ET A WRIGHT-PATTERSON E.. ALTRO
di Osvaldo Carigi
Osvaldo
Carigi:
Una delle questioni maggiormente “gettonate” nella investigazione ufologica è
quella relativa alla presenza in basi militari di navi spaziali e corpi alieni,
morti e/o vivi, recuperati/prelevati a seguito di negatissimi ufo-crash. La
quasi totalità dei ricercatori ha spesso
presentato nei loro lavori editoriali ma anche nel corso di tour conferenziali,
documentazioni atte a dimostrare, “in primis” ai soliti scettici, che certe
scomode “verità” devono essere prese in seria considerazione. Durante le mie
interviste, mi sono spesso imbattuto nella tematica in argomento ricevendo
sempre interessanti risposte che mi hanno confermato la certezza di un segreto
che oramai non è più tale. E come se ce ne fosse stato bisogno ho avuto
ulteriore conferma di tale assunto da Raymond Szymanski un ingegnere
elettronico, ora ricercatore ufologico, che ha lavorato quasi quarant’anni
nella più importante e famosa, soprattutto per addetti ai lavori e appassionati
di UFO, base aerea militare degli Stati Uniti: Wright-Patterson Air ForceBase
di Dayton (Ohio).
Szymanski è autore di due
interessantissimi libri frutto delle sue indagini su importanti casi. Nel primo
dei suoi lavori editoriali “Fifty Shades of Greys: Evidence of Extraterrestrial
Visitation to Wright-Patterson Air Force Base and Beyond” (recentemente reintitolato
“Alien Shades of Greys:
Evidence of Extraterrestrial Visitation to Wright-Patterson Air Force Base and
Beyond”)
presenta una sua interessante testimonianza che tratterò con lui nel corso di
questa intervista. Ma non solo, nel
corso della stessa avrò modo di chiedergli un commento su altri tre casi che argomenta
nel predetto libro. Andiamo a cominciare.
Osvaldo
Carigi:
Ciao Ray, grazie innanzi tutto per la tua disponibilità. Voglio subito
togliermi una curiosità riguardo il tuo background di ufologo: prima della tua
esperienza nella succitata base aerea, ti interessavi agli UFO? Te lo chiedo
perché nel libro affermi che a seguito del colloquio rivelatore avuto con un
tuo collega (di cui tratteremo in seguito) non fosti più lo stesso.
Raymond
Szymanski Ero
interessato al programma spaziale statunitense in via di sviluppo negli anni
'60, ma non ricordo alcun interesse o conoscenza dell'argomento
"alieno" fino a quando il mio mentore "Al" non me ne parlò
nel 1973.
Osvaldo
Carigi: Il
colloquio con “Al” avvenuto all’interno di Wright-Patterson, durante la tua
prima settimana di lavoro nella base, iniziò con una sua domanda che ti portò a pensare di avere di fronte un
collega che beveva in servizio mentre rispondevi che non avevi assolutamente
idea di cosa stesse parlando. Ray, il tuo “mentore” ti disse che nella base
erano stati portati alieni e un disco volante, recuperati da un incidente
avvenuto verso Ovest… L’UFO-crash di Roswell?
Raymond
Szymanski Al
non ha specificato. Poiché molti giornali contemporanei (vedi nota)
hanno riferito che i rottami di Roswell sono andati a "Wright Field",
presumo che sia questo l'evento a cui si riferiva.
nota
Che Wright-Patterson celasse (cela
tutt’ora?) nei suoi interni corpi alieni e velivoli spaziali non era proprio un
segreto per chi si interessa di UFO, tant’è che anche io nel corso delle mie
interviste e ricerche documentali per il mio libro “voci da Roswell” più di una volta mi è stato detto/ho letto
che questa base era la destinazione finale di corpi alieni e velivoli spaziali.
Osvaldo
Carigi: Nel
tuo libro riporti di aver visto molti dei potenziali tunnel dove si diceva
venissero tenuti alieni e UFO. Hai visto qualcosa o hai indovinato che c’era
qualcosa?
Raymond
Szymanski Non
ho visto nessun alieno in una cella della base. Tuttavia, Jesse Marcel, Thomas
Dubose e i giornali hanno tutti detto che il materiale dell'incidente è stato
inviato a Wright Field. Personalmente sono convinto al 100% che i rottami
metallici sono stati inviati a Wright Field nel 1947 in ragione delle
testimonianze fornite dal maggiore Marcel e dal generale DuBose. Sono molto
meno sicuro degli "alieni", poiché non c'è un livello equivalente di
testimonianza disponibile.
Osvaldo Carigi: Secondo te ”Wright-Patterson ospita effettivamente entità e
oggetti di natura aliena?
Raymond Szymanski Non posso confermare che abbiano alieni e dischi volanti.
Tuttavia, hanno tutto il personale necessario, la tecnologia, le strutture, il
denaro, ecc. per valutare e sfruttare eventuali alieni e rottami che potrebbero
essere portati lì. Se avessero bisogno di attrezzature o personale aggiuntivo,
potrebbero certamente procurarselo lo stesso.
