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martedì 27 agosto 2024

MEN IN BLACK...IN PRINCIPIO ERA BENDER

 


Di Osvaldo Carigi

Nel 1997 irrompe nelle sale cinematografiche di tutto il mondo "Men in Black", primo (e, secondo il mio modesto parere, il più riuscito) di una serie di 4 pellicole aventi come soggetti strani "agenti" in completo scuro, camicia bianca e occhiali neri, facenti parte di una organizzazione segreta americana dedita all'accoglienza sulla Terra, e successivo controllo, di extraterrestri provenienti dai quattro angoli dell'universo. Il film in argomento ebbe il grande merito di far conoscere al grande pubblico, ovvero ai non addetti ai lavori e agli appassionati, un capitolo sconosciuto dell'ufologia: gli uomini in nero. I MIB dello schermo sono, però, solo il frutto di sceneggiatori hollywoodiani e a parte il famoso acronimo (*), il loro "completo" di lavoro e un (forse involontario) particolare (**) non sono aderenti a quelli "reali" ben più sinistri la cui "leggenda" è tata originata da quella che per molti è solo la fantasia malata di un bizzarro personaggio nato e vissuto in una piccola cittadina, uno dei centri più paranormali d'America (e non poteva essere altrimenti): Bridgeport (Stato del Connecticut): Albert K. Bender, universalmente conosciuto come il "papà" dei Men in Black. I MIB che apparvero per la prima volta fisicamente a Bender nel luglio del 1953 erano quindi gli stessi che telepaticamente lo avevano già "invitato" a desistere nella ricerca ufologica. Il loro look, descritto dettagliatamente da Bender nel suo libro autobiografico del 1963 "Flying Saucer and Three Men (in Black)" diventato successivamente la "divisa d'ordinanza" dei futuri uomini in nero, celava la vera natura di questi esseri che forse altro non erano quelli che una comune classificazione delle razze aliene conosciute definisce rettiliani. Bender, però, oltre a descrivere il vestiario dei MIB e il loro aspetto racconta che venne da questi esseri, provenienti dal morente pianeta Kazik, portato nella loro base nell'Antartico dove non c'era nessuno che li poteva disturbare nel loro compito: prelevare e trattare l'acqua di mare, compito questo che veniva svolto da dischi volanti scout a forma di cupola (l'UFO adamskiano tanto per intenderci). Bene, tutte queste caratteristiche aliene sia esso somatiche o relative alla motivazione della loro presenza sulla Terra le ritroviamo in molte situazioni post 1953. L'Antartico è sempre stato una delle zone maggiormente sospette di celare basi aliene, alcune testimonianze raccontano di UFO che prelevano acqua da laghi o altre fonti acquatiche e in molte situazioni di abduction gli alieni rivelarono che i loro pianeta d'origine era morente e quindi cercavano sulla Terra fonti di sostentamento atte a salvare la loro esistenza (spesso si parla appunto di acqua). Come già accennato il rettiliano è di sicuro, insieme al classico "grigio", l'alieno più "gettonato" dalla ricerca di forme di vita spaziali presenti sul nostro pianeta. Ma non fmisce qui: addirittura una delle più famose serie televisive "fantascientifiche", "Visitors" presenta nei cattivi alieni le stesse probabili caratteristiche dei MIB di Bender là dove dietro al loro mascherato aspetto umano si cela un orribile aspetto rettiliano e il loro arrivo sulla Terra è dovuto principalmente al prelevamento di acqua (e di carne umana-ndr) necessaria alla sopravvivenza del loro pianeta d'origine! La prima puntata di "Visitors" è datata primo maggio 1983, venti anni dopo la pubblicazione del libro autobiografico di Bender.... che forse, e sottolineo forse, servì come spunto agli sceneggiatori...

(*) Si deve al ricercatore/ufologo John Keel la diffusione dell'acronimo MIB per indicare i Men in Black. (**) Nella serie cinematografica dei Men in Black viene usato una specie di flash portatile per cancellare la memoria a scomodi testimoni. Il succitato John Keel fu il primo a parlare di "misteriosi fotografi" che abbagliavano i testimoni con dei flash.










 


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