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domenica 22 dicembre 2024

 

ET A WRIGHT-PATTERSON E.. ALTRO

di Osvaldo Carigi
 
Osvaldo Carigi: Una delle questioni maggiormente “gettonate” nella investigazione ufologica è quella relativa alla presenza in basi militari di navi spaziali e corpi alieni, morti e/o vivi, recuperati/prelevati a seguito di negatissimi ufo-crash. La quasi totalità  dei ricercatori ha spesso presentato nei loro lavori editoriali ma anche nel corso di tour conferenziali, documentazioni atte a dimostrare, “in primis” ai soliti scettici, che certe scomode “verità” devono essere prese in seria considerazione. Durante le mie interviste, mi sono spesso imbattuto nella tematica in argomento ricevendo sempre interessanti risposte che mi hanno confermato la certezza di un segreto che oramai non è più tale. E come se ce ne fosse stato bisogno ho avuto ulteriore conferma di tale assunto da Raymond Szymanski un ingegnere elettronico, ora ricercatore ufologico, che ha lavorato quasi quarant’anni nella più importante e famosa, soprattutto per addetti ai lavori e appassionati di UFO, base aerea militare degli Stati Uniti: Wright-Patterson Air ForceBase di Dayton (Ohio).
Szymanski è autore di due interessantissimi libri frutto delle sue indagini su importanti casi. Nel primo dei suoi lavori editoriali “Fifty Shades of Greys: Evidence of Extraterrestrial Visitation to Wright-Patterson Air Force Base and Beyond” (recentemente reintitolato “Alien Shades of Greys: Evidence of Extraterrestrial Visitation to Wright-Patterson Air Force Base and Beyond”) presenta una sua interessante testimonianza che tratterò con lui nel corso di questa intervista. Ma non solo,  nel corso della stessa avrò modo di chiedergli un commento su altri tre casi che argomenta nel predetto libro. Andiamo a cominciare.
Osvaldo Carigi: Ciao Ray, grazie innanzi tutto per la tua disponibilità. Voglio subito togliermi una curiosità riguardo il tuo background di ufologo: prima della tua esperienza nella succitata base aerea, ti interessavi agli UFO? Te lo chiedo perché nel libro affermi che a seguito del colloquio rivelatore avuto con un tuo collega (di cui tratteremo in seguito) non fosti più lo stesso.
Raymond Szymanski Ero interessato al programma spaziale statunitense in via di sviluppo negli anni '60, ma non ricordo alcun interesse o conoscenza dell'argomento "alieno" fino a quando il mio mentore "Al" non me ne parlò nel 1973.
Osvaldo Carigi: Il colloquio con “Al” avvenuto all’interno di Wright-Patterson, durante la tua prima settimana di lavoro nella base, iniziò con una sua domanda  che ti portò a pensare di avere di fronte un collega che beveva in servizio mentre rispondevi che non avevi assolutamente idea di cosa stesse parlando. Ray, il tuo “mentore” ti disse che nella base erano stati portati alieni e un disco volante, recuperati da un incidente avvenuto verso Ovest… L’UFO-crash di Roswell?
Raymond Szymanski Al non ha specificato. Poiché molti giornali contemporanei (vedi nota) hanno riferito che i rottami di Roswell sono andati a "Wright Field", presumo che sia questo l'evento a cui si riferiva.
 
nota Che Wright-Patterson celasse (cela tutt’ora?) nei suoi interni corpi alieni e velivoli spaziali non era proprio un segreto per chi si interessa di UFO, tant’è che anche io nel corso delle mie interviste e ricerche documentali per il mio libro “voci da Roswell”  più di una volta mi è stato detto/ho letto che questa base era la destinazione finale di corpi alieni e velivoli spaziali.
 
