
9 - Presidente dell’organizzazione senza scopo di lucro Kelly Community Organization (KCO).
10 - Si veda il sito www.kellyky.com.
11- Geraldine Stith ha un suo sito sul Web: www.alienlegacy1955.com.