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martedì 19 novembre 2024

 

SENZA CONSENSO

Intervista a Philip Mantle

di Osvaldo Carigi

Una delle branche dell’ufologia che maggiormente attira l’attenzione di ufologi e appassionati è quella che riporta ed esamina vicende tra le più oscure e dolorose per i postumi psico-fisici presenti in molte situazioni,  che essere umano possa, suo malgrado, vivere: le abductions, ovvero i rapimenti alieni, comunemente classificati come incontri ravvicinati del quarto tipo. Come ogni manifestazione di natura ufologica che si rispetti, anche queste in argomento sono presenti in molte parti del mondo anche se maggiormente in alcune zone tra le quali bisogna annoverare il Regno Unito dove troviamo un buon numero di casi tra i più interessanti racchiusi nel libro “Without consens” di Carl Nagaitis e Philip Mantle, fortunatamente tradotto in italiano come “Senza consenso” sul quale  si baserà questa mia intervista al secondo dei succitati autori, ufologo conosciuto e ed apprezzato a livello internazionale nonché spesso presente nei miei lavori grazie ad una intensa amichevole corrispondenza avuta nel corso degli anni. Dunque, per iniziare è bene porre in giusta evidenza che il fulcro di ogni caso di abduction è senz’altro il “missing time”, il vuoto temporale che intercorre tra l’inizio e la fine del rapimento, dove si cela quella verità di quanto accaduto che deve essere,però, portata in superficie con l’ausilio essenziale di sedute ipnotiche alle quali viene sottoposto l’addotto. Escludendo i debunkers e gli scettici a prescindere, è proprio sull’uso del predetto metodo si concentrano leciti dubbi, da parte di qualche ricercatore, riguardanti l’attendibilità.  In sostanza secondo i predetti è possibile che il rapito possa mentire sotto ipnosi inventandosi situazioni che in realtà non sono avvenute. Phil, qual è la tua opinione in merito? 

PHILIP MANTLE A mio parere l'ipnosi di regressione deve essere usata solo come ultima risorsa. Non è e non potrà mai essere utilizzata come "siero della verità". Questa forma di ipnosi deve anche essere usata solo con il pieno consenso del testimone e non deve essere usata alcuna dose di coesione. È ben noto che sotto ipnosi le persone possono effettivamente mentire e anche attingere a ogni sorta di altri ricordi e fantasie non correlate immagazzinate nel cervello del testimone. Detto questo, dobbiamo anche renderci conto che quando si confrontano i casi in cui il testimone non ha usato l'ipnosi e quelli che l'hanno fatto, allora le due serie di testimonianze rimangono ampiamente comparabili. Ciò che questo dice è ancora aperto al dibattito, ma è comunque interessante.

OSVALDO CARIGI: Nella casistica delle abduction, i rapimenti multipli sono sicuramente in numero inferiore rispetto a quelli singoli ma essendoci più persone implicate in uno stesso caso i rapimenti multipli sono altrettanto sicuramente più oggettivi e credibili “grazie ai racconti separati degli eventi che permettono facilmente di scoprire eventuali menzogne”, sempre che non si tratti di allucinazione collettiva ma non ve ne sono in questo contesto. Questa piccola premessa ci introduce al pertinente incredibile caso della famiglia Day, composta da John Day, sua moglie Sue e i loro due figli Karen di 11 anni, Kevin di 10 e Stuart di 7, interamente rapita dagli alieni il 27 ottobre 1974. Come si legge nel libro “Uno degli aspetti più inusuali di questo caso è la grande quantità di informazioni racimolata dai loro sequestratori” e in effetti nelle deposizioni sotto ipnosi, rese da John e Sue dopo quasi tre anni dall’evento, abbiamo esatte descrizioni degli alieni, dei loro poteri, dell’interno dell’UFO, precisi riferimenti alla teoria degli antichi astronauti con tanto di frase sibillina detta dal capo degli ET “Voi siete i nostri figli”, alcuni particolari riguardanti il pianeta di origine degli alieni e una loro città. Voglio chiarire con Phil due aspetti di questo rapimento. L’investigatore Andy Collins e l’ipnoterapista Leonard Wilder furono sorpresi dal fiume di testimonianze rese da John “Accendevo il registratore e lo lasciavo parlare” riferì il primo. Phil, Mr. Day appartiene alla classe operaia londinese e con tutto il rispetto le sue deposizioni furono giudicate troppo complesse per il suo grado di cultura, tant’è che una volta tornato in sé non credeva che potesse aver affrontato così autorevolmente un determinato argomento. Phil, secondo te John era forse “guidato” dagli alieni durante i “resoconti” ipnotici?