Osvaldo Carigi: Nel tuo libro riporti di aver visto molti dei potenziali tunnel dove si diceva venissero tenuti alieni e UFO. Hai visto qualcosa o hai indovinato che c’era qualcosa?
Raymond Szymanski Non ho visto nessun alieno in una cella della base. Tuttavia, Jesse Marcel, Thomas Dubose e i giornali hanno tutti detto che il materiale dell'incidente è stato inviato a Wright Field. Personalmente sono convinto al 100% che i rottami metallici sono stati inviati a Wright Field nel 1947 in ragione delle testimonianze fornite dal maggiore Marcel e dal generale DuBose. Sono molto meno sicuro degli "alieni", poiché non c'è un livello equivalente di testimonianza disponibile.
Osvaldo Carigi:  Secondo te ”Wright-Patterson ospita effettivamente entità e oggetti di natura aliena?
Raymond Szymanski Non posso confermare che abbiano alieni e dischi volanti. Tuttavia, hanno tutto il personale necessario, la tecnologia, le strutture, il denaro, ecc. per valutare e sfruttare eventuali alieni e rottami che potrebbero essere portati lì. Se avessero bisogno di attrezzature o personale aggiuntivo, potrebbero certamente procurarselo lo stesso.
Osvaldo Carigi: Cosa pensi sia caduto nei pressi di Roswell nel luglio del 1947? Un UFO o, come sostenuto principalmente dalle autorità militari  inizialmente un comune pallone-sonda e poi un pallone del progetto Mogul?
Raymond Szymanski  Tendo a credere a ciò che il maggiore Jesse Marcel disse: "Non era di questo pianeta".
Osvaldo Carigi: Cosa pensi dell’Area 51? Al pari di Wright-Patterson potrebbe celare nel suo interno “scomode” realtà ufologiche?
Raymond Szymanski  L'Area 51 sarebbe un buon posto per tenerle segrete.
Osvaldo Carigi Aderendo con squisita cortesia ad una mia specifica richiesta, Ray mi ha autorizzato a riportare il testo del colloquio (menzionato all’inizio di questa intervista e contenuto nel libro “Alien Shades of Greys: Evidence of Extraterrestrial Visitation to Wright-Patterson Air Force Base and Beyond”) da lui avuto con il suo collega Al all’interno della base aerea Wright-Patterson. Nel presentarla, Ray afferma che è rimasta incisa in modo indelebile nei recessi della sua mente con la conseguenza che da allora non è stato più lo stesso. Personalmente non ho difficoltà ad ammettere che chiunque, al suo posto, sarebbe rimasto quanto meno sorpreso (per usare un eufemismo) da certe rivelazioni totalmente inaspettate.
 
Al:      Hai sentito parlare dei nostri alieni?
Ray:    Che cosa?!
Al:      Lo sai, gli alieni presenti qui nella base.
Ray:    Non ho proprio la più pallida idea di cosa tu stia dicendo. (In un primo momento ho avuto il sospetto che il personale della base bevesse in servizio).
Al:      Si, c’è stato un UFO-crash nell’Ovest, sono stati recuperati corpi alieni, il velivolo e portati qui.
Ray:    Vi sono dei tunnels qui?
Al:      Si, tutto intorno alla base.
Ray:    Possiamo andare a vedere questi alieni ricoverati in questi tunnels?!          
Al:      Veramente no.
Ray:    Perché no?
Al:      Perchè è un segreto. Solo poche persone sono autorizzate a vedere quella roba.
Ray:    Se è un segreto, come mai tu ne sei venuto a conoscenza?
Al:      Tutti quelli che lavorano qui alla base lo sanno
 
Raymond Szymanski: Ero stordito. Io, giovane studente con rapporto di collaborazione, appena alla prima settimana di lavoro in un piccolo, selezionato gruppo di 10.000 persone, avevo appreso il loro più incredibile segreto di sempre! Nella base vi erano corpi alieni e un UFO custoditi in tunnels sotterranei! Adoro questo posto! Un po' preoccupato che 10.000 persone potessero non essere in grado di mantenere collettivamente il “coperchio” su questo segreto, feci una domanda di troppo.
 
Ray:    Al, alla luce di quanto mi ha appena detto, può dirmi qual è la tua definizione di "segreto"? E guardandomi come se avessi appena mangiato della cacca, rispose:
Al:      Credo che per ora sia sufficiente, e non sto né "confermando" né "negando" che abbiamo degli alieni. Quindi è meglio tornare al lavoro.
 
