Tutto ebbe inizio con questa e-mail del 18 ottobre 2017 inviatami da Anthony Bragalia, noto ricercatore e ufologo americano:
«Ciao Osvaldo, ti potrebbe interessare “The Wonder at Wanaque: is a 50 year old
UFO photo from New Jersey, one of the best ever taken?” - “Il Fenomeno di Wanaque:
la foto di un UFO vecchia di 50 anni scattata nel New Jersey, una delle migliori mai
viste?”. Finalmente è stata identificata la persona che ha scattato la foto ed è
stato possibile analizzare l’originale dello scatto in modo approfondito».
L'EVENTO
L’11 gennaio 1966 a Wanaque, New Jersey (NJ,
contea di Passaic), una serie di strani e inquietanti
eventi iniziarono a verificarsi in questa cittadina di
quasi diecimila abitanti. Gran parte dell’attività si
concentrò presso la diga di Wanaque e le principali
fonti d’acqua della comunità. L’evento ebbe la
durata di due ore (dalle 18.20 alle 20.58) e fu
osservato da decine di testimoni. La polizia fu
bersagliata da telefonate che riferivano di un
oggetto volante visto nel raggio di una trentina di
chilometri. Dalle descrizioni l’UFO era: bianchissimo,
a volte a colori cangianti, rosso, blu e verde;
emanava una luce luminosissima e intensa, non
tremolante o a intermittenza; sembrava molto più
grande di qualsiasi stella; a volte prendeva una
forma ad uovo, irregolare e frastagliata (come
descritta da un testimone che lo definì «grande
come 10 stelle luminosissime messe insieme»);
fluttuava, volando «rado e in modo strano» sulle
vaste acque gelate, apparentemente seguendo una
traiettoria precisa (da alcuni descritta come
circolare, con movimenti laterali e ascensionali, in
alto e in basso); in volo sui testimoni ad un’altezza
variabile tra i settanta e i trecento metri; si muoveva con diverse velocità, da moderata a
rapida, in modo completamente silenzioso (nessun suono di motore), fermandosi di tanto in
tanto a galleggiare nell’aria; infine, sparì alla vista in modo velocissimo dopo la ricognizione
del luogo. Ma il racconto sull'UFO di gran lunga più scioccante e importante è il seguente:
«Per l’intera durata dell’avvistamento, l’oggetto emetteva a intervalli grandi raggi di
luce da un oblò, diretti in basso verso il ghiaccio, vicino alla diga Wanaque, al bacino
idrico e ai depositi d’acqua della città. I raggi riuscivano a forare il ghiaccio, come
tagliando il gelo invernale con precisione e facilità! È un mistero come una semplice
luce abbia potuto fare questo (a meno che non fosse un laser o un tipo sconosciuto di
tecnologia energetica).
Il Sergente Ben Thompson (nella lista dei testimoni) ha confermato la strana capacità
dell’UFO di risucchiare insieme le cime degli alberi e far innalzare il livello dell’acqua dei
bacini».
Chi vide tutto ciò? Decine e decine di abitanti della città hanno raccontato di aver assistito all’episodio, o a
momenti di esso. Tra questi, il sindaco, diversi assessori, personale delle forze dell’ordine, le
guardie del bacino idrico e anche una suora cattolica di alto rango.
Questi i testimoni chiave, apparsi in brevi interviste nei giornali dell’epoca:
- Il sindaco Harry T. Wolfe e suo figlio Billy
- Gli assessori comunali Warren Hagstrom, Arthur Barton e John Shuttle
- Gli ufficiali della Difesa Civile Bentley Spencer and Richard Vrooman
- Il capo della Polizia Floyd Elson
- L’ufficiale George Dyckman
- L'addetto di pattuglia Joe Cisco
- Il sergente Bobby Gordon (Polizia di Pompton Lakes)
- I sergenti Ben Thompson and David Sisco
- Gli addetti di pattuglia Edward Nestor e Jack Wardlaw
- Il guardiano e il personale impiegato al bacino idrico George Destito, Charles
Theodora, Fred Steines
- La madre superiora di un convento locale.