Il secondo aspetto è la temporalità riguardante la decisione di sottoporsi a ipnosi regressiva.

Perché John e Sue aspettarono tre anni per “rendersi conto di possedere un tesoro di informazioni lasciate in eredità dai loro sequestratori”?

PHILIP MANTLE: Innanzitutto John e Sue ricordavano molto del loro incontro quasi dall'inizio. Non solo, la protezione dei loro figli era la loro principale preoccupazione. Per questo nessuno ha mai intervistato i tre fratelli. Pochi hanno anche parlato con John. Per fortuna io sono uno di quelli che l'ha fatto. John non è d'accordo nel divulgare informazioni di cui non era a conoscenza mentre era sotto ipnosi. Suggerire che John sia stato 'guidato' da qualcuno o qualcosa sarebbe pura speculazione, quindi preferisco non seguire questa strada. Perché John e Sue abbiano aspettato 3 anni per sottoporsi all'ipnosi è un'ipotesi di chiunque. Potrebbero esserci un'intera serie di ragioni per questo, ma sospetto che potrebbe essere perché avevano già ricordato così tanto all'inizio.






Una delle entità che rapirono la famiglia Day.
Entità alta.
Piccola entità detta "L'esaminatore" 


OSVALDO CARIGI: Quanto accaduto a Robert Taylor il 9 novembre 1979 a Livingston, Scozia, lo si può considerare come una rarità circa la natura dei presunti rapitori (non solo, come vedremo) di questo Responsabile del Dipartimento Forestale di zona e spiego perchè. Escludendo la più numerosa presenza  di entità aliene più o meno simil-umanoide non è raro che l’abduction veda come esecutore materiale dello stesso un robot (l’episodio che esamineremo in seguito ne è una prova) o bio-robot, come a Pascagoula, ma in quella fredda mattina d’inverno nel bosco vicino Dechmont Wood qualcosa di inusuale tentò di prelevare forzatamente il Signor Tylor: un oggetto a forma di cupola di colore grigio e altro circa quindici metri dal quale fuoruscirono due rotanti forme sferiche che aggredirono il malcapitato uomo. Altra peculiarità di questa vicenda sono le inusuali accurate indagini condotte dalla polizia locale che nel rapporto ufficiale pur ammettendo la mancanza di informazioni necessarie a poter risalire alle cause dell’incidente, definì Taylor persona assolutamente degna di fiducia che “non avrebbe mai inventato una storia simile”. Phil, sei d’accordo con questo documento? Come venne giudicato questa storia dai media?

PHILIP MANTLE L'incontro di Robert Taylor è assolutamente unico. L'oggetto che vide quel giorno nel bosco, gli strani oggetti simili a palle che provenivano da sotto l'UFO. Anche i segni sul terreno e sui pantaloni del signor Taylor sono unici. Tuttavia, ciò di cui la maggior parte delle persone non si rende conto è che questo caso è l'unico in tutto il Regno Unito ad essere stato completamente investigato dalla polizia con un esame forense completo delle ferite sul signor Taylor e sui suoi pantaloni. Non possiamo dire che Robert Taylor sia stato rapito perché non ricorda alcun incontro del genere. Quello che possiamo dire è che c'è stato un periodo di "tempo mancante", perciò è stato incluso nel nostro libro "SENZA CONSENSO" che tratta sia i racconti di rapimenti che i casi di tempo mancante. Il signor Taylor era un membro molto rispettato della sua comunità locale ed è per questo che la polizia ha trattato questo caso come un "assalto" e ha condotto un'indagine completa. Incontrai Robert Taylor e come tutti quelli che lo avevano intervistato lo trovai un signore onesto, con i piedi per terra, la cui storia non era mai cambiata. Il signor Taylor non aveva idea di cosa gli fosse successo e nemmeno io, sappiamo entrambi che qualcosa è successo e quel qualcosa rimane ancora 'non identificato'.







