CISCO
GROVE ENCOUNTER
di Osvaldo Carigi
J. ALLEN HYNEK:
Così, il ricercatore/ufologo Ruben Uriarte, che conoscerete più avanti, ha sintetizzato quanto accadde quella terribile notte: “Shrum si trovò coinvolto nel bel mezzo di una terrificante lotta di 12 ore con “loro”. Usò il suo ingegno, il suo arco e le frecce, usando ogni grammo della sua forza in una battaglia notturna per evitare la cattura.”
I due umanoidi si dirigono verso l’albero, sul quale è appollaiato Shrum, issandosi a vicenda con l’evidente intento di raggiungere il terrorizzato cacciatore e“tirarlo giù”. Poi, dopo aver osservato la scena in piedi su di una roccia ai piedi dell’albero, entra in azione la terza figura contro cui Shrum scaglia tre frecce che lo colpiscono al petto, rimbalzando e provocando delle scintille, chiara dimostrazione della composizione metallica di quello che potremmo, quindi, definire una sorta di “robot”. Shrum cerca di allontanare le entità scagliando loro contro pezzi infuocati dei propri indumenti quando dalla sua bocca dell’essere metallico fuoriesce una sorta di fumo bianco o gas che stordisce Shrum facendogli perdere momentaneamente i sensi. L’attacco del robot si ripete più di una volta con le stesse conseguenze per Shrum che, però, resiste fino a quando, in prossimità dell’alba, un secondo “robot” entra in scena e insieme al suo primo “collega” avvolgono il malcapitato cacciatore in una grande nuvola di “gas” facendogli perdere i sensi.
EPILOGO
Il sole non è ancora alto quando Shrum riprende conoscenza dall’ultima terribile “gasata” le entità aliene sono scomparse. E’ esausto, a penzoloni sull’albero, infreddolito e con indosso solo i pochi indumenti che non aveva ancora incendiato e tirato contro gli assalitori spaziali. Dopo aver atteso un po’ di tempo, scende dall’albero, e dopo essersi guardato intorno si dirige verso l’accampamento raggiungendo i suoi amici Vincent Alvarez, Tim Trueblood.
DUE AMICI, LO STESSO UFO E UN AFFIDAVIT
Vincent A. Alvarez ha vissuto l'evento con Shrum, ma in misura minore. Don era amico e collega di Aerojet. Alvarez (ora defunto), era anche un disegnatore di missili e aveva lavorato con Shrum per cinque anni. Era un appassionato di caccia all'aperto con l'arco e si unì a Shrum nella battuta quel fatidico giorno di settembre. I due uomini avevano cacciato insieme per circa dieci anni, ed erano anche vicini di casa quando più tardi gli Shrum si trasferirono a Citrus Heights, California.
Il terzo membro del gruppo di caccia, Tim Trueblood, era anch’egli disegnatore di missili Aerojet. Lavorava al turno di notte, mentre Shrum lavorava al turno di giorno e Alvarez altalenava i turni. I tre uomini decisero di andare a caccia separatamente. Dopo che Shrum si allontanò dai suoi due compagni, Trueblood trovò la via del ritorno al campo per conto suo. Mentre le tenebre si stabilizzavano e gli altri due uomini non erano ancora tornati al campo, Trueblood decise di lasciare il campo e andare a cercarli, usando la sua torcia elettrica portatile.
Mentre Trueblood inciampava nell'oscurità che risplendeva nella torcia, Alvarez stava cercando di tornare al campo, quando improvvisamente notò una luce brillante che sprizzava dal cielo nei strati alti dell’atmosfera. All'inizio pensò che potesse essere una meteora che si muoveva lentamente, ma più tardi, dopo aver ascoltato la storia di Shrum, Alvarez si convinse di aver visto lo stesso UFO del suo amico Don.
Alvarez stava guardando lo strano oggetto che si avvicinava al suolo, quando notò improvvisamente dei fasci di luce (provenienti da una torcia) seguendo i quali trovò ben presto Trueblood, con il quale tornò al campo trascorrendo insieme a lui la notte.