Tra gli altri testimoni menzionati dalla stampa dell’epoca, vi erano anche due adolescenti (Sloat and Melegrae) e uno studente del Newark College of Engineering, John Di Giamoco, come anche le mogli e i figli dei testimoni sopra citati. Fu raccontato che nel corso della notte, la polizia ricevette decine di telefonate su quell’oggetto, provenienti da diverse località e punti di osservazione nelle aree circostanti. Già dai primi resoconti, la polizia si convinse a recarsi alla diga per constatare di persona. Non tutti naturalmente videro i momenti più spettacolari dell’episodio, e qualcun altro riferì anomalie meno significative, ciascuno in base a quando arrivò sul posto o al punto dal quale poté osservare il fenomeno.
Cosa venne raccontato?
Quali furono le testimonianze chiave?
- Il sindaco Wolfe, volle caratterizzare l’evento dicendo che si trattava di «un
fenomeno terribilmente strano».
- L’ufficiale George Dyckman, disse: «Mai visto niente di simile in vita mia».
- Fred Steines, un addetto al bacino idrico, affermò: «Quella cosa sparò un getto di
luce verso il basso, come attratto dall’acqua, come un raggio emesso da un
portale».
- L’assessore Warren Hagstrom, aggiunse: «Ci venne la pelle d’oca quando
scoprimmo dov’era l’apertura».
- L’addetto al pattugliamento Joe Cisco (registrato dalla radio della polizia), dichiarò:
«Qualcosa è atterrato davanti alla diga. Qualcosa che sta forando il ghiaccio!
Qualcosa di molto luminoso, che si muove su e giù!».
Dopo oltre mezzo secolo di anonimato, è stata identificata anche la persona che scattò le
immagini dell’UFO di Wanaque. Sono stati rivelati il suo nome e il suo passato, ed è apparsa
anche una sua foto. Claude Coutant, questo è il nome dell’individuo, che ha eseguito almeno
5 scatti del velivolo avvistato sul bacino di Wanaque alla fine del dicembre 1966, incluso il
“raggio” luminoso. All’epoca Coutant aveva quarantasei anni ed era un operaio di un
gommificio a Butler (NJ).
All’inizio si pensava che le foto fossero state scattate dalle forze dell’ordine (come affermato
nei primi articoli di Wanaque presenti negli archivi del sito), ma le successive indagini
smentirono queste ipotesi, sebbene alcuni ufficiali avessero realmente scattato altre
immagini dell’UFO sul bacino (si veda la testimonianza di Charles Theodora nei primi articoli
di Wanaque). E pare che Coutant conoscesse Casazza, il capo della Polizia del Bacino, che
fornì un resoconto altrettanto preciso del suo avvistamento dell’oggetto e del raggio di luce,
così come si vede dai cinque scatti. Inoltre, la foto originale del raggio fu mostrata in
pubblico per la prima volta (come anche il suo retro, dove Coutant aveva scritto a mano la
data dell’evento).
Le foto e l’identità del fotografo, sono state fornite da una donna del New Jersey che vive
nella zona di Wanaque, in precedenza affiliata al giornale “Star Ledger”. Con la richiesta di
rimanere anonima, la donna racconta di aver ricevuto le immagini da una ex fidanzata di
Claude Coutant, deceduto nel 1986. La fotografia non sembra mostrare tracce di ritocchi, e
un particolare effetto di colorazione sulla foto potrebbe rivelare anche dettagli nascosti. Il
consulente francese Christian Toussay ha applicato all’immagine una tecnica di analisi fotografica, mediante la quale assegnando diversi colori al raggio di luce, nella foto in bianco
e nero, comparirebbero nuovi particolari. Toussay rimase colpito dal fatto che il raggio di
luce sembrasse contenere forme tridimensionali fluttuanti, e affermò che non si trattava di
artefatti fotografici derivanti dal filtro in scala di grigio del software.
L’autenticità della foto è ulteriormente comprovata da una serie di altre immagini, scattate
prima del manifestarsi del raggio dallo stesso fotografo, che mostrano la sagoma cangiante
dell’UFO sul bacino di Wanaque prima della sua emissione sull’acqua. Il cono di luce
sembra roteare e cambiare forma, creando quattro lati separati. Questo effetto sarebbe
difficile da ricreare oggi, figuriamoci più di mezzo secolo fa e da un operaio di una fabbrica,
in un mondo in cui “Photoshop” e il fotoritocco digitale non esistevano.
Il raggio luminoso dalla forma strana poi si ferma in aria a pochi metri sul livello dell’acqua,
scurendone la superficie sotto di esso. Fenomeno che sembra sfidare tutte le leggi della
fisica. In realtà, ogni dettaglio inerente quest’avvistamento di massa dell’UFO a Wanaque
sfida tutto ciò che è definibile “normale”.