OSVALDO CARIGI: Come accennato nella mia precedente domanda sull’incidente occorso a Robert Taylor, eccoci a Gabriella Versacci (pseudonimo) dove l’addotta viene prelevata e portata dentro un UFO da un robot, il 16 ottobre 1973 a Langford Budville, Somerset. Ma non è l’unica particolarità, pur essendo classificato come un Incontro Ravvicinato del Quinto Tipo (*) è uno dei tre casi rientranti nella predetta casistica, avvenuti in Gran Bretagna, analizzati da BUFORA (**). In questa tipologia di incontri ravvicinati, è predominante  il tema del sesso e della riproduzione e nel caso in questione abbiamo si un rapporto sessuale ma non propriamente consenziente avuto con un alieno di sesso maschile (L’essere salì lentamente sull’estremità del tavolo. “Mio Dio” pensò la donna “Questo mi vuole violentare. Gabriella non guardava, non poteva muoversi durante quell’atto freddo e calcolato di depravazione (***)). Quanto accadutole turbò profondamente Gabriella ma non fu per lei l’unico cruccio, infatti alcuni ricercatori scoprirono analogie tra questo episodio e quello di Jeff Greenhaw negli USA avvenuto il 17 ottobre 1973 e sospettarono una scopiazzatura da parte della Versacci riguardo la presenza di un personaggio di aspetto robotico. Phil, come hai giudicato questa presunta somiglianza tra i due incidenti?

(*) Derivazione della classificazione di Hynek, si intendono in questo modo le presunte unioni biologiche con questi esseri, implicanti riferiti rapporti sessuali fra soggetti umani e occupanti di Ufo.

http://www.primocontatto.net/ir.html

(**) British UFO Research Association

(***) Tratto da “Senza consenso” pagg. 212-213

PHILIP MANTLE Incontri ravvicinati del tipo sessuale sono stati e sono tuttora un aspetto molto difficile da ricercare in questo campo. Specialmente quando parli con una persona, di solito una donna, che ne ha avuto esperienza. Ho preferito rivolgermi a chi aveva molta più esperienza di me in questo tipo di cose. Questo collega era il compianto Budd Hopkins. Budd cercava di scoprire se questi incontri sessuali potessero essere una forma di ‘memoria distorta’. Infatti era dell’idea che non fossero mai avvenuti incontri sessuali, ma che invece una specie di memoria-schermo fosse stata implementata sulle menti di queste persone, per coprire il prelievo di campioni genetici, una memoria-schermo a carattere sessuale per rendere più piacevole l’immagine in memoria. Non ho idea se questo fosse corretto o no, certo, ma è una cosa che fa pensare. Riguardo alla tua domanda, il fatto è che ora il caso Greenhaw è considerato una bufala. Gabriella ha avuto un incontro molto bizzarro e questo è tutto quello che possiamo dire per ora.




 OSVALDO CARIGI: “Io non sono particolarmente interessato a ciò che pensano gli altri. Io so quello che ho visto e se la gente non mi crede sono affari suoi. Non ho niente da guadagnare facendo questo. Non ne vedo la ragione:io ho di meglio da fare con il mio tempo”. Così rispose l’ex agente di polizia Philip Spencer (pseudonimo), addotto il primo dicembre 1987 in quel di Illkley Moore – West Yorkshire, autore di una delle foto più controverse  (anche se è stata giudicata autentica) raffigurante un essere proveniente dallo spazio. Ma altri due particolari della storia di Spencer hanno attirato la mia attenzione: il mistero della polarità invertita di una bussola in possesso di Spencer e una altrettanto misteriosa “visita” ricevuta da due uomini del Ministero della Difesa che volevano informazioni su quanto gli era accaduto. Come evidenziato nel libro, è possibile invertire la predetta polarità ma è un procedimento mortalmente rischioso anche per un esperto, figuriamoci per Spencer. Per ciò che concerne il secondo aspetto, il predetto Ministero mai rispose ad una richiesta di spiegazioni. Siamo forse in presenza dei famigerati Men in Black? Che fine ha fatto la foto? Hai avuto modo di vedere l’originale e in caso affermativo qual è la tua sensazione circa la sua autenticità e l’aspetto dell’essere?