Non avevano idea di dove si trovasse Shrum. Pensavano che essendo un cacciatore esperto, avrebbe trovato un posto sicuro per passare la notte. Dopo aver trovato Shrum, il giorno seguente, e dopo aver appreso del suo calvario, Alvarez disse agli altri che anche lui aveva visto l'UFO scendere dal cielo. Più tardi Alvarez rilasciò una dichiarazione scritta in cui affermava di aver assistito alla comparsa iniziale dello stesso UFO visto da Donald Shrum. Nell'affidavit, Alvarez scrisse: "Ho lavorato con Don per cinque o sei anni, e conoscendolo per tutto quel tempo, non ho motivo di dubitare o mettere in dubbio la sua integrità".
ALIENI NELLA FORESTA, L’INCONTRO RAVVICINATO DI CISCO GROVE.
"Aliens in the Forest: The Cisco Grove UFO Encounter" (titolo che ho anche preso in prestito per introdurre la parte finale di questo mio articolo), scritto da Noe Torres e Ruben Uriarte (senza dimenticare gli utili “Rapporto sugli UFO” di J. Allen Hynek e “Gli umanoidi” di Charles Bowen) è stato fonte di preziose informazioni che mi hanno permesso di conoscere più approfonditamente l’incidente in argomento permettendomi una ricostruzione dello stesso. Chi conosce il mio “modus operandi” sa però che non potevo non basarmi solo su dei testi, seppur importanti, per completare la mia ricerca e quindi ho cercato di avvicinare uno dei due predetti autori (magari anche tutti e due ma forse era chiedere troppo – ndr) e dopo vari tentativi, grazie alla preziosa opera di intermediazione dell’amico Martin Willis di “Podcast UFO live” sono riuscito a mettermi in contatto con Ruben Uriarte (1) il quale mi ha concesso una interessante intervista, in esclusiva, dove ha riferito di interessanti, a volte inquietanti, particolari che costellano Cisco Grove considerato, dai soliti scettici, non veritiero o, per usare un termine a loro tanto caro: un “fake”, ovvero una “bufala”. E proprio su questo punto, ma ponendo in secondo piano la negazione a favore di un positiva valutazione della vicenda in essere (che personalmente concordo – ndr) si basa la mia prima domanda al nostro ospite che ringrazio per la squisita disponibilità.
OSVALDO CARIGI: “Ciao Ruben, perché il caso Cisco Grove Encounter deve considerarsi reale e non una bufala?
RUBEN URIARTE: Ciao Osvaldo Il Cisco Grove Encounter è un caso storico, unico nel suo genere (pienamente d’accordo – ndr). Come già da te evidenziato, Noe Torres ed io abbiamo deciso di scrivere un libro su questo evento,. Paul Cerny, ora deceduto, è stato il primo investigatore principale di Cisco Grove per conto del National Investigations Committee On Aerial Phenomena (NICAP) e più tardi divenne il Direttore di Stato del Northern California Mutual UFO Network (MUFON). Ha indagato sul caso nel 1965 concludendo che non c’era alcun dubbio circa la sua autenticità “ Ho passato molto tempo a studiarlo oltre ad aver parlato con i principali testimoni ed essere venuto a conoscenze di testimonianze, posso quindi escludere qualsiasi possibilità di imbroglio". Avevo ricevuto i file di ricerca di questo caso da un funzionario del MUFON dopo la morte di Paul Cerneyi e leggendoli mi sono talmente incuriosito dal ripropormi di voler un giorno incontrare il principale protagonista di questa vicenda e il mio desiderio si è realizzato nel 2005 quando ho conosciuto Don Shrum, e la sua famiglia, intervistandolo per molte ore su quanto accaduto quella terribile notte . Erano passati circa 40 anni dall’'intervista di Paul, ho usato gli stessi suoi appunti e le stesse sue domande e mi ha sorpreso che Don abbia risposto esattamente come allora, senza mai discostarsi dalla sua versione dei fatti e posso dire, altresì, che il linguaggio del suo corpo tradiva palesemente ancora il trauma causato dall’esperienza vissuta. Sono giunto alla stessa conclusione di Paul, ovvero che l'esperienza di Don non era una bufala. Sia lui che sua moglie volevano condividere la storia in un libro che io Noe siamo stati in grado di scrivere, con il pieno permesso e la collaborazione della famiglia Shrum, riportando quanto era successo in quella strana notte e gli eventi che seguirono. Questo è il primo e unico resoconto pienamente autorizzato mai scritto su questo sorprendente incidente UFO nel 1964.