Osvaldo Carigi: Cosa pensi sia caduto nei pressi di Roswell nel luglio del
1947? Un UFO o, come sostenuto principalmente dalle autorità militari inizialmente un comune pallone-sonda e poi un
pallone del progetto Mogul?
Raymond Szymanski Tendo a
credere a ciò che il maggiore Jesse Marcel disse: "Non era di questo
pianeta".
Osvaldo Carigi: Cosa pensi dell’Area 51? Al pari di Wright-Patterson
potrebbe celare nel suo interno “scomode” realtà ufologiche?
Raymond Szymanski L'Area 51 sarebbe un buon posto per tenerle segrete.
Osvaldo
Carigi Aderendo con squisita cortesia ad una mia
specifica richiesta, Ray mi ha autorizzato a riportare il testo del colloquio
(menzionato all’inizio di questa intervista e contenuto nel libro “Alien Shades of Greys: Evidence of
Extraterrestrial Visitation to Wright-Patterson Air Force Base and Beyond”) da
lui avuto con il suo collega Al all’interno
della base aerea Wright-Patterson. Nel presentarla, Ray afferma che è rimasta
incisa in modo indelebile nei recessi della sua mente con la conseguenza che da
allora non è stato più lo stesso. Personalmente non ho difficoltà ad ammettere
che chiunque, al suo posto, sarebbe rimasto quanto meno sorpreso (per usare un
eufemismo) da certe rivelazioni totalmente inaspettate.
Al: Hai
sentito parlare dei nostri alieni?
Ray: Che cosa?!
Al: Lo sai, gli alieni presenti qui nella
base.
Ray: Non ho proprio la più pallida idea di cosa tu stia
dicendo. (In un primo momento ho avuto il sospetto che il personale della base
bevesse in servizio).
Al: Si, c’è stato un UFO-crash nell’Ovest, sono stati
recuperati corpi alieni, il velivolo e portati qui.
Ray: Vi sono dei tunnels qui?
Al: Si, tutto intorno alla base.
Ray: Possiamo andare a vedere questi alieni ricoverati in
questi tunnels?!
Al: Veramente no.
Ray: Perché no?
Al: Perchè è un segreto. Solo poche persone sono
autorizzate a vedere quella roba.
Ray: Se è un segreto, come mai tu ne sei venuto a
conoscenza?
Al: Tutti quelli che lavorano qui alla base lo sanno
Raymond
Szymanski: Ero stordito. Io, giovane studente con
rapporto di collaborazione, appena alla prima settimana di lavoro in un
piccolo, selezionato gruppo di 10.000 persone, avevo appreso il loro più
incredibile segreto di sempre! Nella base vi erano corpi alieni e un UFO
custoditi in tunnels sotterranei! Adoro questo posto! Un po' preoccupato che 10.000 persone potessero non essere
in grado di mantenere collettivamente il “coperchio” su questo segreto,
feci una domanda di troppo.
Ray:
Al,
alla luce di quanto mi ha appena detto, può dirmi qual è la tua definizione di
"segreto"? E guardandomi come se avessi appena mangiato della cacca, rispose:
Al: Credo che per ora
sia sufficiente, e non sto né "confermando" né "negando"
che abbiamo degli alieni. Quindi è meglio
tornare al lavoro.
Raymond
Szymanski: Per i successivi
quarant'anni ho avuto decine se non centinaia di brevi conversazioni sul
"segreto" che mi era stato rivelato durante la mia prima settimana
alla base. La maggior parte delle risposte erano simili a quanto mi venne detto
all'inizio: "Oh sì, li abbiamo. Sono nei tunnels". Le decine di
dipendenti della base con cui ho parlato, militari ed ex dipendenti della base,
militari e civili, ufficiali generali di livello GS-5, concordano umanamente
sul fatto che Wright-Patterson è il luogo logico per la valutazione di tali
elementi. Tuttavia, concordano anche sul fatto che se questi materiali vennero
davvero portati nella base, è anche logico pensare che da allora siano stati
spostati in altri luoghi per un utilizzo avanzato. Tendo a concordare in
qualche modo, ma non del tutto, con questa opinione
Osvaldo
Carigi: Nel
tuo libro oltre a Wright-Patterson indaghi su tre importanti casi: Exeter,
Travis Walton, Rendlesham Forest. Iniziamo dal primo verificatosi nel 1965 nei
pressi della cittadina di Exeter (New Hampshire-USA). Indubbiamente il grande
oggetto volante con cinque luci rosse, protagonista principale della vicenda,
venne visto e testimoniato nella notte del 3settembre dal diciottenne Norman
Muscarello, dai poliziotti Eugene
Bertrand, David Hunt e da una signora trovata in stato di choc dentro la
sua auto proprio da Hunt mentre questi era in servizio. Successivamente lo
stesso Hunt vide passare un bombardiere B-52 ed ebbe a specificare che non era
possibile confrontarlo con l’oggetto visto precedentemente. Nonostante però
queste testimonianze, le autorità militari rilasciarono un comunicato nel quale
l’oggetto volante visto dal quartetto di testimoni era parte di una
esercitazione dell’U.S. Air Force denominata “Big Blast”. Si parlò anche di un
aereo cisterna e addirittura di uno scherzo. Insomma, sempre è accaduto (e
accade) nella stragrande maggioranza dei casi, l’ufficialità smentiva
categoricamente ogni possibile versione ufologica.