«La cosa più strana era che quell’oggetto non emetteva alcun tipo di suono. Era
completamente silenzioso. La luce era bianchissima. Il raggio era a forma di imbuto, come se
fuoriuscisse da una specie di telescopio: stretto da un lato e molto più largo in direzione della
diga», dalla descrizione dell’UFO fornita da John Casazza, capo della polizia del bacino idrico
di Wanaque, Dicembre 1966, mentre un residente scattava alcune fotografie. Fred Steines,
ufficiale del bacino idrico, riferendo sull’avvistamento disse: «Un raggio luminoso è stato
sparato dall’oggetto sull’acqua, come attratto da essa, come una luce che fuoriesce da
un’apertura». Il sindaco, una madre superiora, il capo della polizia di Wanaque, il capo della
polizia del bacino, altri ufficiali, donne, bambini e altri residenti hanno dichiarato di aver
visto strane forme di luce e imbarcazioni.
Le voci sugli UFO a Wanaque andarono avanti per alcuni mesi fino alla fine del 1966 nell’area
della contea di Passaic (NJ). Altre storie erano apparse anche prima e dopo quel periodo, ma
l’apparizione in “crescendo” avvenne in quella fredda notte invernale alla fine del dicembre
1966, quando furono scattate le foto di quello spettacolare fenomeno verificatosi sul grande
bacino idrico, che fornisce di acqua potabile vaste aree del New Jersey.
A quanto pare diversi uomini sconosciuti, nelle vesti di ufficiali militari, si sarebbero recati a
Wanaque nel periodo successivo all’avvistamento per intimidire i residenti e dissuaderli da
parlare dell’UFO. E la fonte di queste “indiscrezioni” sarebbe il Pentagono statunitense
stesso!!! Il dettaglio di queste visite “MIB” è stato trovato sepolto nella defunta
pubblicazione dell’Organizzazione civile di ricerca UFO “APRO Bulletin” (gennaio-febbraio
1967):
Secondo il colonnello George P. Freeman, portavoce del Pentagono per il “Progetto
Bluebook”, «gli uomini vestiti con le uniformi dell’Aeronautica e credenziali delle
agenzie governative hanno messo a tacere i testimoni Abbiamo controllato un certo
numero di casi simili, e questi uomini non sono in alcun modo connessi con l’Air Force».
Viene anche citato un caso in cui gli agenti di polizia e altri testimoni di avvistamenti a
Wanaque, nel New Jersey, furono presumibilmente radunati da un uomo che
indossava un’uniforme dell’Aeronautica, che ha intimato loro di testimoniare che «non
avevano visto nulla» e non avrebbero dovuto parlare dell’incidente. «Chiunque fosse,
non era dell’Aeronautica», ha sottolineato Freeman.
UNA BARCA ROVESCIATA
L'omonimo figlio di John Casazza, intervistato dal citato, in apertura, ufologo americano, apprese da suo padre, testimone oculare, l'esistenza di quella che sembrava "una barca rovesciata" sul lato opposto della riva, con "figure" che si aggiravano, anche se era pieno inverno, un tempo in cui nessuno si diverte mai a cavalcare l'acqua ghiacciata.
Chiesi all'amico Bragalia se si poteva ipotizzare che le piccole figure viste da Casazza fossero una sorta di
esploratori, scesi a terra a bordo di una navicella a forma di “barca rovesciata”e la risposta fu «Si, le figure provenivano dall’UFO. Casazza ci credeva, ma non aveva prove. Deve
averlo impressionato come qualcosa di molto strano, altrimenti non l’avrebbe menzionato a
suo figlio».
Letteratura storica disponibile, se pur in maniera esigua, sull’evento: giornali e periodici degli anni 1966-1967 tra cui: The New York Journal-American”; “The APRO Bulletin”; “NICAP Notes” di Otto Binder, 1966; “UFO Investigator”, Vol. III No. 6 (Jan-Feb 1966); e giornali della zona del NJ come il “Newark News” e lo “Star Ledger”.
Link di riferimento:
https://www.ufoexplorations.com/copy-of-home-1
L’UFO dal quale parte il raggio di luce
“a cono rovesciato”.
Le cinque immagini in serie scattate da Claude Coutant.
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