RUBEN URIARTE Nell'estate del 1974, Cerny fece in modo che Shrum fosse sottoposto ad un'ipnoterapia regressiva nel tentativo di approfondire l'incontro con gli UFO. Cerny più tardi scrisse in una lettera a Shrum, affermando che erano abbastanza convinti, dopo l'ultima sessione, che Don non era stato portato a bordo dell’UFO. È evidente dal commento di Cerny che lui e i suoi compagni di ricerca avevano ancora il sospetto, dieci anni dopo l'incidente, che Shrum potesse essere stato preso dagli alieni, esaminato a bordo della loro nave e poi riportato sul pino, tuttavia, la regressione ipnotica condotta nel 1974 sembrava dissipare definitivamente questa possibilità. Shrum ammise in seguito di sentirsi molto sollevato di sapere, una volta per tutte, che non era vittima di abduction.
OSVALDO CARIGI: Ho letto che Vincent e Tim dopo aver ascoltato la storia di Shrum sarebbero tornati insieme a lui e nello stesso giorno sul luogo dell’incidente. Trovarono alcune delle frecce che Donald aveva scagliato contro il robot, così come diversi pezzi di vestiti carbonizzati. Non trovarono, invece, le monete che aveva gettato contro le entità aliene ed evidentemente quest’ultimi le avevano raccolte prima della loro partenza". A questa testimonianza si aggiunge un affidavit firmato da Vincent Alvarez che dichiarò di aver visto lo stesso UFO di Schrum nella fase ascendente. Ruben, queste “prove” sono state vagliate dalle autorità militari?
RUBEN URIARTE: Il coinvolgimento delle autorità militari circa la testimonianza di Don è il colloquio avuto dallo stesso con i funzionari dell'Aeronautica Militare del McClellan AFB. Per coincidenza la base dell'Air Force faceva parte del Air Force Logistics Command; il quartier generale è a Wright Patterson Field vicino a Dayton, Ohio, la cui divisione di intelligence studia gli UFO dal 1947. In una casa, distante dalla base, Judy & Don Shrum hanno incontrato due rappresentanti dell'Aeronautica Militare : il Capitano McCloud e il Sergente Capo R. Barnes.
Donald Shrum ha collaborato pienamente con i due, nonostante il fatto che i funzionari non sembrassero molto disponibili ad accettare la storia di Don, infatti il tono delle domande tradiva un malcelato tentativo di “deludere” ogni spiegazione data da Don.
Shrum ha consegnato agli uomini una mappa dettagliata e annotata dell'area dove avvenne il suo avvistamento, fornendo loro l'esatta ubicazione dell'incontro. Shrum si convinse più tardi che l'Aeronautica Militare usò queste informazioni per inviare una squadra militare sul posto e rimuovere qualsiasi prova rimasta nel tentativo di “coprire” l’intera vicenda.
Due o tre settimane dopo, Shrum e suo fratello, insieme agli amici Vincent Alvarez e Bill McAdams, tornarono sul luogo dell'incidente, solo per scoprire che sconosciuti avevano setacciato l'intera area, raccogliendo ogni traccia di prove, rastrellando il terreno, per assicurarsi che non mancasse nulla e anche, possibilmente, per cancellare le strane impronte che Shrum aveva visto a terra dopo il suo incontro. Ciò che gli Shrum e i loro amici hanno trovato è stata la prova che un gruppo numeroso di uomini, molto probabilmente personale dell'Aeronautica Militare, era stato sul posto e aveva meticolosamente ripulito il luogo. Hanno trovato mozziconi di sigarette, pacchetti di sigarette scartati ("marche diverse") e almeno un mozzicone di sigaro sparso per la zona.