Ray, qual’è la tua opinione su questo
incidente?
Raymond
Szymanski Sì, è un classico
caso in cui l'Aeronautica Militare statunitense ha ignorato tutte le
testimonianze e si è inventata una scusa molto debole; così debole, infatti,
che il messaggero è stato quasi bruciato sul rogo dalle persone a cui è stato
consegnato il messaggio mentre erano sedute sul campo in attesa del ritorno
dell'UFO.
Credo che Exeter sia uno dei migliori casi
di UFO di sempre per i seguenti motivi:
1) Testimonianze
altamente attendibili;
2) Il libro “The incident at Exter” che “catturò”
tempestivamente le prove testimoniali
3) Exter avvenuto nel 1965 non è stato
“influenzato” dal caso Roswell che divenne importante solo a partire dal 1978.
Osvaldo
Carigi L’incidente
di Travis Walton (avvenuto nella Apache Sitgreaves National Forest, vicino
Snowflake-Arizona, il 5 novembre del 1975) pur presentando serie credenziali di autenticità
venne, dai soliti scettici/debunker e dalle autorità locali, sospettato di
essere una “montatura” orchestrata dai protagonisti (Walton, i suoi compagni di
lavoro e anche la madre e il fratello di Travis) messa in atto al fine di
balzare agli onori della cronaca e ricavare profitti da interviste, libri, ecc.
Inizialmente venne classificato come abduction ma Walton stesso specificò anni
dopo che in realtà gli alieni non vollero rapirlo ma solamente prelevarlo a
bordo dell’UFO per guarirlo dagli effetti di un raggio di energia, partito
dall’oggetto, che lo investì accidentalmente nel momento che si era troppo
incautamente avvicinato alla nave spaziale.
Che idea ti sei fatto di Walton e della
sua storia?
Raymond
Szymanski Ho avuto il
privilegio di passare diverse ore da solo con Travis Walton sul luogo del suo
evento nella foresta nazionale Apache-Sitgreaves nel febbraio 2015. Mentre
eravamo lì in piedi, mi ha raccontato in dettaglio quello che era successo in
quella fatidica notte. La sua voce era piena di trepidazione e di sincerità.
Sono bravo a “leggere” le persone e l'ho trovato totalmente disponibile e
credibile. Da un punto di vista probatorio, la vicenda dei sette boscaioli
guadagna un'enorme forza da ogni superamento di più prove alla macchina della
verità, raccontando storie corrispondenti, e non vacillando mai da quelle
storie nonostante le offerte di 10.000 dollari da parte di famigerati debunkers
per ritrattare. Nell'Appendice (Parte 4) del suo libro , “Fire in the Sky”,
Travis Walton smentisce in modo schiacciante ogni qualsiasi affermazione di
scettici/debunker riguardo agli eventi vissuti da lui stesso e dai suoi
compagni di equipaggio. Questa appendice dovrebbe essere una lettura
obbligatoria per tutti coloro che sono interessati all'ufologia.
Osvaldo
Carigi: Eccoci
giunti al termine della nostra intervista e lo facciamo nel migliore dei modi
con il britannico incidente di
Rendlesham che non sfugge alla solita contrapposizione tra chi lo reputa reale
e chi lo considera solo una distorsione della realtà dei fatti operata dai
testimoni se non addirittura uno scherzo.
Qual'è il tuo giudizio su questa vicenda?
Raymond
Szymanski Il caso Rendlesham
offre, ancora una volta, eccellenti prove sia nei testimoni che nella scienza.
Decine di militari qualificati hanno testimoniato con storie che possono
variare leggermente nei dettagli ricordati, tutti i rapporti corrispondono al
nucleo narrativo . UFO con luci abbaglianti sono stati visti aleggiare sulla
foresta e su luoghi critici nelle basi di Bentwaters e Woodbridge. Sono stati
fatti calchi in gesso dei treppiedi di atterraggio e i contatori Geiger hanno
registrato letture di radiazioni inspiegabilmente elevate nei punti precisi
identificati dai testimoni. Il personale militare che parla di UFO viene
trattato duramente e non c'è motivo di subire questo trattamento a meno che non
sia assolutamente vero e degno di essere raccontato. Burroughs, Halt e
Penniston sono indiscutibili testimoni in prima persona di uno degli incontri
più notevoli di sempre!
Wright-Patterson Air Force Base
Una ricostruzione dell’avvistamento di Exeter
"L'abduction" di Travis Walton
L'UFO di Rendlesham
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