PHILIP MANTLE: Ci sono pochi dubbi che la foto in questione sia autentica. Con questo voglio dire che la 'figura' è lì nel paesaggio e non è il risultato di alcun fotoritocco dopo che è stata scattata. Sono stato nel punto esatto in cui è stata scattata la foto e non c'è niente che cresce lì che possa essere scambiato per questa figura. Per quanto riguarda l'inversione di polarità della bussola, ci affidiamo agli esperti che furono consultati all'epoca. L'investigatore principale era Peter Hough e Peter è stato un investigatore molto lucido e ha fatto un lavoro eccellente. Peter mi ha fornito una stampa di prima generazione dal negativo originale, che è anche il meglio che si possa ottenere. Per quanto riguarda la visita degli uomini del Ministero, questo non mi sorprende affatto. Abbiamo appreso negli ultimi anni che c'era un dipartimento nel Ministero della Difesa del Regno Unito che, occasionalmente, ha esaminato alcuni rapporti UFO. Questo non era il dipartimento in cui lavorava Nick Pope, ma un altro che era ben al di sopra del suo livello di stipendio. Se sia stato questo dipartimento ad occuparsi di questo caso non possiamo dirlo. Un'altra teoria è che gli uomini del ministero fossero investigatori UFO travestiti. Questo è già successo in passato, ma di nuovo non c'è alcuna prova che sia stato questo il caso. Non ho alcun dubbio che la foto in questione sia autentica, ma ciò che effettivamente ritrae è un'altra cosa. Purtroppo non sono mai riuscito ad intervistare Philip Spencer e i tentativi negli ultimi anni di ottenere maggiori informazioni sono caduti nel vuoto.

Ricostruzione dell'accaduto.

L'alieno visto e fotografato da Spencer.










OSVALDO CARIGI: Phil, siamo giunti alla fine di questa nostra intervista o quasi alla fine, perché se fino ad ora ti ho chiesto di quattro delle storie presenti nell’edizione italiana del libro, vorrei un tuo commento su un caso presente solo nell’ultima edizione di “Without Consens”: l’incontro ravvicinato di Alfred Burtoo, avvenuto il 12 agosto 1983 ad Aldershot – Hampshire.  Definirei questa vicenda una specie di tranquilla abduction, in quanto il testimone non venne prelevato con la forza ma invitato da entità aliene a salire a bordo del loro UFO. Le descrizioni degli esseri e dell’oggetto da parte di Burtoo rientrano più o meno nella casistica delle stesse ma ciò che rese particolare l’esperienza dell’anziano (77 anni) pescatore furono proprio il resoconto dei fatti, avvenuto durante una normale intervista e soprattutto il fatto che l’uomo dopo essere stato sommariamente “scrutato” sotto una luce arancione venne invitato dagli alieni ad andare via. In sostanza Alfred non era idoneo fisicamente (troppo vecchio) per essere esaminato più approfonditamente dagli ET. Sono a conoscenza di casi simili ma credo che nel Regno Unito sia unico nel suo genere.

PHILIP MANTLE:Tu hai effettivamente ragione. Albert Burtoo è stato "rifiutato" dalle creature perché troppo vecchio. Il signor Burtoo è stato intervistato in diverse occasioni da colleghi come Timothy Good e altri, e penso che la tua formulazione di un "rapimento tranquillo" sia molto appropriata. Nessuna forza è stata coinvolta e invece il signor. Burtoo è stato invitato. Per la cronaca ho appena scritto di un incontro del 1922 qui nel Regno Unito che ha coinvolto due giovani ragazzi che sono stati anch’essi invitati a salire sull’UFO. Una delle cose che possiamo imparare dal caso Burtoo è di chiedere ai rapiti perché i loro rapitori li hanno restituiti. Forse ci saranno altri casi in cui la risposta è stata che erano troppo vecchi, chissà. Se ci pensate, questa è una domanda che non usiamo. Forse dovremmo chiedere anche ai rapiti perché siete stati scelti. Naturalmente questo ci mostra che come ricercatori stiamo continuando ad imparare come condurre tali ricerche e quali domande porre. Whitley Strieber ha osservato ad una conferenza sugli UFO a Londra che ho organizzato che stiamo "imparando a fare domande migliori e sia lui che tu avete ragione. Ma ricordiamoci che un "rapimento silenzioso" è pur sempre un rapimento e abbiamo ancora molto da imparare.















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