OSVALDOCARIGI: Ma le punte delle freccie scagliate contro il robot e i pezzi di vestiti carbonizzati tirati contro gli umanoidi vennero portati all’attenzione delle autorità militari? Furono fatte sparire anche queste “prove”? Che fine ha fatto l’affidavit di Vincent Alvarez?
Nel settembre 1968, il Maggiore James H. Aikman della Divisione Relazioni Comunitarie dell'USAF a Washington, DC, scrisse una lettera in cui affermava: "Un'indagine formale venne condotta dalla base aerea di McClelland il 25 settembre 1964. Il signor Shrum fornì all'Aeronautica Militare una punta di freccia, ma non una freccia completa. La punta non fu sottoposta ad alcuna analisi di laboratorio. La freccia che Shrum ha dato agli investigatori dell'Aeronautica Militare potrebbe essere stato il candidato più forte per l'analisi metallurgica. Sfortunatamente, i militari fecero scomparire l'esemplare, sostenendo di non averlo mai analizzato, insistettero di non averlo più nel 1968, e dissero di averlo "prestato" ad un "Gruppo di studio UFO dell'Università del Colorado".
OSVALDO CARIGI: Una delle accuse degli scettici si basa sul fatto che questi alieni con una tecnologia straordinaria che permetteva loro di viaggiare nello spazio non furono in grado di tirare giù il protagonista di questa storia dall'albero. In particolare, trovano piuttosto insolito il comportamento degli umanoidi intenti a scuotere l’albero per cercare di far cadere Shrum..
RUBEN URIARTE: Ci eravamo posti questa domanda. Avrebbero potuto usare più forza per catturarlo. Mi chiedo se stessero cercando di stare attenti a non fargli del male. L'albero era molto vicino a una scogliera (lo si nota nella foto allegata – ndr). Potrebbero essere stati molto cauti nell'impedire a Don di non cadere giù per la scogliera. Deve essere stata una grande sorpresa per loro trovare un essere umano in un albero. Mi chiedo: come avrebbero reagito gli alieni se Don avesse avuto un fucile?
OSVALDO CARIGI: Il famigerato Project Blue Book come classificò Cisco Grove? Vi furono delle indagini? Se ne occupò lo stesso Hynek.
OSVALDO CARIGI: Come viene oggi considerato, ufologicamente, Cisco Grove negli USA? E’ancora discusso? Il vostro libro ha riacceso l’interesse per questo caso?
OSVALDO CARIGI: Nella zona dell’incontro di Shrum con gli alieni si sono registrate altre testimonianze riguardanti visite di strani esseri e/o avvistamenti di oggetti volanti non identificati?
RUBEN URIARTE: Mi sono imbattuto in due casi simili a Cisco Grove.
Il 10.06.1996 venne segnalata la scomparsa di un cacciatore in circostanze misteriose. Il suo nome era Craig Guymon, 47 anni e stava cacciando con un gruppo di amici vicino alla zona del Lago di Soda nei pressi di Pinedale, Wyoming. Craig era a cavallo quando dopo aver sparato a un cervo ELK, smontò di sella incamminandosi in direzione della preda e non fece più ritorno. I suoi amici e altri cacciatori lo cercarono, ma non riuscirono a trovarlo. Vennero allora allertate le autorità che impiegarono aerei e cani da ricerca.
Il 10.09.1996 il corpo senza vita di un cacciatore, identificato successivamente come Craig Guymon, venne trovato steso a terra. Era caduto da un albero sul quale, a quanto pare, si era arrampicato per sfuggire a qualcosa che lo aveva spaventato. Aveva usato la sua cintura per legarsi all'albero. I suoi stivali, il cappotto e il cappello vennero trovati nell'albero. Il suo fucile era scomparso.
L’autopsia evidenziò la rottura di molte ossa e la causa del decesso venne addebitata all’esposizione alla rigida temperatura notturna.
