L’abduction.
Oxford,
Maine. 27 ootobre 1975. Le tre del mattino.
Due giovani, David e Glenn, si stanno rilassando nella roulotte che condividono,
quando un forte schianto li fa sobbalzare. Si precipitano fuori e vedono
un’auto della polizia e un camion dei pompieri sfrecciare a fari spenti. Pochi
istanti dopo, li videro ritornare nella direzione opposta. Per ragioni
sconosciute, i due ragazzi decidono di recarsi presso un lago lì vicino. Lungo
il percorso, l’auto sembra improvvisamente iniziare a salire e a spostarsi a
destra, nonostante il volante fosse fermo. Sebbene la strada è dissestata,
proseguono senza sussulti, come se stessero scivolando sull’asfalto. Vedono
pulsare una luce accecante colorata, prima verde, poi blu, poi rossa. Una
navicella silenziosa, delle dimensioni approssimative di un campo da football,
inizia infine a fluttuare a soli sei o nove metri sopra di loro. Quindi l’auto
viene accostata e i due svengono. Quando riprendono i sensi, le portiere della
macchina, che prima erano bloccate, sono aperte e i finestrini abbassati.
Avvistano altri tre UFO prima di giungere a casa dei genitori di David, alle
sei e trentacinque del mattino. Sono confusi e privi di equilibrio, incapaci di
parlare fluentemente. Hanno mani e piedi arrossati, gonfi e formicolanti, i
loro denti indolenziti si muovono. Tutti e due hanno occhiaie di colore
arancione, che poi diventeranno ambra pallido. La lingua di Glenn è rivestita
di una sostanza marrone, e attorno al collo di David c’è un anello dello stesso
colore.
Una prima visita “di avvertimento”.
Due giorni dopo l’accaduto, David racconterà che un tipo alto, vestito come un uomo d’affari, aveva bussato alla sua porta. Quando David aprì, l’uomo gli aveva detto con tono minaccioso: «Se ci tieni alla pelle, tieni la bocca chiusa».
L’ipnosi.
David viene mandato da un dottore , esperto nell’uso dell’ipnosi. Sotto ipnosi regressiva, riferisce di essere stato rapito e sottoposto a un esame anatomico in una stanza grigia di forma circolare. Descrive i suoi rapitori alti circa centoventi centimetri, glabri, con la pelle bianca, grandi occhi obliqui, un naso piccolissimo e senza orecchie. Non ricorda la forma delle loro bocche. Le mani sono composte da tre dita palmate e un pollice. Ricorda una luce accecante sopra di lui, e per quanto avesse tentato di ribellarsi ai suoi rapitori, era completamente sotto il loro controllo. Una grossa macchina quadrata e illuminata, posta su un braccio estensibile e mobile, venne posta sul suo petto e il suo corpo esaminato da capo a piedi e prelevato alcuni campioni.
Una seconda inquietane visita “di avvertimento”.
Maine.11
settembre 1976.
Il dottore di David (“H”) è nella sua casa da solo in quanto la sua famiglia è andata a vedere un film al drive-in. Alle 20.00 circa, squilla il telefono, e una voce maschile dice di essere il vice presidente di un gruppo di ricerca UFO del New Jersey, di sapere che il dottore lavora con David e di volere parlare del caso. Il dottore lo invita a casa. Dopo aver chiuso il telefono, si reca in veranda ad accendere la luce e… trova l’uomo con cui ha parlato poco prima che sta suonando il campanello (questo prima che fossero inventati i telefoni cellulari!). Invitato da “H” ad entrare, l’uomo si siede sul divano e il dottore su una sedia di fronte a lui. Accertatosi dell’avvenuta ipnosi di David nonché la presenza nell’archivio di “H” di nastri lettere e altro materiale sugli UFO, lo strano ospite “invita” il dottore a sbarazzarsi di tutto il suo materiale, dei nastri, delle lettere, di tutti i libri, e di dimenticarsi per sempre degli UFO, aggiungendo anche che le informazioni che egli aveva ricevuto da David erano corrette. Dopo aver “avvertito” il dottore, l’uomo si alza dal divano con difficoltà affermando che le sue energie si stanno esaurando e deve andare. Cammina fino alla porta e scende le scale barcollando, quindi gira l’angolo. “H” si affaccia dalla finestra per vedere dove è andato. Non c’erano auto. Vede un bagliore di luce intensissima vicino all’angolo della casa e l’uomo…non c’è più. Il dottore, ascoltando il consiglio dello strano 'visitatore', si libererà di tutti i nastri, lettere, libri, etc., che trattavano di UFO.
Un MIB…Man In Black?
Chi era l’uomo che fece vista ad “H” e, presumibilmente, prima a David ? Il dottore lo descrisse alto all’incirca un metro e sessantotto, vestito similmente al direttore di un’agenzia funebre: abito, cravatta e scarpe neri, camicia bianca, bombetta e guanti in pelle grigio scuro. Gli occhi erano di dimensioni normali, dal colore indecifrabile. Non aveva ciglia né sopracciglia, e il suo viso era glabro. La sua carnagione era bianchissima, molto pallida. Le orecchie erano piccole, e poste sulla testa in posizione più bassa rispetto alle nostre. La sua bocca era molto sottile, e portava un rossetto color rosso. “H” se ne accorse, quando lo vide strofinarsi il guanto sulle labbra e un po’ di rossetto macchiò il guanto. Aveva un naso simile a una piccola bolla senza promontorio. Anche la sua struttura ossea sembrava diversa. Gli abiti sembravano quasi appesi sul suo corpo e i suoi pantaloni avevano delle pieghe nette, che rimasero intatte quando si sedette, come se le sue gambe fossero esilissime e non tendessero il tessuto. Le sue scarpe erano uguali alle nostre. Non si tolse mai i guanti. Aveva un tono di voce monotono. Usava un inglese perfetto e preciso, ma sembrava che non capisse le sfumature di significato delle parole. Giunto alla fine di una frase, smetteva di parlare improvvisamente, senza abbassare il tono di voce.

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