Raymond Szymanski:          Per i successivi quarant'anni ho avuto decine se non centinaia di brevi conversazioni sul "segreto" che mi era stato rivelato durante la mia prima settimana alla base. La maggior parte delle risposte erano simili a quanto mi venne detto all'inizio: "Oh sì, li abbiamo. Sono nei tunnels". Le decine di dipendenti della base con cui ho parlato, militari ed ex dipendenti della base, militari e civili, ufficiali generali di livello GS-5, concordano umanamente sul fatto che Wright-Patterson è il luogo logico per la valutazione di tali elementi. Tuttavia, concordano anche sul fatto che se questi materiali vennero davvero portati nella base, è anche logico pensare che da allora siano stati spostati in altri luoghi per un utilizzo avanzato. Tendo a concordare in qualche modo, ma non del tutto, con questa opinione
Osvaldo Carigi: Nel tuo libro oltre a Wright-Patterson indaghi su tre importanti casi: Exeter, Travis Walton, Rendlesham Forest. Iniziamo dal primo verificatosi nel 1965 nei pressi della cittadina di Exeter (New Hampshire-USA). Indubbiamente il grande oggetto volante con cinque luci rosse, protagonista principale della vicenda, venne visto e testimoniato nella notte del 3settembre dal diciottenne Norman Muscarello, dai poliziotti Eugene Bertrand, David Hunt e da una signora trovata in stato di choc dentro la sua auto proprio da Hunt mentre questi era in servizio. Successivamente lo stesso Hunt vide passare un bombardiere B-52 ed ebbe a specificare che non era possibile confrontarlo con l’oggetto visto precedentemente. Nonostante però queste testimonianze, le autorità militari rilasciarono un comunicato nel quale l’oggetto volante visto dal quartetto di testimoni era parte di una esercitazione dell’U.S. Air Force denominata “Big Blast”. Si parlò anche di un aereo cisterna e addirittura di uno scherzo. Insomma, sempre è accaduto (e accade) nella stragrande maggioranza dei casi, l’ufficialità smentiva categoricamente ogni possibile versione ufologica.
Ray, qual’è la tua opinione su questo incidente?
Raymond Szymanski  Sì, è un classico caso in cui l'Aeronautica Militare statunitense ha ignorato tutte le testimonianze e si è inventata una scusa molto debole; così debole, infatti, che il messaggero è stato quasi bruciato sul rogo dalle persone a cui è stato consegnato il messaggio mentre erano sedute sul campo in attesa del ritorno dell'UFO.
Credo che Exeter sia uno dei migliori casi di UFO di sempre per i seguenti motivi:
1)        Testimonianze altamente attendibili;
2)        Il libro “The incident at Exter” che “catturò” tempestivamente le prove testimoniali
3)        Exter avvenuto nel 1965 non è stato “influenzato” dal caso Roswell che divenne importante solo a partire dal 1978.
Osvaldo Carigi L’incidente di Travis Walton (avvenuto nella Apache Sitgreaves National Forest, vicino Snowflake-Arizona, il 5 novembre del 1975)  pur presentando serie credenziali di autenticità venne, dai soliti scettici/debunker e dalle autorità locali, sospettato di essere una “montatura” orchestrata dai protagonisti (Walton, i suoi compagni di lavoro e anche la madre e il fratello di Travis) messa in atto al fine di balzare agli onori della cronaca e ricavare profitti da interviste, libri, ecc. Inizialmente venne classificato come abduction ma Walton stesso specificò anni dopo che in realtà gli alieni non vollero rapirlo ma solamente prelevarlo a bordo dell’UFO per guarirlo dagli effetti di un raggio di energia, partito dall’oggetto, che lo investì accidentalmente nel momento che si era troppo incautamente avvicinato alla nave spaziale.
Che idea ti sei fatto di Walton e della sua storia?
Raymond Szymanski  Ho avuto il privilegio di passare diverse ore da solo con Travis Walton sul luogo del suo evento nella foresta nazionale Apache-Sitgreaves nel febbraio 2015. Mentre eravamo lì in piedi, mi ha raccontato in dettaglio quello che era successo in quella fatidica notte. La sua voce era piena di trepidazione e di sincerità. Sono bravo a “leggere” le persone e l'ho trovato totalmente disponibile e credibile. Da un punto di vista probatorio, la vicenda dei sette boscaioli guadagna un'enorme forza da ogni superamento di più prove alla macchina della verità, raccontando storie corrispondenti, e non vacillando mai da quelle storie nonostante le offerte di 10.000 dollari da parte di famigerati debunkers per ritrattare. Nell'Appendice (Parte 4) del suo libro , “Fire in the Sky”, Travis Walton smentisce in modo schiacciante ogni qualsiasi affermazione di scettici/debunker riguardo agli eventi vissuti da lui stesso e dai suoi compagni di equipaggio. Questa appendice dovrebbe essere una lettura obbligatoria per tutti coloro che sono interessati all'ufologia.
Osvaldo Carigi: Eccoci giunti al termine della nostra intervista e lo facciamo nel migliore dei modi con il britannico  incidente di Rendlesham che non sfugge alla solita contrapposizione tra chi lo reputa reale e chi lo considera solo una distorsione della realtà dei fatti operata dai testimoni se non addirittura uno scherzo.
Qual'è il tuo giudizio su questa vicenda?  
Raymond Szymanski  Il caso Rendlesham offre, ancora una volta, eccellenti prove sia nei testimoni che nella scienza. Decine di militari qualificati hanno testimoniato con storie che possono variare leggermente nei dettagli ricordati, tutti i rapporti corrispondono al nucleo narrativo . UFO con luci abbaglianti sono stati visti aleggiare sulla foresta e su luoghi critici nelle basi di Bentwaters e Woodbridge. Sono stati fatti calchi in gesso dei treppiedi di atterraggio e i contatori Geiger hanno registrato letture di radiazioni inspiegabilmente elevate nei punti precisi identificati dai testimoni. Il personale militare che parla di UFO viene trattato duramente e non c'è motivo di subire questo trattamento a meno che non sia assolutamente vero e degno di essere raccontato. Burroughs, Halt e Penniston sono indiscutibili testimoni in prima persona di uno degli incontri più notevoli di sempre!

Wright-Patterson Air Force Base


Una ricostruzione dell’avvistamento di Exeter 

"L'abduction" di Travis Walton
L'UFO di Rendlesham















 
 

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