Ci fu un altro caso straordinario vissuto da tre giovani uomini rimasti separati dal resto del gruppo nel corso di una escursione dei Boy Scout, il 16-18 maggio 1997 lungo il confine fra Stati Uniti e Messico in un deserto conosciuto come La Rumorosa a Baja California, Messico. I giovani trovarono rifugio in una quercia per proteggersi da serpenti e altri predatori. In seguito ebbero importante incontro con extraterrestri molto curiosi che si avvicinarono arrampicandosi sull'albero tenendosi ,però, a distanza dai ragazzi. Gli incontri continuarono per tutta la notte. I giovani rimasero svegli,usarono anche la cintura per assicurarsi all’albero. Non subirono alcun danno.
OSVALDO CARIGI: Molto interessanti questi i due casi affini, per dinamiche, a Cisco Grove. Particolarmente impressionante nel primo la scomparsa del fucile che posso ipotizzare come “souvenir” degli alieni e prova indiscutibile che non è stato certamente un animale predatore a costringere il povero Craig Guymon ad arrampicare sull’albero, rimanervi per un lungo periodo esposto alla gelida aria notturno fino a quando svenne, o collassò, cadendo pesantemente al suolo. Lo stesso rischio corse Don Shrum, il quale solo grazie alla sua tempra e forza di volontà a sopravvivere, nonostante il “gas” dei robot, riuscì a non cadere dall’albero.
Le luci continuavano ad apparire in lontananza e più tardi scomparvero alla vista. I giovani cercarono di trovare posizioni confortevoli sull’albero, avevano le gambe semi addormentate e lo spavento era tanto. Osservarono esseri bianchi e luminosi, sottili, con teste grandi con occhi neri allungati, di circa 90 centimetri o 3 piedi di altezza.
I ragazzi cercarono di non fare alcun rumore; rimasero in silenzio mentre osservavano gli esseri, non volevano essere catturati Gli esseri, a gruppi di 3 o 4, erano sparsi a circa 80 piedi dall'albero. I testimoni videro almeno 7 gruppi che camminano lentamente in giro mentre lavoravano e si avvicinavano. Il colore di queste entità era bianco con una sfumatura di luce verde fosforescente.
Gli esseri muovevano la testa da sinistra a destra mentre fissavano il terreno. Alcuni di loro portavano strumenti delle dimensioni di una scatola da scarpe.
Non c'erano suoni di grilli o di altri animali. I ragazzi rimasero sull’albero; sentirono rumori intorno alla base dello stesso coperto di foglie. Gli esseri divennero quasi invisibili.
I gruppi di ET si avvicinarono all'albero, Raul ne contò circa 50 in tutto il canyon. Improvvisamente gli esseri iniziarono a salire sull'albero, sembravano traslucidi o trasparenti o come un miraggio, facili da vedere perché la loro forma traslucida rifletteva la luce notturna.
Avevano uno sguardo curioso mentre osservavano i giovani dai quali si tenevano a una distanza di almeno un metro e mezzo e si arrampicarono rapidamente sull'albero senza fare rumore.
Gli esseri non procurarono alcun male ai ragazzi. L'albero ha iniziato a brillare come risultato del “tocco” degli esseri mentre si arrampicavano. Le "impronte delle mani" degli esseri brillavano sull'albero con colori fosforescenti di verde e viola. L'albero era completamente circondato dagli esseri. C'erano almeno 25 oggetti che stazionavano sopra di loro, senza alcun suono, formando forme geometriche tra i quali un triangolo equilatero.
Un oggetto circolare di circa 4 metri o 13 piedi di diametro volava e stazionava sopra l'albero mentre una piccola porta si apriva sotto. Gli esseri avrebbero usato l'albero come una scala, poiché erano in grado di arrampicarsi sull'oggetto. Continuarono a lavorare in gruppi vicino agli alberi e ai cespugli. Gli esseri scomparvero tra le rocce e gli alberi a distanza e alla fine lasciarono i ragazzi, i quali solola mattina presto furono in grado di scendere. Furono trovati da una squadra di salvataggio.I ragazzi sono stati in grado di scendere dall'albero la mattina presto. Furono trovati da una squadra di ricerca e salvataggio. Questo strano evento è riportato nel libro "La Noche en el Arbol" scritto da uno dei ragazzi testimoni dell’accaduto: Raul Fabrizio Garcia.
Ruben Uriarte è stato coinvolto in una vasta rete di organizzazioni di ricerca. Ha lavorato come coordinatore statale per Crop Circle Phenomena Research International. E 'stato anche un ex direttore di ricerca per Beyond Boundaries, una società specializzata nel portare gruppi turistici in vari "hotspot" UFO in tutto il mondo. È anche membro del consiglio di amministrazione di OPUS (Organizzazione per la comprensione paranormale e di supporto). Ruben è stato intervistato in molti programmi radiofonici locali e nazionali e documentari televisivi sul tema del fenomeno UFO.
Ruben è stato co-autori di una serie di libri con Noe Torres sui principali incidenti UFO che si sono verificati lungo il confine del sud-ovest degli Stati Uniti, Messico e altri casi storici. I loro libri includono, "Roswell del Messico - L'incidente UFO Chihuahuahua", "The Other Roswell - UFO Crash on the Texas-Mexico Border" e, "Aliens in the Forest - The Cisco Grove UFO Encounter" e molti altri libri. Si prega di consultare i loro elenchi di libri sul loro sito web: www.roswellbooks.com
(2) OSVALDO CARIGI:Di seguito uno stralcio dell’intervista, inviatami da Uriarte con file audio.
RUBEN URIARTE: “Che ripercussioni ha avuto questo su di te? Hai avuto incubi o cose del genere?”
DONALD SHRUM: “Per un anno ho avuto incubi dai quali mi risvegliavo urlando: “Quegli occhi! Quegli occhi!” e sudando freddo.”
R.U.: “E cosa è successo con la Air Force?”
D.S.: “Mi hanno dato appuntamento per incontrare i rappresentanti dell’Aeronautica. E hanno cercato di convincermi, dicendo che forse erano stati i giapponesi (!!) a mettere qualcuno lì, forse dei boy scout travestiti con dei costumi per spaventare le persone. Poi dissero anche che forse c’era l’esercito a bivaccare lì sopra, che poteva trattarsi di un campo di addestramento. Mio padre, che era nell’Air Force si informò e scopri che non c’erano militari in quell’area, perché era un’area alquanto desolata… Loro provavano a disilludermi in qualunque modo. Poi presero la (punta della freccia) e mi dissero che si sarebbero rifatti vivi, e avremmo risolto la faccenda. Ma non lo fecero mai.
(3) La paura persistente, anormale e ingiustificata dei boschi e dei mostri che potrebbero nascondere è detta “Hilofobia”. Nel caso Cisco Grove i mostri sono gli alieni umanoidi e i due robot che “gasarono” Shrum la cui fobia postuma fu solo persistente e giustificata dall’aver vissuto una terribile anormale situazione .
Don
SHRUM vicino all’albero sul quale si era arrampicato.
(per gentile concessione di Ruben Uriarte)
(per gentile concessione di Ruben Uriarte)
Identikit
degli umanoidi basata sulla descrizione fornita da Shrum
(per gentile concessione di Ruben Uriarte)
(per gentile concessione di Ruben Uriarte)
Il
robot “gasa” Shrum (illustrazione by Neil Riebe)
Il
robot colpito dalle frecce scagliate da Shrum ((illustrazione by Neil Riebe)
La
nave madre aliena dalla quale si è staccata una capsula con a bordo gli esseri
che hanno assalito Shrum. (illustrazione by Neil Riebe)
Gli umanoidi visti e descritti da Shrum emergono dalla
folta vegetazione. (illustrazione by Neil
Riebe)
Mappa della zona intorno a Cisco Grove. La freccia
indica il punto esatto dove avvenne l’incontro di Shrum con le entità aliene. (per gentile concessione di Ruben Uriarte)
In
alto Don Shrum con uno dei suoi archi. In basso una delle punte di freccia
trovate sul luogo dell’incidente. (per
gentile concessione di Ruben Uriarte)
Ricostruzione del caso Boy Scout avvenuto il 16-18 maggio 1997 a La Rumorosa, Baja California Messico.
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